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12 Dicembre 2023
12:05

È morto Leone, il gatto scuoiato vivo ad Angri: fiaccolata per chiedere giustizia

Ha lottato fino all'ultimo per sopravvivere il povero Leone, ma le ferite inferte erano davvero troppo gravi per potercela fare. Il micio è stato scuoiato vivo e poi abbandonato morente sul lato di una strada ad Angri, comune in provincia di Salerno. Per chiedere giustizia per lui domenica verrà organizzata una fiaccolata.

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Il piccolo Leone non ce l’ha fatta: erano troppo gravi le sue condizioni dopo essere stato scuoiato vivo e abbandonato morente ad Angri, in provincia di Salerno. Nonostante il soccorso dei volontari del canile di Cava de’ Tirreni e il ricovero d'urgenza nell'Ambulatorio Veterinario Asl, il gattino dopo quattro giorni di agonia è morto. Per lui e contro la violenza immane subita, domenica prossima 17 dicembre, proprio ad Angri, la Lega del Cane di Cava de’ Tirreni organizzerà una fiaccolata per chiedere giustizia.

Addoloratissimi di non essere riusciti a salvarlo, gli operatori del canile che negli ultimi giorni si sono presi cura di lui e tutti coloro che hanno sperato in un miracolo, da Facebook hanno dato l’addio al micio: «Caro Leone ciò che ti è successo e la violenza inenarrabile che ha martoriato il tuo corpicino in questi giorni 4 giorni, ha sconvolto la vita di migliaia di persone, che sono restate con il fiato sospeso e hanno pregato per te ogni istante. Sei diventato il Leone di tutti, ma oggi è un giorno di grande dolore per chi ti ha amato. Ci hai lasciati circondato, però, fino alla fine da quell'amore che questo crimine senza precedenti non ti ha permesso di conoscere prima. Il nostro cuore è pieno di dolore, ti abbracciamo forte perché ora possiamo farlo senza farti male».

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Il corpo dell'animale sarà sottoposto all'autopsia e il veterinario che se ne occuperà, fa sapere il canile, sta preparando anche un fascicolo da presentare alla Procura. Su ciò che può essere accaduto al gatto non c’è ancora certezza, a parte il fatto che le ferite non sono state provocate da un altro animale. Infatti, come spiegato da chi lo ha soccorso, le ferite sembravano inferte da un’arma da taglio o un arnese simile.

Il nome è stato dato al gatto dai medici e dai volontari, perché nonostante la sofferenza immane il micio ha lottato proprio come un Leone per farcela. Ma le sue condizioni erano così gravi che difficilmente sarebbe riuscito a superare questa tremenda esperienza. «Quello che è accaduto è così assurdo, inaccettabile, inimmaginabile, crudele, spietato che non riusciamo a farcene una ragione. La sua sofferenza è la nostra e vorremmo alleviare il suo dolore, ma non possiamo» scrivevano i volontari nei giorni in cui ancora una piccola speranza c’era.

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Ora, ad Angri si cercano i colpevoli e il deputato di Alleanza Verdi Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, si fa portavoce del sentimento di rabbia che ha pervaso la cittadina dopo la notizia delle torture subite da Leone. «Chi ha ucciso il piccolo Leone deve essere assicurato alla giustizia al più presto – ha scritto sui social – Un criminale capace di compiere questo atto di crudeltà senza precedenti, qualcosa di mai visto prima, è un pericolo pubblico. Deve essere condannato in modo esemplare. Chiunque abbia informazioni si faccia avanti, anche in forma anonima. Questo orrendo crimine non deve restare impunito».

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Simona Sirianni
Giornalista
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