Il 29 dicembre scorso, in Florida, una tigre ospitata in un giardino zoologico della città di Naples è stata uccisa dopo aver morso il braccio di un inserviente. Secondo forze dell'ordine e media locali, l'addetto alle pulizie aveva infilato il braccio attraverso la recinzione dell'animale.

Lo sceriffo della Contea di Collier, Kevin Rambosk, ha dichiarato in un post su facebook che le intenzioni dell'uomo erano «poter accarezzare o dar da mangiare» ad Eko, una tigre malese adulta di otto anni. Attività definite chiaramente «non autorizzate e pericolose».

La ricostruzione dell'accaduto

«I primi rapporti indicano che la tigre ha afferrato il braccio dell'uomo e l'ha trascinato nel recinto dopo che questi ha attraversato una prima barriera e ha infilato il braccio attraverso le grate del recinto della tigre», continua lo sceriffo nella sua dichiarazione.

È stato il vicesceriffo il primo agente ad arrivare sul posto, il quale «ha preso a calci il recinto e ha cercato di liberare il braccio dell'uomo dal morso della tigre, ma poi è stato costretto a sparare all'animale». Lo sceriffo ha affermato che dopo la sparatoria la tigre si è ritirata sul retro del recinto e non si è mossa. I media statunitensi in seguito hanno riferito, citando i funzionari dello zoo, che la tigre maschio di nome Eko, era stata uccisa.

Giovedì una dichiarazione sul sito web dello zoo ha affermato che la struttura è stata chiusa per un'indagine «e per consentire al nostro personale di elaborare ciò che è accaduto e di iniziare il doloroso processo di guarigione». Ha anche detto che alcuni psicologi sono stati messi a disposizione del personale. L'addetto alle pulizie, che aveva circa 20 anni, «è stato gravemente ferito» e portato in ospedale, secondo la dichiarazione dello sceriffo.

Il post ha suscitato molti commenti, alcuni da parte di utenti che chiedevano la chiusura degli zoo e molti che criticavano l'addetto alle pulizie per la sua imprudenza. Altri hanno detto che non c'era altra opzione.

Ci sono più tigri in cattività che libere in natura

La tigre (Panthera tigris) è il più grosso felino attualmente presente sul pianeta ed uno dei più grandi predatori terrestri. Un animale carismatico e affascinante ma al contempo estremamente pericoloso (se ci si ritrova a condividerne gli spazi vitali).

Eko era arrivato allo Zoo di Naples circa due anni fa. La tigre malese, una varietà molto rara di tigre (Panthera tigris tigris) originaria di alcune zone tra Thailandia e Malesia è classificata come in grave pericolo di estinzione dalla "Lista rossa" delle specie minacciate dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura.

L'evento degli ultimi giorni riaccende un dibattito sempre più attuale, specialmente negli Stati Uniti: i problemi etici legati alla detenzione dei grossi felini in strutture pubbliche e private. Stime recenti affermano che in natura non esistano più di quattromila esemplari di tigri in tutto il mondo, mentre sono decine di migliaia gli esemplari detenuti in cattività, legalmente e illegalmente. Nei soli Stati Uniti si stimano più di 5mila tigri, mentre negli zoo europei circa 1600 esemplari.

Ed intanto, nonostante i sempre più crescenti sforzi di governi e organizzazioni ambientaliste, il bracconaggio continua a mietere vittime nelle popolazioni naturali: quest'anno in India, che ospita il 75% degli esemplari liberi di tigre, sono state ritrovate ben 126 tigri morte.

Per quanto riguarda invece gli attacchi mortali di tigri a danno di umani, lo studio più completo sull'argomento stima che almeno 373.000 persone siano morte a causa di attacchi di tigri tra il 1800 e il 2009, con una media di circa 1800 uccisioni all'anno, la maggior parte di questi attacchi si è verificata in India, Nepal e sud-est asiatico. Questo sanguinario conflitto è sempre più estremizzato dalla crescente trasformazione del territorio nel continente asiatico, dove i vertiginosi aumenti demografici guidano un'urbanizzazione sempre più spinta.

La tematica è ben spiegata nei suoi aspetti più paradossali e grotteschi nella recente docu-serie "Tiger King" targata Netflix. Un mondo, quello degli allevamenti di grandi felini negli Stati Uniti, dominato da personalità stravaganti ed egocentriche e che smuove milioni di dollari.