drone tartarughe

Per la prima volta in assoluto un drone ad ala fissa di oltre 7,30 m di apertura alare e con una tecnologia avanzata verrà utilizzato per raccogliere dati su cetacei, tartarughe e squali nel Santuario Pelagos, area marina protetta compresa nel territorio francese, monegasco e italiano.

Il mezzo aereo è un Tekever AR5 Evolution, un velivolo a pilotaggio remoto che l'Agenzia europea per la sicurezza marittima (Emsa) ha messo a disposizione della Guardia costiera italiana per la campagna estiva 2022 per una missione molto speciale.

Non è la prima volta che l'Emsa mette i suoi mezzi a disposizione della Guardia costiera, precedentemente questa tecnologia era stata già impiegata per il monitoraggio dei traffici marittimi e la sorveglianza sul mare. A essere inedito è il progetto"An eye in the sky"  nato proprio allo scopo di monitorare i grandi vertebrati marini nell'area.

Il primo obiettivo di questo nuovo progetto, condotto in collaborazione con l'Istituto di ricerca Tethys, sarà quello di testare le diverse potenzialità del drone, che sarà pilotato da remoto dal Comando base aeromobili Guardia costiera di Sarzana, in Liguria.

Da qui il drone volerà durante le missioni per più di 100 km per raggiungere l'area di studio, un quadrato di circa 40 x 40 km di fronte a Imperia.

La zona, che verrà monitorata a partire dalla fine di giugno, si trova nel cuore del Santuario Pelagos, area marina tutelata grazie a un accordo tra Italia, Francia e Principato di Monaco, che ospita tutte le specie di cetacei regolari del Mediterraneo, istituita per la sua importanza strategica e per la salvaguardia di balenottere comuni, capodogli, zifii e diverse specie di delfini.

Tra gli animali oggetto di studio ci sono anche le tartarughe, animali molto spesso minacciati dall'essere umano. Secondo gli ultimi dati forniti dal WWF Italia, ogni anno in Italia 25mila tartarughe marine vengono uccise da reti a strascico e l'80% delle Caretta caretta nel Mediterraneo ha ingerito plastica.