Ha attraversato spaventata l’autostrada, dopo essere scappata dalla sua gabbia nella quale la violenza della tempesta aveva fatto crollare un albero. E per cercare di fuggire a un pericolo, ne ha trovato un altro in cui invece, purtroppo, ha trovato la morte.

Kesari, un panda rosso di otto anni, durante la fuga è stato investito da un’auto e, quando gli operatori del Symbio Wildlife Park di Helensburg, località a sud di Sidney, in Australia, dove il panda viveva, l’hanno soccorsa, le ferite riportate erano talmente gravi da non lasciarle alcuna speranza.

«È un fatto straziante», ha commentato all’ABC Emma Hurst, membro dell'Animal Justice Party, il Partito animalista australiano, che ha chiesto di aprire un’indagine sull’incidente. «Eventi drammatici come questi» ha aggiunto la parlamentare «mettono sempre più in discussione l'assurda pratica di tenere in gabbia, in uno stato di prigionia, animali in via di estinzione come i panda. Non c'è davvero niente di naturale in questo».

In una dichiarazione del Parco, lo staff dello zoo si è detto sconvolto da ciò che è successo. Kesari, oltretutto lascia i suoi cinque cuccioli, di cui due gemelli, Mohan, Phinju. Raja, Shifu, Makalu.

«È davvero inimmaginabile il "terrore" che deve aver provato Kesari su quell’autostrada» conclude Hurst. «Ma tutto ciò forse avrebbe potuto essere evitato. Per questo vorremmo che si eseguisse un'indagine completa in merito e, qualora si scoprisse che qualche misura di sicurezza è stata ignorata, mi auguro che vengano effettivamente intraprese azioni adeguate».

Il panda rosso, il mammifero rarissimo a rischio estinzione

Il panda rosso (Ailurus fulgen), anche detto panda minore, ama le foreste temperate. Vive principalmente nella regione a sud dell’Himalaya tra India, Nepal, Bhutan e Cina e nel suo habitat naturale la temperatura non supera mai i trenta gradi centigradi.

Pur chiamandosi panda come il "cugino" più grande e famoso, appartiene alla famiglia degli Ailuridae e non a quella degli Ursidae, di cui fa parte invece il panda gigante. Sono animali che passano gran parte delle loro giornata sugli alberi, hanno un ottimo appetito e mangiano soprattutto foglie di bambù, ma non disdegnano affatto frutti, fiori e occasionalmente insetti e larve. La sua alimentazione cambia in funzione della stagione.

Sono attivi soprattutto al tramonto, quando riescono a mimetizzare meglio la loro pelliccia rossa, molto ambita dai bracconieri perché ritenuta portafortuna. La coda è per questi bellissimi mammiferi fondamentale per l’equilibrio, ma anche per proteggersi dal freddo, infatti se la avvolgono addosso termoregolandosi.

Non c’è solo la caccia, però che mette in pericolo questa bellissima specie. L’altro grande rischio per la sua sopravvivenza è il cambiamento climatico. Come purtroppo sappiamo, la costante distruzione del suo habitat naturale e la deforestazione, potrebbe condurre alla fine vera e propria di questo mammifero molto raro, dichiarato già in via di estinzione nel 1988.

E, negli ultimi 20 anni, la situazione non è affatto migliorata e le popolazioni sono diminuite comunque circa del 50%, con un declino numerico che è ancora costante. Il WWF, nel suo ultimo censimento, ha individuato solo 1.864 panda rossi, di cui almeno 1.000 si troverebbero all'interno delle aree protette create soprattutto in territorio cinese.

È solo grazie alle organizzazioni che si occupano della conservazione in natura e del ripopolamento della specie attraverso la ricerca scientifica e la sensibilizzazione delle popolazioni locali, che la loro salvaguardia è possibile.

Da alcuni anni, per esempio, il Red Panda Network, progetto che si occupa della protezione della specie, ha indetto l'International Red Panda Day, una giornata internazionale di sensibilizzazione e raccolta fondi dedicata a questa specie.