Turritopsis nutricola, foto di muzina_shanghai
in foto: Turritopsis nutricola, foto di muzina_shanghai

Turritopsis nutricula è comunemente nota con il nome "medusa immortale" per un buon motivo: è l'unico organismo conosciuto al mondo a poter vivere in eterno, caratteristica che le dona immediatamente un alone di mistero e fascino talmente irresistibile da stuzzicare quella parte della fantasia umana che crede a favole e leggende.

La leggenda dell'immortalità, infatti, sembra attirare l'uomo dall'alba dei tempi: ovunque, anche in Italia, è possibile trovare storie di fonti o talismani magici che donano la vita eterna, come la fonte della Fata Morgana, poco fuori Firenze, le cui acque dovrebbero donare l'immortalità o, se vogliamo scomodare la mitologia medievale, la fonte della giovinezza, leggendaria sorgente simbolo di immortalità che si troverebbe nel giardino dell'Eden e che dovrebbe guarire da ogni malattia.

Turritopsis nutricula, però, non è un animale fantastico uscito fuori dalla valigia di Newton Scamander, famoso magizoologo protagonista della serie di libri e film "Animali fantastici e dove trovarli". È un animale reale, un idrozoo della famiglia Oceaniidae per l'esattezza, in grado di tornare allo stato di polipo dopo aver raggiunto la fase di medusa adulta, sovvertendo il naturale ciclo presente in quasi ogni medusa.

Chi è e dove vive la Turritopsis nutricula

Rappresentazione della Turritopsis nutricula di Charles Wesley Hargitt via Wikimedia Commons
in foto: Rappresentazione della Turritopsis nutricula di Charles Wesley Hargitt via Wikimedia Commons

Lo stadio medusoide di questo animale è molto piccolo: ha la classica forma a campana e può raggiungere un diametro massimo di 4-5 millimetri. Nella gelatina che forma la campana è ben evidente una forma a croce e, mentre i giovani esemplari hanno soltanto 8 tentacoli lungo il bordo,  gli adulti raggiungono persino i 90 tentacoli, strumenti utili per catturare le proprie prede.

Lo stadio di polipo delle meduse, compreso quello di T. nutricula, sebbene abbia un nome simile al famoso cefalopode noto per la sua intelligenza, non deve trarre in inganno, la differenza non è solo in poche lettere: lo stadio sessile della medusa è chiamato polipo, il mollusco cefalopode, invece, è chiamato polpo.

La differenza è evidente poiché lo stadio di polipo della medusa è provvisto di appendici che corrono lungo il substrato, e rami verticali con organismi tentacolari coloniali al suo interno che si riproducono tramite gemmazione. Queste gemme si sviluppano nell'arco di alcuni giorni in minuscole meduse di 1 millimetro di diametro, che vengono liberate e sono trasportate lontano dalle correnti, insomma completamente diverso dal polpo che siamo abituati a osservare nel mare .

Si ritiene che il genere Turritopsis sia originario del Pacifico, ma che poi si sia diffuso in tutto il mondo attraverso migrazioni trans-artiche e si sia distinto in numerose popolazioni che sono a volte difficili da identificare morfologicamente, ciò che è certo è che oggi è possibile trovarla nell'Atlantico occidentale e nei Caraibi.

Il ciclo vitale infinito

Le diverse fasi del ciclo vitale di Turritopsis nutricula, immagine di William K. Brooks tramite Wikimedia Commons
in foto: Le diverse fasi del ciclo vitale di Turritopsis nutricula, immagine di William K. Brooks tramite Wikimedia Commons

Uno sguardo più attento al ciclo vitale della Turritopsis nutricula fornisce ulteriori dettagli sul motivo della sua immortalità. All'interno di ogni medusa è presente una struttura tubolare chiamata "manubrio" e la nostra medusa immortale non è da meno. Le uova si sviluppano nelle gonadi delle femmine, ovvero gli organi riproduttivi, che si trovano proprio nelle pareti di questo organo.

Una volta mature sono rilasciate e fecondate in mare dallo sperma prodotto dal maschio. Queste si svilupperanno come larve che si adagiano sul fondo del mare e si svilupperanno come colonie di polipi.

Da questi ultimi gemmano nuove meduse, che vengono rilasciate quando hanno circa 1 mm di diametro e poi crescono e si nutrono di plancton. Le meduse diventano sessualmente mature dopo poche settimane a seconda della temperatura dell'acqua. Il ciclo però in questa meravigliosa specie presenta una particolarità che lo rende unico fra tutte le meduse: può tornare indietro.

Perché la Turritopsis nutricula è immortale

Molte meduse, infatti, hanno un ciclo di vita detto "metagenetico", ovvero con un'alternanza di generazioni asessuate con altre sessuate. Durante la vita, questi animali passano da forme coloniali e sessili, ancorate quindi al fondale marino, a quelle galleggianti e mobili.

A differenza delle altre meduse, però, la Turritopsis nutricula è l'unica specie in grado di tornare completamente a una fase giovanile coloniale sessualmente immatura, dopo aver raggiunto la maturità sessuale come individuo solitario.

Questo significa che un individuo che non viene mai predato e che ha abbastanza da mangiare potrebbe continuare in eterno questo ciclo in cui diventa prima una medusa sessualmente matura e poi ritorna allo stadio immaturo ancorato al suolo.

Definizione di immortalità biologica

Raccontare il motivo per cui questa medusa è immortale non dovrebbe togliere il fascino da leggenda e fiaba che le storie sull'immortalità hanno. Sicuramente, però, a differenza di quelle leggende, la loro definizione di immortalità è diversa da quella che dà la biologia.

La capacità di ritornare allo stato di polipo, infatti, ha un nome scientifico ben preciso: la transdifferenziazione. Questo processo richiede la presenza di alcuni tipi di cellule che subiscono una sorta di regressione da uno stadio differenziato, come le cellule della superficie della campana che proteggono gli organi interni o le cellule dei tentacoli, le cnidociti, che contengono le strutture che permettono le loro dolorose punture, a una fase totipotente, ovvero cellule che possono moltiplicarsi e differenziarsi in altri tipi cellulari diversi.

Rapportato agli esseri umani dovremmo immaginare questo processo come un ringiovanimento repentino in cui, dopo essere stati uomini e adulti con famiglia e figli, torniamo nuovamente embrioni con cellule staminali in grado di differenziarsi in molti tipi cellulari per formare i diversi organi.

Questa capacità di invertire il ciclo vitale è una risposta alle condizioni avverse e consente alle meduse di aggirare la morte. Studi in laboratorio hanno dimostrato che il 100% degli esemplari può tornare alla fase di polipo, ma finora il processo non è stato osservato in natura, in parte perché è molto rapido e osservazioni sul campo nel momento giusto sono difficoltose.

Insomma l'immortalità in natura è molto diversa da come ce la immaginavamo, non per questo, però, è meno sorprendente. Poter ritornare a essere piccoli embrioni per l'uomo, forse, non è una prospettiva allettante, ma per queste meduse è un meccanismo che ha assicurato loro un posto nel libro delle leggende della biologia.