episodio 5

Perché l’axolotl non è come tutti ce lo immaginiamo

L'axolotl in natura è molto diverso da come siamo abituati a vederlo: non è rosa, bianco o rosso, ma grigiastro. Scopriamo perché e come mai questo animale è considerato il Peter Pan degli anfibi.

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12 Gennaio 2024
20:00
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L’axolotl (o assolotto) così come lo conosciamo, con quei colori che vanno dal bianco al rosa o al giallo, in realtà è uno dei più grossi fake del mondo animale. Il motivo? Perché il vero axolotl, quello selvatico, è marrone-grigiastro con sfumature che vanno dal giallo al verde: questa è la variante con le caratteristiche più adatte per sopravvivere in natura.

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Quindi, cosa gli è successo? In realtà l’axolotl tutto colorato è il risultato di una selezione in cattività, realizzata da noi umani a scopo commerciale. In pratica abbiamo fatto accoppiare gli axolotl con una condizione genetica molto rara, per ottenere dei figli colorati che in natura non potremmo vedere praticamente mai. Anche l’assolotto leucistico, altra variante molto comune, è il risultato di questa selezione.

La leggenda di un animale sorprendente

L’axolotl selvatico è un anfibio che oggi è possibile trovare in un unico luogo al mondo: il lago di Xochimilco, nella Valle del Messico. In quella zona è considerato un animale magico, addirittura divino: secondo una leggenda degli Aztechi, popolo che ha abitato quell’area del Messico per lungo tempo, il dio del fulmine e del fuoco, Xolotl, avrebbe dovuto sacrificarsi gettandosi tra le fiamme per permettere al Sole e alla Luna di muoversi nel cielo. Ma, per sfuggire al suo destino, ha acquisito le sembianze di diverse piante e animali, tra cui quella dell'assolotto, ultima specie in cui si trasforma e nelle cui sembianze resterà per sempre.

L'axolotl è il Peter Pan degli anfibi

Il suo nome scientifico è Ambystoma mexicanum e si tratta di un tipo di salamandra, ma è diverso dalle altre specie per quella dote dell’eterna giovinezza – per questo è divino. Difatti, mentre quasi tutte le specie di salamandra a un certo punto della loro vita subiscono una metamorfosi diventando adulte, l’axolotl resta un baldo giovane per sempre. Diventare adulti significherebbe per lui perdere le branchie e cominciare a respirare con i polmoni vivendo fuori dall’acqua, ma il nostro assolotto se ne sta a mollo per tutta la sua vita. Il dono dell’eterna giovinezza è proprio una delle sue caratteristiche più studiate dalla scienza. Questa condizione è definita neotenia e prevede che questi animali nascano dalle uova e restino allo stato larvale per sempre, è come se mettessero stop al tempo. Ma dov’è il trucco? Come sempre nell'evoluzione: basta vedere le condizioni estreme dell'habitat naturale in cui vive, cioè secco e caldo con l'acqua spesso stagnante, quindi con pochissimo ossigeno. L'axolotl dunque si tiene ben strette le sue lunghe branchie esterne così da riuscire a reperire il poco ossigeno disponibile. E a questo si aggiunge anche la scarsità di cibo: una larva ha bisogno di meno cibo e di meno energia. Quindi lui se ne sta a risparmio, un po’ come una lampadina a basso consumo. E, nonostante la condizione di neotenia, possono riprodursi tranquillamente.

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L'axolotl può trasformarsi

Per molto tempo tutti sono stati convinti che la sua neotenia fosse una caratteristica permanente, ma questo non è proprio vero. Infatti, nel 1864 lo zoologo francese August Duméril rimase letteralmente sorpreso dagli esemplari di assolotto affidati alle sue cure, quando un bel giorno li vide diversi, trasformati, poiché avevano subito la metamorfosi in forma adulta, terrestre. Duméril cercò per tutta la sua vita una spiegazione, ma morì senza ottenere risposte. Oggi però una risposta ce l’abbiamo: in breve, se l’assolotto si ritrova a vivere in un habitat che lui percepisce come inospitale, che non gli è più funzionale, si trasforma, passando allo stadio adulto. È una reazione adattativa sostanzialmente. Però, una volta trasformati, purtroppo la loro vita può essere molto breve se hanno passato tanto tempo nella loro fase di larva. In generale arrivano a vivere anche per 15 anni in condizioni favorevoli.

E come se tutti questi super poteri non fossero sufficienti, l’axolotl è anche un maestro nella rigenerazione. È capace di rigenerare intere parti del suo corpo: dalle branchie alle zampe fino anche al cervello!

Perché l'axolotl potrebbe estinguersi

Peccato però che questa specie così incredibile sia in grave pericolo di estinzione. Si trova solo nel lago di Xochimilco dove è minacciato dal forte inquinamento e dai pesci invasivi come le carpe e le tilapia. Negli ultimi due decenni la densità di popolazione dell’axolotl è crollata del 99,5% e oggi si stima che siano rimaste solo poche centinaia di esemplari selvatici. Selvatici, per l’appunto, perché il numero di esemplari cresce se consideriamo quelli in cattività. Ma anche se prospera in acquari e laboratori, resta il problema che la selezione serrata modifica la specie e la rende anche più vulnerabile alle malattie. Dunque, per poter riavere i veri axolotl una soluzione potrebbe essere reintrodurre parte della popolazione nel loro habitat, ma finché il lago di Xochimilco non sarà ripulito, rimetterli al loro posto sarebbe una condanna a morte.

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In Italia l’axolotl è popolare per il suo aspetto estetico molto curioso e infatti sono in tanti a volerne uno nel proprio acquario, come se fosse un animale domestico. Ma è importante tenere presente che come tutti gli animali selvatici, anche l’assolotto ha necessità etologiche fortemente legate al suo habitat, proprio perchè è un forma che si è evoluta per stare in uno specifico ambiente, e quindi tenerlo in casa è molto rischioso per la sua sopravvivenza.

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