22 Marzo 2023
9:41

«Aiutateci a ritrovare il nostro alpaca»: l’appello di Marta dopo la scomparsa dell’animale

Marta, la fondatrice dell'omonima azienda agricola di Prevalle, in provincia di Brescia, è disperata perché domenica sera quando è rientrata alla fattoria non ha più trovato ad aspettarla Capitan America, uno dei 17 esemplari di alpaca che abitano con lei. E chiede l'aiuto di tutti.

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«Non abbiamo parole e non ci sembra vero. Dopo tutto l'amore che ci abbiamo messo, dopo tutti i sacrifici che abbiamo fatto, vedere e provare questa cosa, ci ha davvero sconvolti. Non è possibile».

Marta, la fondatrice dell'omonima azienda agricola di Prevalle, in provincia di Brescia, è disperata perché domenica sera quando è rientrata alla fattoria non ha più trovato ad aspettarla Capitan America, uno dei 17 esemplari di alpaca che abitano con lei.

«Una sparizione misteriosa – racconta a Kodami Marta – perché gli alpaca, soprattutto i cria, i cuccioli, non si allontanano mai dal branco. Anche perché se restano da soli senza la compagnia dei loro simili si lasciano morire. È impossibile che sia scappato da solo. Può soltanto essere stato rubato».

Certo è che portare via un alpaca non è poi così facile: «Bisogna pensare che i cuccioli pesano sui 30 chili, non è un peso così eccessivo. Io bene o male da sola in braccio lo prendo un cria. Chiaramente per scavalcare la staccionata bisogna essere in due… Noi abbiamo le telecamere interne all’azienda, ma ovviamente nel punto dove sono entrati, che è dietro, non si vede bene e quindi non abbiamo in mano nulla».

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Potrebbe essere stato un gesto mirato? «Noi lo pensiamo, ma non possiamo esserne sicuri. Lo crediamo perché avrebbero potuto prenderne anche uno più piccolo, invece, hanno preso proprio lui che era uno dei più belli dal punto di vista estetico e dal punto vista del patrimonio genetico. È comunque dotato di chip e quindi difficilmente rivendibile. Se poi non fosse per rivenderlo, è bene che chi lo ha preso sappia che da solo non sopravvive e che va alimentato nella maniera corretta, lui nello specifico, stava prendendo integratori e vitamine per la crescita. Inoltre, non è proprio fatto per essere tenuto come animale domestico. Intendo dire che ci sono tutte delle regole per farlo vivere in maniera adeguata. Uno le deve sapere perché sennò succedono dei disastri».

Marta vive con la famiglia e i suoi animali a due passi dal Lago di Garda, esattamente a Prevalle, dove si è trasferita per avere più spazio proprio per accogliere la sua grande passione: gli alpaca. 

«Quando ho deciso di intraprendere questa attività, lavoravo a tempo indeterminato come educatrice. Un po' di paura c'era ma era più forte la grande passione e quindi decisi di licenziarmi e aprire un’azienda agricola. Per me era un mondo tutto nuovo, ma mi attirava e piaceva ogni giorno di più. Chiaramente una ragazza giovane e senza terreni propri che vuole costruire il suo futuro con gli animali più strani faceva ridere chiunque. Eppure, i risultati da tanto impegno e lavoro sodo sono oggi tangibili. Il mio amore per la vita nella natura e per gli animali è stato accompagnato da una costante formazione che mi ha reso adesso una professionista specializzata nel mio settore».

Sono diverse, infatti, le attività proposte dalla Fattoria e tra queste ci sono proprio quelle a diretto contatto con gli alpaca: «Ho sempre fatto attività assistite con gli animali, ma prima era con i cavalli. Quando poi ho scoperto il mondo degli alpaca per me non c’è stato più nessun altro. Lo so sembra strano, ma è stato proprio così. Ho studiato tutto su di loro, sono andata a vedere tutti gli allevamenti che non sono tanti in verità in Italia e così ho cominciato. Ne ho acquistato subito con 4, due maschi e due femmine e nell’arco di tre anni circa siamo arrivati a 17 animali. E dopo tanti sacrifici adesso ce ne portano uno via così, è davvero una cosa terribile».

Naturalmente Marta ha postato l’annuncio della scomparsa su tutti i social della fattoria: «Chiediamo la massima condivisione e abbiamo anche pronta una ricompensa per chi avesse visto, o sentito qualsiasi cosa che possa essere utile ad aiutarci ed affrettare il ritrovamento. L’unica cosa della vicenda che mi rincuora è che, poiché non siamo molti noi allevatori e ci conosciamo tutti, grazie al passaparola sono stati tutti informati, di modo che se fosse qualcuno che se ne intende e lo volesse vendere come riproduttore per esempio, sono tutti avvisati. La voce si è sparsa moltissimo. Ora speriamo solo che in qualche modo Capitan America si possa tornare nella sua famiglia».

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Simona Sirianni
Giornalista
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