Galoppa la polemica sui cavalli selvaggi dell'Aveto catturati e imprigionati in un recinto. Il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, ha convocato un tavolo con "tutti i soggetti interessati" ma non ha invitato l'associazione Rewild Odv che, sin dalla costituzione di questa popolazione di equini, si occupa in collaborazione con l'Università di Genova, di monitorare e recensire tutti gli esemplari presenti sulle alture di Borzonasca, nella riviera di Levante della Liguria.

Ma facciamo un passo indietro. Dopo il mail bombing a Regione Liguria, al comune di Borzonasca e agli altri enti coinvolti, nella notte di domenica 23 ottobre, il presidente Toti scrive un post sui social in cui rassicura: «La situazione è sotto controllo, i cavalli sono stati recintati in sicurezza in una zona erbosa nel comune di Borzonasca, con acqua e fieno in abbondanza come concordato con tutti i soggetti interessati. Sono anche presidiati costantemente. Maltrattare i cavalli, portarli al macello o sfruttarli non è nella volontà di nessuno tanto meno nella mia».

Anche il governatore fa poi riferimento all'incolumità pubblica: «Questi animali hanno creato alcuni disagi e provocato altrettanti incidenti agli abitanti della zona pertanto possono rappresentare un pericolo per l’incolumità pubblica. Per questo l’intenzione, se le analisi che verranno fatte daranno esito positivo, è semplicemente quella di trasferirli in altura lontano dalla case, senza fare loro del male. Ogni operazione sarà fatta alla luce del sole e verificabile da tutti coloro che vorranno controllare. Questo significa essere dalla parte degli animali, tutelando e rispettando anche le esigenze dei cittadini». E chiude con un appello a cittadini ed associazioni: «Evitiamo di speculare o alimentare timori e paure sulla sorte dei cavalli che non esistono,  come è stato fatto pochi mesi fa con i cinghiali della Spezia».

Le associazioni animaliste, però, incalzano. Si preoccupano della salute delle sette cavalle (sono tutte femmine, tra cui una incinta e una cieca) che sono state prelevate da uno stato di libertà, trasferite su un camion e rinchiuse in un recinto. «Erano abituati a vivere libere, sono state catturate e allontanate dai loro branchi, dagli altri cavalli con cui hanno vissuto per anni», spiega Evelina Isola naturalista, divulgatrice scientifica e fondatrice di Rewild Odv.

Nel pomeriggio di domenica 23 ottobre, poi, la notizia diffusa tramite una nosta stampa che Toti convoca per domani, lunedì 24, un tavolo tra "tutti i soggetti interessati", ad esclusione di Rewild Odv e di Isola, "custode" dei cavalli selvaggi dell'Aveto. L'appuntamento è fissato alle 16 nella sede della Regione Liguria: «Una riunione per fare il punto sulla vicenda dei cavalli dell'Aveto – scrive Toti – Saranno presenti anche il vicepresidente Alessandro Piana e il direttore generale della Asl4 Paolo Petralia». L'obiettivo del governatore – si legge ancora nella nota – è avere un quadro della situazione più chiaro possibile, con tutte le rassicurazioni del caso prima di procedere con qualsiasi azione o spostamento che riguardi i cavalli.

La "custode" dei cavalli: «Non sono in vendita come al supermercato»

«Siamo venuti a sapere che il presidente Toti ha convocato una riunione sulla questione della cattura dei cavalli selvaggi dell'Aveto coinvolgendo tutti i soggetti interessati. Noi non ci siamo – riferisce Evelina Isola a Kodami – Potevo essere convocata anche io soltanto come esperta in quanto mi occupo dei cavalli dalla costituzione della loro popolazione e ho seguito tutte le tesi di laurea dell'Università di Genova e l'ultima dell'università di Parma, oltre ad essere stata consulente per l'ateneo genovese durante il progetto dell'Istituto zooprofilattico finanziato dal Ministero della Sanità».

Di fatto, Evelina Isola conosce, uno per uno, tutti i cavalli inselvatichiti dell'Aveto, anche grazie al grande lavoro di censimento – tramite fototrappolaggio – svolto negli anni con i tirocinanti universitari.

«Tutti i censimenti e tutti i monitoraggi sono stati eseguiti da me e dagli studenti che ho seguito – continua la naturalista – siamo gli unici ad avere i dati precisi della popolazione e a poter affermare che i cavalli che sono stati catturati in questi giorni sono i cavalli sbagliati. Attualmente sulla Statale nei pressi di Bertigaro sono stati avvistati comunque dei cavalli selvaggi, nel numero di tre o quattro. I cavalli catturati invece sono stati prelevati a quota 1050 nei pressi della Malga Perlezzi e nella loro vita non sono mai scesi a quote basse; non c'era alcun motivo di andare a catturare quei cavalli».

Al di là del singolo evento, Evelina Isola contesta il metodo con cui le istituzione avrebbero da sempre affrontato le problematiche relative a questa popolazioni di equini che sono in realtà un unicum a livello nazionale ed europeo, nonché un'attrattiva per un turismo sostenibile rispettoso del benessere animale. Kodami è andato a conoscere questa realtà e la scorsa estate ha realizzato un video reportage sui cavalli che vivono in natura, senza supporto umano, nel meraviglioso contesto del parco naturale e regionale dell'Aveto.

«Finché non si cercheranno soluzioni complesse a problemi complessi e soluzioni integrate, il problema non si risolverà – è il punto fermo della ‘custode' dei cavalli – non si risolve con una cattura e non si risolve con un singolo recinto ma con una serie di azioni integrate, parallele e condivise. Chi ha agito forse non sa, non conoscendo l'etologia equina, che si rischia di andare a disperdere ulteriormente i branchi, in quanto sono stati catturati soggetti provenienti da bande diverse, e "casualmente" solo femmine. L'allevatore cui sarebbero destinate ha dichiarato che gli interessa aumentare gli individui del suo allevamento perché non riesce a farlo crescere dopo le perdite subite in seguito alla predazione dei lupi durante il pascolo estivo. Ecco, i cavalli selvatici dell'Aveto non sono in vendita al supermercato. Un conto è voler risolvere il problema di cavalli stanziali residenziali, un conto è deportarli senza logica ed etologia».