Conferenza italiana clima

Qual è la priorità dell'agenda italiana su clima, ambiente e biodiversità? È su questo che si sono interrogati gli esponenti delle istituzioni e delle associazioni ambientaliste e animaliste che si sono riuniti oggi in occasione della Conferenza nazionale sul Clima, Italy for Climate, promossa dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile.

L'Italia non è ancora sulla strada giusta per contenere efficacemente il cambiamento climatico, è la denuncia del presidente di Legambiente Stefano Ciafani, che nel suo intervento ha evidenziato un rallentamento nella messa in atto delle misure per arginare l'innalzamento delle temperature: «L'Italia ha bisogno di più coraggio e di più coerenza tra parole e fatti». Dello stesso avviso anche Donatella Bianchi, presidente WWF Italia che ha sottolineato l'impegno delle associazioni nel promuovere una legge sul clima adeguata: «Se la proposta non passerà in questa legislatura – sottolinea Bianchi – servirà una legge di iniziativa popolare».

Sia Legambiente che il WWF hanno sottolineato l'importanza di coinvolgere i Ministeri chiave della lotta al cambiamento climatico, in primis il dicastero della Transizione Ecologica retto da Roberto Cingolani, che patrocina l'evento di Roma. Solo la mediazione di un governo come quello attuale, che conta sulla seconda maggioranza più larga della storia repubblicana, può fare incontrare le esigenze del pianeta Terra con quelle dell'economia. Al centro della Conferenza nazionale sul Clima c'è infatti la proposta di introdurre anche in Italia, come avvenuto già in Germania, Francia Spagna e Regno Unito, una legge per la protezione del clima che affronti e risolva alcuni nodi cruciali.

Tra scienza ed economia

Conferenza sul clima

Il vice caporedattore Rai Daiana Paoli ed Edo Ronchi

L'innalzamento del riscaldamento globale deve restare entro 1,5°C, come stabilito nell'Accordo di Parigi. Oltre questo limite, individuato dalla Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico dell'ONU come "punto di non ritorno" del Pianeta, non sarà possibile preservare gli habitat e le specie che lo abitano. Uno scenario esposto recentemente anche durante la Cop26 di Glasgow, dove ai grandi della terra è stato mostrato il futuro un mondo senza animali.

Una legge efficace sul clima è però una iniziativa estremamente ambiziosa a causa la quantità di interessi contrastanti che devono convergere per la sua realizzazione. Un tale provvedimento può entrare in contrasto con le strategie di ripresa economica che l'Italia sta provando a mettere in atto. Per facilitare una mediazione tra le parti interessate, i promotori di Italy for Climate hanno definito nella sessione pomeridiana della Conferenza alcuni percorsi specifici di discussione per i settori: industria, trasporti, residenziale, agricoltura, generazione elettrica. Per ognuno sono stati identificati specifici target climatici ed energetici e proposte di intervento mirate. «La Legge sul clima serve perché non siamo credibili, finché parliamo di neutralità climatica ma continuiamo a finanziare i fossili e a bloccare le fonti rinnovabili. L'Italia deve fare un passo avanti», è il monito di Edo Ronchi, presidente dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile.

Ai tavoli di lavoro previsti nel pomeriggio di oggi siederanno i rappresentanti delle realtà industriali più importanti per l'Italia, degli enti di ricerca nazionali, e di parte delle istituzioni. Tutti sono chiamati a fare la loro parte per realizzare una roadmap per la neutralità climatica nazionale. Un primo passo concreto che deve però avvenire sotto l'egida della politica per essere concretamente attuabile. Di "bla bla bla", denunciano gli attivisti capitanati da Greta Thunberg, il mondo ne ha abbastanza. Una premessa fondamentale posta oggi da Michela Spina, portavoce di Fridays For Future: «Dire di "stare facendo il possibile" significa non trattare la crisi climatica come una vera emergenza».

A questa chiamata risponderà come risponderà Ilaria Fontana, sottosegretario alla Transizione ecologica? La sua partecipazione alla Conferenza di oggi, annunciata ma non confermata, potrebbe essere la chiave per spostare la discussione sul clima e sul futuro della biodiversità da un dal piano delle chiacchiere a quello dell'azione.