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7 Gennaio 2024
12:00

La testuggine di Hermann (Testudo hermanni)

La testuggine di Hermann è una tartaruga terrestre dell'ordine delle Testuggini, diffusa lungo le coste settentrionali del Mediterraneo. Il carapace è giallo e nero e le femmine sono riconoscibili perché raggiungono dimensioni maggiori.

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La testuggine di Hermann (Testudo hermanni) è un rettile dell'ordine Testunides, della famiglia Testudinidae e del genere Testudo. Vive nelle aree costiere del Mediterraneo settentrionale ed è diffusa anche in Italia, a partire dal livello del mare fino a circa 850 metri di quota. Raggiunge mediamente i 15 centimetri di lunghezza, ha il carapace con macchie giallastre e nere e si nutre prevalentemente di piante a foglie larghe e fiori, ma talvolta può ingerire anche frutti maturi come mele o fragole.

Come è fatta la testuggine di Hermann

La testuggine di Hermann è una specie di medie dimensioni e raggiunge circa i 16,5 cm di lunghezza, anche se questo aspetto varia in base alle zone dell'areale. Il carapace è moderatamente convesso e ha macchie giallastre e nere. Anche sul piastrone (ovvero la parte inferiore) presenta macchie nere, ma in questo caso sono disposte su due fasce distinte e longitudinali.

Il dimorfismo sessuale è evidente, in quanto il maschio ha una coda più lunga e massiccia rispetto alla femmina e inoltre l'estremità posteriore del carapace è convessa e il margine leggermente ripiegato in direzione della coda. La femmina, invece, tende ad avere dimensioni maggiori di circa il 12% rispetto ai maschi che, generalmente non superano i 14 centimetri.

Per quanto riguarda il peso di queste testuggini, un gruppo di ricercatori ha osservato i soggetti della popolazione del Bosco della Mesola, in Provincia di Ferrara, rilevando un peso medio di 808,6 g per i maschi e di e 1005 g per le femmine.

Le zampe di questa testuggine presentano generalmente 5 unghie sull'arto anteriore (anche se la quinta è talvolta assente o molto ridotta), mentre gli arti posteriori ne hanno solamente 4. Uno studio del 2010, condotto dall'Accademia Nazionale Italiana di Entomologia, in collaborazione con l'Unione Zoologica Italiana e ISPRA, descrive l'aspetto degli individui giovani, sottolineando come, spesso, presentino una colorazione con meno contrasti.

Habitat e distribuzione

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Presenza di Testudo hermanni. Fonte: The IUCN Red List of Threatened Species.

Si tratta di una specie endemica dell'area costiera settentrionale del Mediterraneo. In Italia, in particolare, è presente sia sul territorio della Penisola, sia nelle isole maggiori, ed è diffusa a partire dalle coste, fino ad un'altitudine di circa 850 metri di quota. Come sottolinea la IUCN, è difficile definire con precisione la distribuzione esatta. della specie, a causa delle ripetute introduzioni da parte dell'uomo di individui non autoctoni provenienti da contesti di cattività.

Gli habitat ottimali sono rappresentati dalla foresta costiera sempreverde e dalle aree di macchia, in particolare laddove si trovi un terreno roccioso e/o sabbioso. La testuggine di Hermann è inoltre diffusa tra le dune presenti sulle coste, nei pressi di pascoli, prati aridi, oliveti abbandonati, agrumeti e orti.

Attualmente il Turtle Conservation Fund della IUCN distingue due sottospecie, ovvero T. h. hermanni, diffusa nell'Europa occidentale e T. h. boettgeri, endemica dell'Europa orientale. Le due sottospecie si distinguono, oltre che per l'area di distribuzione, anche per alcuni dettagli della colorazione di carapace e piastrone e per le dimensioni. T. h. boettgeri, infatti, è leggermente più grande rispetto a T. h. hermanni e raggiunge anche i 25 centimetri di lunghezza.

Comportamento e riproduzione

Le femmine producono una o più covate di 3-5 uova all'anno ed entrambi i sessi raggiungono la maturità sessuale tra i 9 e i 12 anni, anche se i maschi, generalmente, la raggiungono leggermente prima.

Durante l'accoppiamento il maschio emette alcuni suoni facilmente udibili dall'uomo e riconoscibili e, al termine, la femmina può conservare lo sperma fino a 4 anni. Secondo quanto pubblicato dal Bioparco di Sicilia, questa specie depone le uova tra maggio e giugno e la schiusa avviene tra agosto e settembre. Se la schiusa ritarda, il piccolo può andare in letargo anche prima di nascere.

All'interno del suo habitat naturale, la specie va in letargo da novembre ad aprile ma, se si trova in ambienti più freddi, può anticipare di un mese. Nelle aree più a Sud, al contrario, se la temperatura risulta molto alta, possono ridurre l'attività. In queste fasi, inoltre, la testuggine di Hermann sospende l'alimentazione. Questo comportamento va tenuto attentamente sotto controllo nel caso in cui l'animale viva all'interno dell'ambiente domestico e, per qualunque dubbio è importante parlarne con il proprio medico veterinario di fiducia. Affrontare il letargo in una condizione di debilitazione, di sottopeso o di malattia, infatti, può rappresentare un rischio.

Dobbiamo però ricordare che T. h. hermanni è inclusa nell'appendice II del CITES e nell'allegato A del Regolamento CE 2724/2000. Ciò significa che si tratta di una specie protetta e che non può essere detenuta o venduta (salvo deroghe particolari), a meno che non si tratti di individui nati in cattività e, in ogni caso, deve disporre di metodi di riconoscimento (come il microchip, oppure la foto di piastrone e carapace).

Alimentazione

testudo hermanni

La testuggine di Hermann è un animale erbivoro e in natura si nutre quindi di vegetali e, in particolare, di fiori e verdure a foglia larga. Talvolta è possibile che mangi anche frutti maturi, come mele, pere, fichi, fragole, ciliegie o more. L'alimentazione ideale può prevedere anche trifogli, tarassaco, piantaggine e, nelle zone meridionali dell'areale, le foglie di fico d'India.

In natura i predatori di questa specie sono rappresentati principalmente dai cinghiali e da altri mammiferi di medie dimensioni, soprattutto quando i rettili sono giovani e perciò molto piccoli.

La testuggine di Hermann e l'uomo

In Italia dal 2004 la testuggine di Hermann è stata considerata prossima al rischio di estinzione (Near threatened, NT). A partire da un'analisi condotta dalla IUCN nel 2013, però, la specie è stata considerata "In pericolo" (EN), in quanto è stato registrato un declino delle popolazioni di circa il 50% solo nelle ultime 3 generazioni. Ciò avviene, secondo uno studio condotto da ISPRA e pubblicato nel 2016, a causa della scomparsa, dell'alterazione, della frammentazione e del degrado dell'habitat, determinato dalle attività degli esseri umani e, in particolare, dalla deforestazione, dell'urbanizzazione, dagli incendi e dalla sempre maggiore diffusione dell'agricoltura intensiva.

La specie, infatti, è molto vulnerabile alle mutazioni dell'ambiente e, purtroppo, in particolare lungo le coste, sta soffrendo a causa dell'eccessivo sfruttamento del terreno. Vi è inoltre un ulteriore fattore che mette a rischio la sopravvivenza di questa testuggine ed è il prelievo, da parte di appassionati, dei soggetti che vivono in natura, per trasferirli negli ambienti domestici. Infine, la liberazione volontaria di individui appartenenti alla sottospecie balcanica (T. h. boettgeri) aumenta il rischio di ibridazione.

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Claudia Negrisolo
Educatrice cinofila
Il mio habitat è la montagna. Sono nata in Alto Adige e già da bambina andavo nel bosco con il binocolo al collo per osservare silenziosamente i comportamenti degli animali selvatici. Ho vissuto tra le montagne della Svizzera, in Spagna e sulle Alpi Bavaresi, poi ho studiato etologia, sono diventata educatrice cinofila e ho trovato il mio posto in Trentino, sulle Dolomiti di Brenta. Ora scrivo di animali selvatici e domestici che vivono più o meno vicini agli esseri umani, con la speranza di sensibilizzare alla tutela di ogni vita che abita questo Pianeta.
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