Non “res” ma esseri viventi veri e propri. E’ questo, in sintesi, il fil rouge dell'Assemblea degli animali realizzata dalla Lav per fare il punto della situazione in Italia e non solo. L’occasione è stata anche utilizzata per parlare di Covid e di salto di specie: l’ormai tristemente famoso "spillover" che secondo gli attuali studi sull'inizio della pandemia ha portato alla zoonosi del virus Sars-Cov-2.

L'assemblea si è svolta in diretta sui social sabato 12 giugno 2021 e la mattina è stata l’occasione per focalizzare l’attenzione sul ruolo degli animali nell’alimentazione umana e sul settore della zootecnia, con le inchieste “La normalità del male”. «Dobbiamo scardinare un modello economico che si basa sullo sfruttamento di ecosistemi e di animali – dice Fabio Ciconte, direttore dell’associazione Terra – Tutto questo sta producendo la crisi climatica, qualcosa che noi non stiamo ancora percependo come un problema per l’umanità».

Il titolo dato all'appuntamento della Lav è lo stesso del libro di Filelfo, una favola moderna in cui gli animali decidono che è ora di mettere sulla sbarra degli imputati gli esseri umani e in cui si dipana quel filo che lega la nostra specie alle altre. Un racconto pieno di citazioni e di una grande forza morale, diretto a un approccio ecologista e animalista.

La questione degli spillover, Quammen protagonista dell'assemblea

Nel corso dell’assemblea, parlando di zoonosi, è intervenuto anche David Quammen, autore di “Spillover” e primo ospite di MeetKodami, una serie di video incontri in cui sul nostro sito incontriamo persone che attraverso la loro testimonianza e la loro esperienza racchiudono l’essenza del nostro Manifesto. Parlando di biologia evolutiva, il giornalista scientifico americano ha detto: «Viviamo in un’epoca in cui emergono sempre più spesso nuovi virus sotto forma di infezioni umane. Cominciamo dal virus Machupo che causa la febbre emorragica e che nel 1961 è emerso in Bolivia proveniente dai roditori. Poi Marpurg, emerso nel 1967, l’Ebola, riconosciuto nel 1976, l’Hiv che causa l’Aids e che fu la prima pandemia mondiale che sappiamo che è stato causato da un passaggio di specie avvenuto tra uomo e uno scimpanzé nel 1980. E poi l’aviaria e il virus Nipah arrivato dai pipistrelli e si è poi trasferito ai maiali nel 1988 e da loro agli umani. Il West Nile è apparso nel 1999 negli Usa (veniva dagli uccelli) e poi nel 2002-2003 la prima Sars e nel 2012 Mers, che proveniva dai pipistrelli e ha fatto il passaggio nei cammelli. Ora il Sars-Cov-2. E’ una raffica di virus».

Il commercio delle specie esotiche

Il biologo Clifford Warwick ha analizzato il fenomeno del commercio delle specie esotiche. «Gli umani per almeno 1700 anni si sono presi cura degli animali selvatici – dice – Li tenevano come animali da compagnia e li lasciavano nella foresta. A volte uccidevano i genitori di questi animali per tenersi i cuccioli. Ma la cosa importante è che li tenevano in cattività, nel villaggio, ma poi potevano scorrazzare nella foresta. C’era una sorta di "tacito accordo". Questo accadeva migliaia di anni fa. Non li chiudevamo in gabbie piccole e in situazioni crudeli. Ora sembra che la situazione sia peggiorata. Abbiamo iniziato a indagare su uno dei principali fornitori mondiali degli animali esotici e abbiamo visto che il tasso di mortalità era del 70%. Ci dicevano alcuni esperti che questa percentuale era uno standard nel settore. I pesci, catturati con la dinamite e le sostanze chimiche, avevano un tasso di mortalità del 98%. Un tasso che è come quello di un mattatoio. Il 75% dei rettili, poi, muore entro il primo anno di cattività».

«A maggior ragione dopo tutto quello che è successo con la pandemia di Covid-19 bisogna cambiare», ha sottolineato Gianluca Felicetti, presidente di Lav.

David Quammen: «Noi umani, animali tra tanti altri: con la pandemia è tempo di esserne coscienti»