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12 Ottobre 2023
10:08

Cacciavano cinghiali con le gabbie, a casa avevano balestre e dardi: due bracconieri denunciati a Genova

Due bracconieri sono stati denunciati a Genova, per la loro attività di frodo in una “zona rossa” per Peste Suina Africana. Gli uomini cacciavano cinghiali utilizzando gabbie e nelle loro case sono stati trovati dardi e balestre. Sequestrati anche 40 chili di carne di cinghiale che ora sarà analizzata all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale per verificare la presenza del virus.

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Tutto è partito dal ritrovamento di una gabbia utilizzata per la cattura abusiva dei cinghiali in una zona boschiva sulle alture di Genova segnalata come area infetta da Peste Suina Africana. Da lì sono iniziate venerdì scorso le indagini dei Carabinieri del Nucleo Forestale di Rivarolo che hanno visto due persone finire indagate per furto aggravato di fauna selvatica oltre al sequestro di balestre e carne di dubbia provenienza. I due non sono cacciatori e, quindi, si sarebbero procurati i cinghiali e la carne senza la minima osservanza della normativa in materia e, soprattutto, avrebbero agito in una “zona rossa” per via della presenza di casi di Peste Suina Africana.

Il ritrovamento della gabbia ha permesso ai militari di risalire in poco tempo all’identità dei presunti responsabili della sua installazione. Poi la Procura di Genova ha disposto le perquisizioni domiciliari durante le quali sono state sequestrate due balestre con diverse decine di dardi con punte da caccia e circa 40 chili di carne di cinghiale congelata e già suddivisa in sacchetti. Data la provenienza da una zona infetta da Peste Suina Africana, la carne sequestrata è stata inviata all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta che provvederà alle analisi per la ricerca dell’eventuale presenza del virus.

L’episodio di Genova si inserisce in un quadro ligure a dir poco complesso nella tematica che riguarda la gestione della fauna selvatica e della Peste Suina Africana che la sta colpendo da oltre un anno. Gli avvistamenti e gli incontri con i cinghiali nei centri abitati ormai sono all’ordine del giorno, come lo sono le polemiche per le strategie messe in campo da Regione Liguria nel contenimento dei numeri. L’indagine dei Carabinieri Forestali di Rivarolo, infatti, ha portato anche alla scoperta di due balestre, strumenti da caccia illegali che, però, sono tornati di stretta attualità quando la giunta ligure ha dato l’ok alla caccia al cinghiale anche con arco e frecce.

Benché la balestra sia, appunto, vietata, nella zona dell’Imperiese era stato trovato un cinghiale ferito da un dardo che è poi risultato essere da balestra. Il tutto a dimostrazione di un contesto a dir poco nebuloso tra cacciatori regolari e altri abusivi che si ostinano ad agire nell’ombra con danni irreparabili per la fauna di zona e conseguenze potenzialmente pericolose in ambito di diffusione della Peste Suina Africana.

Le positività alla Peste Suina Africana, intanto, non accennano a fermarsi. All’8 ottobre i cinghiali positivi erano 496 in Piemonte e 434 in Liguria dal 27 dicembre 2021, per un totale di 930 casi. L’ultimo è stato rilevato proprio in Liguria, in provincia di Genova, a Borzonasca. I Comuni in cui si è osservata almeno una positività sono 114.

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Pietro Zampedroni
Giornalista
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