Pen Farthing è arrivato a casa, in Inghilterra. E con lui, all’aeroporto londinese di Heathrow, sono scesi i circa 150 cani e gatti provenienti dal rifugio gestito dall’associazione Nowzad che l’ex ufficiale della Corona inglese aveva fondato a Kabul, dopo una missione in cui si era innamorato di un cane locale strappato al mercato dei combattimenti clandestini. Per i randagi, che si salvano così dalla situazione drammatica in cui è piombato l’Afghanistan dopo l’abbandono delle truppe americane ed europee, si sono aperte le porte dei rifugi inglesi che sono già attivi per organizzare le adozioni. E l’attore inglese Ricky Gervais, un comico da sempre vicinissimo alle cause animaliste, ha subito offerto il suo sostegno.

L’operazione Arx è riuscita, ma solo a metà

Alcuni collaboratori della Nowzad (foto Facebook)
in foto: Alcuni collaboratori della Nowzad (foto Facebook)

Si conclude così quella che Pen aveva chiamato Operazione Arx e che avrebbe dovuto riportare in Occidente non solo i randagi ma anche i veterinari e le veterinarie afghane che in questi anni li avevano accuditi. Per loro però non c’è stato nulla da fare. Come Kodami aveva raccontato, dopo una lunga contrattazione l’aereo, un cargo che il militare inglese è riuscito ad affittare con una raccolta fondi avviati attraverso le pagine social dell’associazione Nowzad, è dovuto partire senza di loro. I permessi necessari, infatti, non sono arrivati. E Pen, con il sostegno degli stessi operatori afghani che temevano per la sua stessa vita, ha dovuto rinunciare a mettere in salvo anche gli ex colleghi, promettendo però che non li avrebbe abbandonati.

Le visite mediche prima degli affidi

L’arrivo al rifugio della Lozzas Lurcher Rescue (foto da Facebook)
in foto: L’arrivo al rifugio della Lozzas Lurcher Rescue (foto da Facebook)

«Abbiamo appena scaricato l'ultimo dei nostri cani e gatti nei loro alloggi provvisori dopo un lungo e difficile viaggio dall’Afghanistan – ha raccontato la stessa organizzazione attraverso la sua pagina Facebook – Come potete immaginare, la giornata è stata piena di esami dettagliati da parte del nostro personale veterinario esperto, per garantire che gli animali fossero controllati a fondo prima di essere trasferiti nei loro canili da quarantena. La nostra equipe ha sostenuto il personale medico per le necessarie procedure amministrative previste per l'ingresso nel Regno Unito». Tra le associazioni che hanno accolto i randagi, visibilmente provati, la Lozzas Lurcher Rescue di Hertford che ha pubblicato su Facebook le foto dell’arrivo degli animali al rifugio inglese commentando: «Che giornata piena di emozioni. Il prezioso carico includeva un cane militare in pensione. Sappiamo che Nowzad sta cercando disperatamente di aiutare le persone che son dovute rimanere, ma oggi è una grande giornata per le vite salvate».

Anche la Kabul Small Animal Rescue sta cercando di portare in salvo i suoi randagi da Kabul

Anche Charlotte Maxwell-Jones, fondatrice della clinica veterinaria Kabul Small Animal Rescue attiva da un anno nella capitale dell'Afghanistan, sta cercando di mettere in salvo i randagi della clinica che gestiva a Kabul. I suoi 250 animali sono in aeroporto da ormai più di quattro giorni in attesa di riuscire a salire sul cargo privato che l'americana è riuscita ad affittare grazie alle donazioni ricevute.  E anche in questo caso il timore è di non riuscire a far evacuare i collaboratori locali, le circa 35 persone dello staff. «Charlotte e i suoi soccorritori sono in grave e imminente pericolo perché si rifiutano di lasciare gli animali perché farlo significherebbe la morte di tutti gli animali a loro affidati» l'appello apparso nella raccolta di firme pubblicata su change.org a sostegno dell’americana e dei suoi randagi. L'ultimo post su Facebook risale a tredici ore fa e non da ancora conferma dell'avvenuta partenza. «Grazie per il supporto – spiega l'americana – so che non è molto soddisfacente ma l'unica cosa che posso dire è che stiamo lavorando ininterrottamente per portare tutti i nostri animali in salvo».

foto di copertina: Pen Farthing con uno dei suoi cani a Kabul (credits: Nowzad)