Uno dei cinque cagnolini messi all’asta dalla titolare di un allevamento per risarcire un debito e denunciata dalla Lav, la Lega anti vivisezione, di Milano, è stato venduto. «Purtroppo, nonostante dopo la segnalazione di una cittadina siamo intervenuti subito, non abbiamo fatto in tempo a fermare l'asta», ci spiega Ilaria Turchini coordinatrice di Lav Milano.

«La nostra richiesta, però, al Tribunale di Lodi, che è quella di affidarci i cagnolini, ora sappiamo che almeno è stata recepita, perché ci è arrivata conferma. Abbiamo già una struttura gestita dall'associazione Pet Rescue Italia Onlus, che si trova a San Giuliano Milanese, pronta ad accogliere i 4 animali in attesa di riuscire a promuovere delle adozioni consapevoli. Al momento però non abbiamo avuto risposte in tal senso».

La brutta storia dell’asta al miglior offerente di Carlotta, Briciola, Peggy, Cody e un quinto cane di cui non si conosce il nome un Pinscher, due Jack Russel e due Chihuahua – di cui la Lav si è presa carico, prosegue: «Purtroppo l’asta è stata battuta e poiché per gli altri quattro è andata a vuoto, se non si riesce a fermare prima il procedimento, verrà ripetuta. Il nostro ufficio legale sta discutendo per capire quale sia il modo migliore di intervenire».

Sì, perché per legge, si può vendere all’asta gli animali: «Noi da anni ci battiamo contro una legge eticamente inaccettabile che considera cani, gatti e gli altri animali degli oggetti, dei beni di qualcuno che ne può disporre come gli pare senza nessuna attenzione al loro benessere, alla loro salute psichica e affettiva. Da anni lottiamo per il riconoscimento nel Codice Civile degli animali quali esseri senzienti», continua Ilaria Turchini. «La vendita all'asta, peraltro, è un grosso rischio per gli animali che possono essere acquistati da chissà chi, senza che nessuno si interessi della vita che andranno a fare».

L’obiettivo del Lav è puntare a cambiare questa convinzione del tutto scorretta e anche la legge naturalmente: «C’è un precedente virtuoso» conclude Turchini «che speriamo possa aiutarci anche in questa situazione. La Lav di Trento qualche tempo fa è riuscita a bloccare una situazione equivalente. Si trattava di un cucciolo oltretutto con problemi sanitari che veniva messo all’asta, ma lì siamo riusciti a farci affidare il cagnolino. Speriamo di riuscire anche questa volta».

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