Jimmy Spithill, australiano, è diventato un canguro coi guantoni. Francesco "Checco" Bruni, col viso affilato da marinaio, si è trasformato in un aquila. Romano Battisti ha preso la sagoma di un leone, Matteo Celon è diventato un toro per la sua forza. È così, indossando caschi con delle sagome di animali disegnati sopra, che l’equipaggio di Luna Rossa ha vinto la seconda regata contro New Zealand, portando finalmente nella storia l’Italia della vela.

Dallo sport alla mitologia, il passo è stato breve: quei caschi vogliono rappresentano «lo stesso istinto animalesco che a volte è nascosto in ognuno di noi, un daimon che ne incarna l’anima» ha spiegato Elena Achilli, moglie artista di "Gillo" Nobili, grinder e operations manager del team Prada.

Achilli ha un passato da art director e illustratrice di libri e pubblicazioni scientifiche, ma anche anni passati attorno all'America's Cup insieme al marito, esperienza che l'ha portata a disegnare vignette dedicate al mondo della regate. E il primo ispiratore è stato proprio “Gillo”, rappresentato perfettamente dall’orso, sia dal punto di vista fisico che per quanto riguarda il carattere. L'idea è stata subito molto apprezzata e piano piano sono stati i figli dei membri dell’equipaggio che hanno chiesto una figura simbolica per tutti i loro papà. «Sono stati ottimi consiglieri, entusiasti di veder diventare i padri un cartoon».

Già nelle precedenti campagne Achilli aveva realizzato delle vignette che rappresentavano le barche o piccole storie di Coppa. Questa volta si è divertita a trovare un animale per ognuno dei team member. E ormai sono un must tanto da essere impresse anche alle magliette, ai cappelli e quant’altro e pure i componenti del design team e dello shore team hanno chiesto e ottenuto una loro raffigurazione.

Ad Auckland è così diventato normale vedere Luna Rossa che esce dal porto e prende il largo, con donne e bambini sulla banchina che esibiscono le loro magliette con gli animali, al grido di "Forza papà".