Un serpente gatto (Telescopus fallax) è stato portato al Centro recupero animali selvatici di Genova (Cras), dopo essere stato trovato in porto a Genova. La scoperta da parte di un portuale che ha chiamato i Vigili del Fuoco per il soccorso, con ogni propabilità il rettile è arrivato nello scalo genovese viaggiando all'interno di un container dove l'animale è finito per errore durante un imbarco in Asia.

Si tratta di una specie non presente in Liguria: in Italia può essere rinvenuto solo all'estremo nord-est, poi la sua distribuzione comprende Europa sud-orientale e Medio Oriente. Si tratta anche di un serpente blandamente velenoso, seppur non pericoloso per l'uomo.

Adesso è al sicuro al Cras ma i volontari e i Carabinieri del nucleo Cites (Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione) si stanno mobilitando per farlo ritornare nel suo territorio essendo in Liguria una specie aloctona che, in caso sfortuito di smarrimento o fuga, potrebbe compromettere l'eco-sistema locale o morire per condizioni non compatibili con la sua fisologia e con le sue necessità alimentari.

«È chiamato serpente gatto perché ha le pupille degli occhi a fessura verticale ed è un dettaglio insolito per i colubri, la vasta famiglia di serpenti che include oltre 800 specie viventi – spiega lo zoologo Davide Rufino a Kodami – è un serpente che in Italia è considerabile praticamente alloctono perché è diffuso soltanto in Europa sud-orientale e in Oriente e il suo areale arriva verso Ovest soltanto a lambire i confini Nord-Est dell'Italia, come il Friuli da cui sono pervenute alcune segnalazioni».

Una specie velenosa ma non pericolosa per l'uomo, il suo siero serve a uccidere le piccole prede di cui si nutre: «Il veleno è blando e per di più il serpente ha una dentizione opistoglifa ovvero le zanne velenifere sono piccole e sono poste in fondo alla mascella, quindi per inoculare il liquido il serpente dovrebbe mordere a fondo e a lungo e ciò non può accadere sull'uomo, inoltre il veleno si è evoluto per uccidere le piccole prede che lui sta ingoiando».