Fra gli aggettivi che è possibile dare a uno squalo ce ne sono alcuni senza dubbio fuori contesto, primo fra tutti: appetitoso. Sicuramente non è della stessa opinione una food-blogger cinese che ora è sotto indagine dopo essersi filmata mentre cucinava e mangiava un grande squalo bianco, sollevando nuovamente preoccupazioni sul tema del mercato nero di specie selvatiche, molto diffuso soprattutto in Asia.

Il video pubblicato su Internet il mese scorso è stato recentemente rimosso, ma si poteva vedere chiaramente la food-blogger aprire un oggetto incartato davanti la porta di un negozio nella città sud-occidentale di Nanchong rivelando uno squalo di un paio di metri al suo interno. In seguito la ragazza, insieme ad altri collaboratori, hanno trasportato l'animale in una zona isolata di campagna dove è stato diviso in due parti per poi essere bollito e cucinato sul barbecue.

Per tutto il video, in un angolo dello schermo, era possibile leggere: «Allevato artificialmente per scopo alimentare» e dopo aver addentato un bel boccone la ragazza ha commentato: «Può sembrare crudele, ma la sua carne è davvero super tenera».

La vita di un food-blogger ha una routine ben precisa: ogni giorno bisogna trovare nuovi cibi da assaggiare, fare un video a riguardo dando la propria opinione e più il tempo passa e la fama cresce e più sale la neccessità di fare dei video assurdi per ottenere maggiori visualizzazioni. Ma è a questo punto, a maggior ragione, che dovrebbe subentrare il buon senso, evitando situazioni pericolose o che possano recare danno agli ecosistemi. La ragazza in questione, come molti altri content creator, però, è andata sempre di più alla ricerca di alimenti "strani" da mostrare, sconfinando anche nell'illegalità.

Il grande squalo bianco (Carcharodon carcharias), infatti, è un animale protetto da leggi nazionali e inserito nella lista delle specie in pericolo dalla Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN). Secondo la legge cinese non può essere in alcun modo pescato e, nel caso accadesse per errore, dovrebbe essere gettato in mare anche nel caso fosse morto. Inoltre è severamente punito trasportare questi animali a riva, venderli o comprarli e non esiste alcun allevamento autorizzato.

Avvistare in mare una creatura del genere deve essere un'occasione unica per ammirare una bellezza naturale e non suscitare terrore né, tantomeno, l'acquolina in bocca. Stiamo parlando del più grande pesce predatore esistente sul Pianeta, nonché il terzo pesce più grande in assoluto, dopo lo squalo balena e lo squalo elefante. Si aggira spesso nelle acque superficiali costiere di tutti i principali oceani e vederlo equivale ad ammirare una fotografia di un pezzo di storia della Terra.

Infatti alcuni studi fanno risalire la comparsa sulla Terra del grande squalo bianco durante il Miocene, da circa 23 a 5 milioni di anni fa, mentre il più antico fossile conosciuto dovrebbe avere circa 16 milioni di anni. Come tutti i predatori è un elemento fondamentale nella rete alimentare poiché tiene sotto controllo le popolazioni di altri carnivori ed erbivori più piccoli. Nel Mediterraneo, ad esempio, caccia tonni, pesce spada, tartarughe di mare, altri squali, delfini e uccelli marini, mentre difficilmente sono stati riportati attacchi diretti a grandi cetacei.

Non sappiamo se la giovane donna "mangiatrice di squali" sappia cosa significhi realmente mangiare un animale del genere e quali siano le conseguenze sugli ecosistemi. È conosciuta come Tizi sul web e ha più di 7,8 milioni di follower su Douyin, social network cinese analogo di TikTok. Si è difesa dalle accuse di aver illegalmente comprato e cucinato un animale protetto affermando di aver acquistato un'altra specie di squalo non minacciata, mentre le ultime indagini della polizia hanno stabilito con certezza che quello del video era proprio un grande squalo bianco.

Aldilà dell'illegalità dell'atto, pubblicare video simili, sebbene siano fatti puramente per intrattenere, alimentano e normalizzano un problema che, specialmente in Asia, affonda le proprie radici in una cultura secolare: la compravendita di specie selvatiche. Gli introiti stimati per questo commercio sono pari a 23 miliardi di dollari annui e anche l'Italia è all'interno del giro, con un 7% di incremento del commercio di fauna protetta registrato nel 2018 dal programma di conservazione della fauna TRAFFIC.

Solo negli ultimi anni la caccia e il consumo di animali selvatici stanno rapidamente perdendo di interesse in Cina a causa della pandemia di Covid-19 la cui origine ha proprio a che vedere con la presenza di grandi mercati dove si comprano e vendono animali selvatici per il consumo alimentare. Nel febbraio del 2020, ad esempio, è stata approvata una legge che vieta il commercio di animali selvatici illegali, ma prima che questa faccia breccia in una cultura così profondamente radicata ci vorrà ancora del tempo.

*Attenzione: come sempre Kodami non pubblica video in cui si vedono immagini lesive della dignità di qualsiasi essere vivente.