Gli esperti di conservazione della biodiversità potranno confermare che uno dei principali problemi nello studiare gli animali in natura è trovarli. Oggi, però, gli studiosi di formiche di tutto il mondo avranno per le mani uno strumento essenziale per semplificarsi la vita: è stata creata una mappa con la distribuzione globale di tutte le formiche conosciute che mostra come, fra le tante cose, solo una piccola percentuale delle specie minacciate è in un'area protetta.

Lo studio è stato pubblicato su Science Advances dai ricercatori dell'Istituto di Scienza e Tecnologia di Okinawa, in Giappone. Oltre ad illustrare la posizione di questi insetti, offre informazioni utili come la rarità con cui si possono incontrare gli esemplari e paragona la loro abbondanza con quella di altri animali, rimarcando le miriadi di connessioni ecosistemiche nelle quali sono coinvolte. Uno strumento, insomma, che aiuterà i gestori degli ecosistemi a individuare più facilmente le formiche che hanno bisogno di protezione e devono essere studiate.

Le formiche sono una parte fondamentale del nostro mondo, un importante ingranaggio senza il quale l'enorme macchina ecosistemica non riuscirebbe a procedere. Ne esistono più di 14.000 specie e tutte svolgono un ruolo di vitale importanza per mantenere un ambiente in salute come l'aerazione e il rimescolamento del terreno, la dispersione di semi e delle sostanze nutritive e tengono persino sotto controllo le popolazioni di animali e piante di cui si nutrono.

Questi piccoli insetti, troppo spesso dimenticati, sono necessari per il corretto funzionamento anche dei nostri ambienti. Le specie in Italia sono 257, con le isole pontine e l’arcipelago toscano i luoghi che ne ospitano la maggior concentrazione. Numeri però molto piccoli se confrontati con la regione con più specie di formiche al mondo, lo Stato australiano del Queensland, che straccia ogni record con 1.458 specie. Data la loro importanza, dunque, sapere dove sono localizzate con precisione potrebbe essere d'aiuto anche per salvaguardare gli ecosistemi dove vivono.

Per questo motivo una mappa estremamente precisa come quella creata dai ricercatori giapponesi è uno strumento che molti studiosi stavano aspettando da tempo. Questa è suddivisa in una griglia con quadrati di 20 per 20 chilometri. Ogni quadrato mostra una stima del numero di specie di formiche e, oltre a informare su quali specie sono presenti in una determinata zona, indica anche se sono rare o meno. Regioni che presentano specie più rare sono rappresentate di color rosso vermiglio e più  la rarità diminuisce, più il colore sbiadisce.

Un altro elemento importante che mostra la mappa è la grandezza dell'areale di ogni specie, ovvero il territorio sul quale l'animale insiste. Per i gestori degli ecosistemi che hanno il compito di proteggere questi animali è un dato essenziale poiché formiche con areali piccoli sono più vulnerabili ai cambiamenti ambientali e, di conseguenza, necessitano attenzioni maggiori.

La quantità di dati necessaria per realizzare un progetto simile è stata colossale: lo studio è durato più di 10 anni e ha setacciato miriadi di collezioni museali e circa 10.000 pubblicazioni scientifiche, ma ciò che sorprende di più è che un lavoro così grande non basta per sapere il numero preciso di specie presenti in tutto il mondo.

Gli studiosi stimano, infatti, che in natura ci siano almeno altre 15.000 specie che devono ancora essere scoperte, confermando quanto poco ancora sappiamo su animali così importanti per la natura. Studiarle e proteggerle, dunque, deve essere un nostro obbiettivo primario, per il benessere nostro e di tutti gli ecosistemi.