11 Agosto 2022
17:38

Cadaveri di cani chiusi in buste e gettati in una zona industriale: trovato il responsabile

Un uomo in principio incaricato di cremare gli animali li ha invece buttati lungo una strada di campagna: si tratta di oltre venti carcasse.

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cane vercelli

22 carcasse di cani abbandonate lungo una strada provinciale alle quali se ne aggiungono altre 23 rinvenute nel giardino di un'abitazione privata. È questo il macabro bilancio con il quale la Polizia di Vercelli ha scritto la parola fine al giallo aperto il 5 maggio 2022 con il ritrovamento dei primi corpi di animali.

L'indagine è iniziata in primavera con il ritrovamento dei primi 8 animali senza vita in via Roggia Molinara, ed è proseguita con la scoperta di un numero crescente di cani e in un caso anche di un gatto nei pressi dell'area industriale. I corpi al momento del primo ritrovamento si trovavano vicino a un corso d'acqua ed erano in avanzato stato di decomposizione, Kodami ha visionato le immagini ma ha scelto di non mostrarle perché nulla aggiungono a quanto scritto.

Grazie all'acqusizione e alla visione dei filmati di videosorveglianza presenti nella zona, la Polizia locale ha individuato l'uomo che li aveva scaricati, un 47enne originario di Vercelli. A casa dell'uomo sono stati poi scoperte ben 23 carcasse stipate all'interno di scatole o buste di plastica.

L'uomo non sarebbe però responsabile della morte degli animali, secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti le carcasse gli sono state affidate allo scopo di cremarle o seppellirle. Probabilmente, quindi le famiglie degli animali erano inconsapevoli della sorte che quell'uomo avrebbe riservato loro.

Il fascicolo resta quindi aperto allo scopo di fare luce su quanto accaduto e verificare la presenza di ulteriori responsabili oltre all'uomo già fermato dalle Forze dell'ordine.

Al di là degli orrori presentati occasionalmente dalle cronache cittadine, il problema della sepoltura degli animali d'affezione è presente in tutta Italia. Nonostante il numero dei cimiteri per animali in Italia stia aumentando anno dopo anno, non sono ancora abbastanza o sufficientemente diffusi sul territorio. Una mancanza che in alcuni casi può spingere le persone ad affidarsi a individui che mettono poi in atto una crudele gestione dei corpi degli animali.

Giornalista per formazione e attivista per indole. Lavoro da sempre nella comunicazione digitale con incursioni nel mondo della carta stampata, dove mi sono occupata regolarmente di salute ambientale e innovazione. Leggo molto, possibilmente all’aria aperta, e appena posso mi cimento in percorsi di trekking nella natura. Nella filosofia di Kodami ho ritrovato i miei valori e un approccio consapevole ma agile ai problemi del mondo.
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