La strategia mafiosa del cuculo: il video di un comportamento mai visto prima

Una fototrappola è riuscita a immortalare un cuculo che torna a far visita al nido in cui aveva deposto il suo uovo punendo i genitori adottivi per non averlo accettato. Questo atteggiamento ritorsivo non era mai stato osservato prima in questa specie ma è comune in altri uccelli, dove gli esperti lo definiscono come un vero e proprio comportamento mafioso.

7 Giugno 2023
13:14
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Il cuculo non è di certo tra gli uccelli che godono di una buona reputazione, anzi. Le femmine di questa specie non costruiscono alcun nido né tantomeno si prendono cura della loro prole, ma preferiscono deporre le uova nei nidi altrui, abbandonandole e lasciando fare tutto il lavoro alle ignare famiglie adottive. Per di più, quando il piccolo di cuculo esce dal suo uovo, come prima cosa getta fuori dal nido le altre uova o i piccoli fratellastri, assicurandosi così tutte le attenzioni dei genitori adottivi che lo scambiano per il loro figlio. Non proprio un modo di fare lodevole.

Ma gli atteggiamenti "deprecabili" di questo parassita di covata, potrebbero non essere finiti qui. La pagina Facebook Il Vallone di San Tomè ha infatti recentemente catturato e pubblicato un video inedito che mostra un possibile comportamento ancora più inquietante e mai osservato prima in questa specie o in Italia: un cuculo che torna a far visita al nido in cui aveva deposto il suo uovo e che "punisce" i genitori adottivi per non averlo accettato, uccidendo i loro piccoli. Un comportamento ritorsivo in pieno stile mafioso già osservato in altre specie simili, ma mai documentato prima nel cuculo comune.

Le immagini sono state catturate grazie a una fototrappola da Luca Pellegrini e sua figlia Alessia che gestisce la pagina e arrivano dai boschi di Dardago, una frazione del comune di Budoia situata nella zona collinare ai piedi del massiccio del Monte Cavallo, in Friuli-Venezia Giulia. A inizio aprile, su un albero, era stata posizionata una cassetta nido per aiutare gli assioli a nidificare, tuttavia la cavità artificiale è stata occupata per prima da una coppia di codirossi comuni (Phoenicurus phoenicurus), piccoli passeriformi abbastanza diffusi nei nostri boschi.

I codirossi sono anche tra le vittime preferite dei cuculi e così, a inizio maggio, grazie alla fototrappola che seguiva passo passo quello che stava accadendo, è stato immortalato anche l'arrivo di una femmina di cuculo comune (Cuculus canorus) che ha deposto come da prassi il suo uovo all'interno del nido. I piccoli codirossi però, come talvolta riescono a fare le coppie di uccelli parassitate, si sono accorti dell'inganno, hanno distrutto l'uovo del cuculo e continuato a covare e ad accudire i loro piccoli senza troppi problemi. Ed qui che che la storia inizia prendere una piega inedita del tutto inaspettata.

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Un cuculo allevato da una coppia di cannaiole

Mentre i pulli di codirosso crescevano, un cuculo, probabilmente lo stesso che aveva deposto il suo uovo all'interno del nido, è tornato a far visita alla coppia, forse per controllare che il suo piccolo fosse ancora lì. Accorre precisare che quest'ultima è un'interpretazione ancora senza prove certe, così come non è possibile confermare con sicurezza che si tratti dello stesso individuo che aveva precedentemente deposto il suo uovo in quel nido. Tuttavia, comportamenti simili sono già sta stati osservati in specie affini al cuculo, per cui si tratta di ipotesi abbastanza verosimile.

Quando il cuculo è tornato al nido, ha iniziato a uccidere i pulli dei codirossi, raccogliendoli col becco uno a uno e gettandoli fuori dal nido, forse per costringere la coppia a deporre una nuova covata e avere così un'altra possibilità per deporre il suo uovo. I genitori – che tra l'altro sono parecchio più piccoli del cuculo – hanno ovviamente fatto di tutto per cercare di scacciarlo per salvare i loro figli e dopo numerosi attacchi sono riusciti ad allontanare l'intruso salvando però solo due dei loro piccoli. Ma è davvero possibile che un cuculo possa mettere in atto una strategia tanto elaborata e complessa per obbligare altri uccelli ad accettare le sue uova?

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I cuculo dal ciuffa parrassita nidi di gazze e cornacchie. Talvolta torna a far visita al nido e se la coppia non ha accettato il suo uovo la punisce uccidendo i loro piccoli in pieno stile mafioso

Il comportamento mafioso, in cui gli individui cooperano forzatamente sotto la minaccia di una possibile punizione, non è un tratto esclusivo della nostra specie, ma è stato osservato anche in altre specie animali. Uno studio pubblicato nel 2014 su Scientific Reports descrive in maniera piuttosto approfondita l'ipotesi mafiosa, più volte documentata in altri uccelli dai comportamenti simili al cuculo comune, come il cuculo dal ciuffo (Clamator glandarius), presente anche qui in Italia anche se meno diffuso, e il molotro o vaccaro testabruna (Molothrus ater), diffuso invece in Centro e Nord America.

Le coppie di uccelli parassitate da queste due specie spesso riconosco l'uovo estraneo al proprio nido e lo eliminano. Tuttavia, sia il cuculo dal ciuffo che soprattutto il molotro testabruna, ritornano a far visita al nido parassitato e se il proprio uovo è stato rimosso distruggono le altre uova o uccidono i piccoli, obbligando così la coppia ospite a ricominciare da capo con una nuova covata. Secondo gli studiosi, questo comportamento vendicativo spinge le coppie parassitate ad accettare più facilmente un nuovo tentativo di parassitismo per evitare ulteriori punizioni o ritorsioni da parte del parassita.

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Il molotro testabruna, diffuso in America, attua regolarmente comportamenti mafiosi per convincere altri uccelli ad accettare le sue uova

A differenza di quanto accade col cuculo comune, infatti, le coppie parassitate da queste due specie non perdono la loro intera covata, ma riescono talvolta ad allevarla ugualmente insieme al piccolo "adottivo". Proprio questa strategia, ha spinto quindi gli studiosi a parlare di un vero e proprio atteggiamento mafioso, che spingerebbe perciò le coppie di uccelli parassitati a "tollerare" più facilmente l'intruso pur di non perdere almeno una parte dei proprio piccoli. Secondo i ricercatori, questa plasticità comportamentale nelle coppie parassitate che accettano l'invasore, sarebbe legata a esperienze negative già vissute col parassita e serve a evitare nuove ritorsioni e vendette.

La continua e inarrestabile coevoluzione ospite-parassita comporta un costante adattamento e controadattamento da parte dei protagonisti di questa affascinante interazione. Questa "corsa agli armamenti" continua fa quindi emergere spesso nuovi e sofisticati comportamenti sempre più complessi in entrambe le parti in gioco. Nel cuculo comune la strategia mafiosa non era mai stata osservata prima, ma il video realizzato da Luca e Alessia Pellegrini è senza dubbio una documentazione molto interessante e che spingerà sicuramente ornitologi ed esperti ad approfondire ulteriormente questa possibilità.

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Salvatore Ferraro
Redattore
Naturalista e ornitologo di formazione, sin da bambino, prima ancora di imparare a leggere e scrivere, il mio più grande sogno è sempre stato quello di conoscere tutto sugli animali e il loro comportamento. Col tempo mi sono specializzato nello studio degli uccelli sul campo e, parallelamente, nell'educazione ambientale. Alla base del mio interesse per le scienze naturali, oltre a una profonda e sincera vocazione, c'è la voglia di mettere a disposizione quello che ho imparato, provando a comunicare e a trasmettere i valori in cui credo e per i quali combatto ogni giorno: la conservazione della natura e la salvaguardia del nostro Pianeta e di chiunque vi abiti.
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