In quel casolare doveva solo fare le pulizie, eppure sono bastati pochi attimi per stravolgere la sua vita completamente. Questa è la storia di una 52enne di Fermo, nelle Marche, che si era recata in una casa a Ripatransone per lavorare, ma invece è stata ferita gravemente due Rottweiler che erano di guardia all'abitazione. La donna è stata portata d'urgenza all’ospedale regionale Torrette di Ancona dove purtroppo ha dovuto immediatamente subire un intervento chirurgico di amputazione di un braccio e di una gamba.

Stando alle prime ricostruzioni e agli elementi raccolti dagli inquirenti, l'umano di riferimento dei due cani era al centro di un'inchiesta sullo spaccio di droga in zona, ma tutti gli elementi sono ancora al vaglio. Inoltre, questa sarebbe la terza aggressione nel giro di poche settimane da parte dei due animali: la prima risale al 31 dicembre e la seconda al 1 gennaio. In tutti i casi riportati la dinamica è la stessa: due cani da guardia a un appartamento nella zona attaccano e feriscono delle persone entrate nell'abitazione per errore o senza permesso.

Anche nel precedente episodio le ferite erano state gravi e il giovane che aveva subito l'attacco era stato ricoverato d’urgenza al pronto soccorso di Fermo, dove i medici gli avevano riscontrato lacerazioni e presunti distacchi di tessuti muscolari che gli erano costati una prognosi di 40 giorni.

I Carabinieri ora stanno indagando su una vicenda che agli abitanti di Fermo e di un quartiere vicino, quello di Lido Tre Archi, sembrano conoscere bene da anni. In ogni caso le Forze dell'ordine ancora non hanno rilasciato dichiarazioni in merito e dunque sulla dinamica e sulla inchiesta poco si può scrivere ad oggi. Le domande che ci possiamo porre sono relative però al comportamento dei cani solo e sempre per sottolineare che la gravità dell'evento deve essere analizzata sempre relativamente al contesto e pensando al tipo di relazione tra persona di riferimento e animale.

«Che sia un incidente è possibilissimo. Qualora venga poi accertato che si trattasse di un giro di malaffari, succede frequentemente che le persone dedite alla malavita sfruttino le attitudini dei cani alla difesa per gestire i loro affari, non solo per proteggere la merce quando sono assenti ma anche per proteggere se stessi dato che non frequentano ambienti molto raccomandabili». Così Luca Spennacchio, istruttore cinofilo e membro del comitato scientifico di Kodami, commenta il caso.

«Purtroppo la signora c’è andata di mezzo – continua – Questo perché difficilmente i cani possono distinguere tra chi si reca nel loro territorio per fare le pulizie e chi ha cattive intenzioni soprattutto se non si è creato un percorso di conoscenza precedente e una routine al quale gli animali sono abituati». Quello che l'esperto sottolinea è un tema che in etologia canina viene affrontato anche scientificamente per comprendere il mondo delle intenzioni nella sfera cognitiva dei cani. Lo descrive bene lo stesso Luca spennacchio in un articolo su Kodami, in cui sottolinea come sia possibile o meno per i cani capire se veramente una persona ha cattive intenzioni.

In particolar modo Spennacchio spiega che la reazione di questi animali relativamente alle persone con cui entrano in contatto si basa principalmente su attitudini fisiche, odori e comportamenti che abbiamo nel momento in cui interagiamo con loro più che in una vera e propria percezione del male in sé. Spesso questi animali stanno semplicemente cercando di proteggere il proprio territorio, il loro compagno umano e loro stessi.