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30 Dicembre 2020
8:54

Inciampa nel guinzaglio: risarcimento da 21500 euro. Leggi e responsabilità

Nel 2014 a Mestre, una passeggiata in compagnia si è rivelata molto costosa per la pet mate di un cane, il quale ha causato la caduta dell’amica a causa di un cambio repentino di direzione. Una disavventura che è costata 21500€ all’assicurazione della donna. Ma cosa dice la legge? E cosa possiamo fare per tutelarci?

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Immaginatevi di passeggiare lungo le strade della vostra città, quando il vostro cane, cambiando direzione, fa inciampare nel guinzaglio l’amica che è a spasso con voi, causandole due fratture e alcune contusioni. Questo è ciò che è accaduto nel 2014 a Mestre, in provincia di Venezia. A seguito dell’incidente sono serviti sei anni per determinare l’effettiva colpa da parte della pet mate. L’istituto assicurativo della donna, Axa Mps Assicurazioni Danni, aveva infatti rifiutato la richiesta di rimborso danni, dichiarando che la polizza copriva solo gli eventi all’interno dell’abitazione dell’assicurata, in quanto stipulata per i rischi legati al «possesso di animali domestici». Il tribunale di Venezia però ha condannato l’assicurazione al pagamento di 21500 euro.

Diritti e doveri dei pet mate, cosa dice la legge

«L’articolo 2052 del Codice Civile è molto chiaro – spiega l’avvocato Salvatore Cappai – Il pet mate di un animale, o chi se ne "serve" per il tempo in cui lo ha in uso, è responsabile dei danni causati dall'animale, sia sotto la sua custodia, sia in caso venga smarrito o perduto, salvo caso fortuito».

La sussistenza di un caso fortuito, ovvero un evento imprevedibile ed inevitabile, è quindi l’unica situazione in cui il pet mate possa liberarsi dalla responsabilità per danni causati dal proprio animale. Si tratta, dunque, di una responsabilità oggettiva, una responsabilità che prescinde completamente dalla diligenza del proprietario. «La giurisprudenza, oltretutto – continua l’avvocato – è molto restrittiva riguardo la valutazione del cosiddetto caso fortuito. Si deve trattare di un fatto sul quale il proprietario non può agire in alcun modo e, di certo, non rientra nel fortuito l’imprevedibilità istintiva dell’animale, pacificamente considerata come una sua caratteristica naturale. In una situazione, anche minimamente prevedibile, come può essere il passaggio di una bicicletta lungo la strada, ove il cane ne provochi la caduta con eventuale danno, sarebbe sempre e comunque responsabile – e obbligato al risarcimento – il suo pet mate».

La responsabilità del pet mate è talmente importante che sarà chiamato a rispondere anche di eventuali danni che dovesse causare un animale smarrito o fuggito. «Questi fattori ci devono ricordare ulteriormente l’entità dell’impegno che assumiamo nel momento in cui scegliamo di vivere con un animale da compagnia – sottolinea Salvatore Cappai – Quando un animale entra in famiglia, non stiamo accogliendo un oggetto, ma un essere senziente che ci dà tantissimo, ci cambia letteralmente la vita, ma che ha le sue esigenze e che, visto che stiamo trattando questa tematica, accresce anche il rischio di causare dei danni a terzi».

«Stiamo parlando – precisa inoltre il legale – di tutti gli animali di proprietà. Si parla spesso di cani, è vero, ma anche i gatti o i cavalli, per fare solo due esempi, possono causare danni a terzi e la responsabilità rimane sempre del pet mate e mantiene sempre natura oggettiva; quindi il nostro comportamento, la nostra attenzione, saranno anche in questi casi ininfluenti.  Dal momento in cui decidiamo che siamo in grado di prenderci cura di un animale, accettiamo di assumerci oltre alla responsabilità morale e affettiva, anche tutte le responsabilità giuridiche che dalla nostra scelta derivano».

Cosa fare per ridurre i rischi?

«Scegliere di vivere con un animale, come detto, significa accettare di avere delle responsabilità verso di lui ma anche verso terzi. Noi possiamo e dobbiamo imparare a conoscere l’animale e custodirlo in maniera adeguata per prevenire eventuali comportamenti dannosi ma, ovviamente, trattandosi di un essere vivente, potranno verificarsi comportamenti imprevedibili ed istintivi causa di danni più o meno gravi – prosegue l’avvocato – per questo il consiglio è quello di munirsi di una polizza assicurativa che copra la responsabilità civile per danni».

Consapevolezza e conoscenza, quindi, sono le basi da cui iniziare per scegliere di condividere la vita con un nuovo compagno, senza dimenticare però la possibilità di frequentare professionisti della specie in questione, in modo da aumentare la nostra conoscenza dell’animale che abbiamo deciso di adottare. Tutelarlo e conoscerne le necessità, i bisogni e gli stili comunicativi infatti, permette di ridurre al minimo il rischio di comportamenti imprevedibili e gli ipotetici danni, di cui dovrà sempre rispondere il pet mate.

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Claudia Negrisolo
Educatrice cinofila
Il mio habitat è la montagna. Sono nata in Alto Adige e già da bambina andavo nel bosco con il binocolo al collo per osservare silenziosamente i comportamenti degli animali selvatici. Ho vissuto tra le montagne della Svizzera, in Spagna e sulle Alpi Bavaresi, poi ho studiato etologia, sono diventata educatrice cinofila e ho trovato il mio posto in Trentino, sulle Dolomiti di Brenta. Ora scrivo di animali selvatici e domestici che vivono più o meno vicini agli esseri umani, con la speranza di sensibilizzare alla tutela di ogni vita che abita questo Pianeta.
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