Validato da Sonia Campa
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I gatti sono animali tendenzialmente molto puliti, che si occupano della propria igiene in modo autonomo attraverso il leccamento, un’attività in cui indulgono spesso proprio per esigenze di pulizia. Ritrovarsi bagnati “artificialmente” è una cosa che solitamente non gradiscono, così come l’intero procedimento dietro il bagno, che può rivelarsi stressante per loro.

Eppure, in alcuni casi lavare il gatto diventa necessario, ad esempio quando il pelo o le zampe si sono sporcate con qualcosa che lui non riuscirebbe a rimuovere con la lingua. Vediamo allora quali passaggi seguire per fare il bagno al gatto e quali accortezze avere per non spaventarlo.

Si può lavare il gatto?

La premessa è che il bagno al gatto si può fare, ma che non è sempre necessario e che in generale andrebbe evitato se possibile. Più il gatto viene lavato, infatti, più la cute si irrita, soprattutto se si usano detergenti, oltre alle ripercussioni sul benessere psicologico. Molti gatti si spaventano se vengono a contatto con l’acqua e possono reagire cercando di liberarsi o nascondendosi. Forzarli a fare il bagno è dunque sbagliato, soprattutto se non vi è una reale necessità.

Quando è necessario fare il bagno al gatto?

Lavare il gatto, come detto, è qualcosa che andrebbe in generale evitato, a meno che non vi siano situazioni particolari che possono verificarsi quando il pelo o le zampe si sono macchiate o sporcate con qualcosa che lui non riuscirebbe a togliere con la lingua. Si pensi, per esempio, a liquidi appiccicosi o untuosi come gocce di resina o olio, sostanze che macchiano molto o che potrebbero rivelarsi tossiche o comunque pericolose per lui se dovesse leccarsi per pulirsi, come per esempio vernici o colori. Non c’è dunque una frequenza standard, ma una valutazione caso per caso e situazione per situazione.

Come evitare che il gatto si spaventi

Visto che per molti gatti il bagno rappresenta un momento stressante, l’intero procedimento deve essere fatto con la massima calma, seguendo i tempi del gatto, senza innervosirsi e senza forzarlo, in un ambiente sicuro e tranquillo, privo di rumori e ulteriori fonti di stress. Questo può significare anche procedere per un gradi: magari la prima volta il lavaggio consiste solo in un risciacquo, la volta dopo si può introdurre lo shampoo, dopo un po' l'asciugatura (il rumore dell’asciugacapelli può spaventare molto).

Tutto dipende da quanto è tollerante il gatto, ma è importante non partire con l'idea di fare tutto subito. L’alternativa può essere quella di lavare il gatto senza acqua, con un lavaggio a secco, utilizzando appositi shampoo per cui non serve inumidire il pelo né risciacquare, o salviette umidificate pensate appositamente per il lavaggio dei gatti (e quindi non tossiche).

I passaggi da seguire per lavare il gatto

Fatte le dovute premesse, ecco il procedimento migliore per fare il bagno al gatto:

  • Trovare un posto tranquillo e comodo: doccia, vasca da bagno, lavandino o bacinella, è bene scegliere il posto migliore in cui lavare il gatto, sia per lui sia per noi. Dev’essere una stanza tranquilla e la postazione deve comunicare un senso di sicurezza al gatto, non deve rappresentare un rischio se reagisse scappando e allo stesso tempo deve consentire di avere a portata di mano tutto ciò che serve.
  • Spazzolare il pelo: la prima cosa da fare prima di usare l’acqua è spazzolare bene il pelo del gatto per eliminare nodi, peli superflui e altri corpuscoli. In questo modo sarà più facile lavarlo e usare prodotti detergenti.
  • Utilizzare i prodotti giusti: scegliere per il lavaggio sempre prodotti specifici, non utilizzare mai un normale shampoo per capelli umani che potrebbe irritare la cute. L’ideale è consultarsi con un veterinario per farsi consigliare lo shampoo migliore anche sulla base delle caratteristiche del pelo del gatto.
  • Bagnare il pelo: procedendo per gradi, il pelo va bagnato con acqua a temperatura ambiente, che va aggiustata sulla base della reazione del gatto. Il getto non deve essere troppo forte, ed è meglio partire dalla schiena con un rigagnolo per abituare il fatto alla sensazione. Molta attenzione va fatta alle orecchie, al naso e alla bocca: meglio evitare che vi entri acqua.
  • Applicare il detergente: una volta inumidito adeguatamente il pelo si può applicare il detergente, prima sulle mani provocando un po’ di schiuma e poi sul pelo con movimenti leggeri e circolari che richiamano le carezze.
  • Risciacquare: dopo aere insaponato il pelo, risciacquare con le stesse modalità già usate accertandosi di avere eliminato tutti i residui di sapone.
  • Asciugare: per l’asciugatura è meglio usare un asciugamano morbido e strofinare delicatamente il pelo, lasciandolo anche leggermente umido. Usare il phon è controproducente sia per il rumore, che può spaventare il gatto, sia per la temperatura che può rivelarsi troppo elevata.

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