Era il cane che accompagnava i fedeli nei pellegrinaggi alla chiesa di Padre Pio. Un riferimento per tanti malati che raggiungono l’Ospedale “Casa Sollievo della Sofferenza”. E’ stato ucciso probabilmente con dei colpi di arma da fuoco Galak, il cane pastore di San  Giovanni Rotondo adottato idealmente da chiunque passasse per il paese in provincia di Foggia, divenuto famoso per la presenza delle spoglie del frate di Pietrelcina.

Il tragico ritrovamento è avvenuto questa mattina, giovedì 28 luglio, alle prime luci dell’alba su Viale Padre Pio, in prossimità dei chioschi dove normalmente viene effettuata la rivendita di oggettistica e dell’Anfiteatro. Immediatamente è stata allertata la Polizia Locale che, assieme ai servizi veterinari della ASL, ha raggiunto il luogo per tutti gli accertamenti del caso.

«Il paese di Padre Pio purtroppo non ha fermato la mano omicida che ha ucciso il povero Galak – è l’urlo di dolore di Anna Rita Melfitani, Presidente di Guerrieri con la Coda e rappresentante provinciale del Partito Animalista Italiano – Sono giorni di inferno per i nostri fratelli animali. Si urla per avere altre leggi per tutelarli, ma molti urlano senza sapere che le leggi esistono, ma spesso non sono applicate. Non voglio usare la solita frase "buon ponte" perché sicuramente Galak quel ponte non lo voleva passare e come tanti altri animali meritava di vivere.» La Melfitani ha anche spiegato a Kodami che in queste ore sporgerà denuncia per questo ennesimo episodio di violenza gratuita nei confronti degli animali.

San Giovanni Rotondo cani

Nel lungo post che ha pubblicato su Facebook molti hanno raccontato i propri ricordi legati al povero Galak. «Ogni volta che venivo in ospedale lo vedevo sempre vicino all'entrata», racconta Rossy. «Lo conoscevo – le fa eco Daniela – un cane dolcissimo. Ogni volta mi accompagnava insieme a un altro cane alla Casa Soliievo della Sofferenza.»

Purtroppo si stanno ripetendo con frequenza episodi di questa brutalità. Pochi giorni fa in Puglia era successo a Cisternino, dove Angelo, un altro randagio, era stato brutalmente ucciso a fucilate. Sempre nel foggiano, invece, un cane fuggito era tornato a casa con il cranio ferito a colpi di zappa. Ma, ahimè, il fenomeno non riguarda solo le regioni del Sud. Si pensi al cane legato a un albero e ucciso con delle fucilate a Siena. Nel caso di Galak, invece, fa specie il fatto che il tutto sia avvenuto in un luogo considerato riferimento per la spiritualità e la cura.

Il cane sarà sottoposto ad autopsia. Ulteriori indagini chiariranno meglio la dinamica dell’accaduto e se esistano elementi per risalire ai responsabili. La speranza è che cambi finalmente la coscienza collettiva del rispetto degli animali e che gesti di questa crudeltà possano sparire una volta per tutte dalle cronache.

Kodami non pubblica lo scatto che ritrae Galak morto in strada. Come sempre non riteniamo che questo tipo di immagini aggiungano qualcosa alla già terribile cronaca di quanto accaduto.