24 Marzo 2023
17:50

Il video del secondo sciacallo dorato avvistato nelle Marche. L’esperto: «Seguono i lupi»

Il video del secondo avvistamento di sciacallo dorato nelle Marche testimonia ancora una volta l'espansione verso sud dell'animale e come ci siano evidente dinamiche e interazioni con le popolazioni locali di lupi.

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«Questo è il secondo dato certo di presenza di Canis aureus nella Regione Marche. Siamo di fronte a una fortunata ripresa video». Così Luca Lapini, esperto che studia questo mammifero fin dal suo primo avvistamento in Italia, commenta a Kodami le immagini dello sciacallo dorato ripreso nelle Marche la mattina del 22 marzo da Michel Giaccaglia, biologo e videomaker.

Questo è un altro esempio accertato dell'espansione del piccolo canide che territorio dopo territorio continua la sua rapida e costante avanzata sempre più a Sud lungo lo Stivale. «Anche io ho visionato l'incredibile video fatto dal biologo. Quella mattina Michel Giaccaglia era impegnato nel monitoraggio di un branco di lupi con una fotocamera a ottica lunga. I canidi frequentano solitamente la golena destra del fiume Esino, in provincia di Ancona, ed è proprio in quel momento che è avvenuto l'avvistamento», continua l'esperto.

Dunque è un filmato più unico che raro che, però, racconta molto di un fenomeno ecologico evidente. L'espansione dello sciacallo dorato, infatti, parte dai Balcani e dall'Europa orientale, per arrivare per la prima volta in Italia solamente nel 1984, quando fu purtroppo abbattuto un individuo nei boschi del Comune di San Vito di Cadore, a Belluno.

Dal quel momento è iniziata una rapidissima espansione a partire dalle regioni del Nord-est che lo ha portato in pochi anni a stabilirsi in pianta stabile e ad essere avvistato in quasi tutte le regioni settentrionali, dove sempre più spesso si può sentire il suo caratteristico ululato.

Dal nord Italia l'animale è quindi evidentemente sceso fino ad arrivare nelle Marche, ma la sua presenza nella regione non è una novità. La mattinata dello scorso 5 marzo, infatti, un altro sciacallo dorato era stato trovato morto tra le campagne di Potenza Picena.

Appena un paio d'anni fa lo sciacallo era riuscito persino a superare il Po e ad arrivare nel parmense, come ci aveva spiegano tempo fa Luca Lapini. Questo "attraversamento" ha quindi spalancato le porte per la discesa verso le regioni dell'Italia meridionale: sul versante tirrenico, infatti, la specie è già arrivata in Lazio ed è quindi molto probabile che continuerà a scendere sempre più a Sud.

La bellezza del video, però, non riguarda solo la possibilità di avere una fotografia di una espansione del mammifero, ma permette di gettare anche uno sguardo alle sue caratteristiche etologiche. «Il biologo stava osservando lo sciacallo dal crinale di un calanco sovrastante il corso del fiume – aggiunge Luca Lapini – Così ha potuto riprendere un esemplare di Canis aureus che si aggirava nel punto dove in genere stazionano i lupi, evidentemente cercando resti del loro cibo».

Parliamo, infatti, di un canide che può pesare in media 10 kg e vive in coppie riproduttive stabili o in piccoli gruppi familiari. È attivo soprattutto di notte, il che rende questo video ancora più raro. Sono animali carnivori che talvolta cooperano per cacciare, ma possono occasionalmente cibarsi dei resti lasciati da altri predatori, proprio come i lupi con cui ha iniziato a convivere in quei territori.

«Lo sciacallo dorato approfitta spesso della presenza di altri predatori, accompagnandoli costantemente per cibarsi dei loro resti alimentari – conclude l'esperto – Con tutti i rischi che questo comporta. In tutto l'areale della specie si registra una forte competizione tra canidi e in Europa si verifica per lo più tra lupo, sciacallo e volpe. Per questo motivo a volte è possibile trovare sciacalli morti probabilmente uccisi proprio dai lupi, ma gli animali continuano a seguirli poiché la fame evidentemente suggerisce di rischiare».

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