
È rimasta per giorni all’interno di un pozzo vulcanico sul versante brontese dell’Etna, in località Piano dei Grilli, ma alla fine la capra protagonista della storia è stata recuperata, fortunatamente sana e salva.
L’animale è stato salvato venerdì dai Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Catania e dagli esperti del nucleo SAF (Speleo Alpino Fluviale), intervenuti con personale della Forestale, alcuni volontari e due veterinari chiamati a monitorare l’operazione di recupero. La capra ha avuto la sfortuna di precipitare in una depressione vulcanica molto profonda e remota, a 1.700 metri di quota, e sarebbe certamente morta se non fosse stata recuperata.
È invece stata notata da alcuni volontari che, nella speranza che riuscisse ad arrampicarsi e a uscire da sola (le capre di montagna sono eccezionali scalatrici), le avevano portato da mangiare e da bere. Vedendo che la situazione non migliorava hanno quindi allertato la Forestale, che ha a sua volta contattato i Vigili del Fuoco.
Le squadre di soccorritori hanno raggiunto il pozzo vulcanico a piedi, partendo da monte Egitto e arrivando sino al versante ovest dell'Etna camminando per quasi 1 chilometro portando pali di legno utilizzati poi per costruire una scala rudimentale. Una volta costruita la scala, uno dei soccorritori si è calato nel pozzo insieme con i veterinari, che hanno preparato la capra alla manovra di salvataggio.
L’animale è stato immobilizzato e bendato, per poi essere sollevato grazie a tecniche di derivazione speleo-alpino-fluviale. Non appena è stato liberato dalle corde e dal cappuccio, davanti agli occhi dei suoi salvatori, si è immediatamente alzato in piedi ed è corso via, dimostrando di essere fortunatamente in buona salute.
La disavventura si è insomma conclusa nel migliore dei modi, un risultato tutt’altro che scontato vista la pericolosità del punto. Nelle profondità del pozzo vulcanico, infatti, sono stati notati i resti di altri animali che vi erano evidentemente precipitati in prima di lei ed erano stati meno fortunati.
