Il rifugio “Oasi Ohana”, fondato da Chiara Calasanzio circa dieci anni fa in quella che era una vecchia casa di proprietà familiare nelle campagne di Santa Margherita di Belice, in provincia di Agrigento, è una realtà che attualmente accoglie oltre 100 cani, tutti individui che hanno alle spalle storie di abbandono, maltrattamenti e sofferenze e che all’interno della struttura hanno trovato asilo.

Chiara è una giovane mamma di 32 anni che quotidianamente investe il suo tempo all’interno del rifugio, grazie alla collaborazione del marito e di altre persone che prestano il proprio servizio di volontariato all’interno della struttura. «Questa è la mia vita, quella che ho scelto – racconta a Kodami la giovane volontaria – Non è sempre facile, ma non mi lamento. Forse è vero che senza di me non ci sarebbe Ohana, ma è certo che senza Ohana io non sarei Chiara».

Di recente Kodami si era occupato di raccontare la storia di Dharma, la cagnolina con un enorme tumore mammario che era stata accolta e accudita proprio dai volontari del rifugio Oasi Ohana.

Storie come quella di Dharma, che purtroppo è poi morta in seguito ad un’operazione finalizzata a rimuovere la massa tumorale, Chiara purtroppo ne conosce a centinaia. Perché sono tanti cani, figli principalmente di mancati controlli sul territorio sui cosiddetti “cani padronali”, che in questo decennio di volontariato hanno trovato il loro posto sicuro all’interno dell’oasi.

Chiara è da sempre stata molto attenta e sensibile alla tematica del randagismo in Sicilia che per lei è «un fenomeno totalmente fuori controllo», motivo per cui ha deciso di scrivere una lettera indirizzata al neo presidente della Regione Sicilia Renato Maria Giuseppe Schifani, invitandolo a visitare l’oasi Ohana, a conoscere i cani che vivono all’interno delle macro aree del rifugio e soprattutto ad ascoltare le necessità e le idee di chi, operando ogni giorno sul territorio, conosce bene le realtà che riguardano i diversi cani liberi e randagi siciliani.

Questo il contenuto della lettera:

Gentile Presidente Schifani,

mi chiamo Chiara Calasanzio, sono la fondatrice dell'Oasi Ohana di Santa Margherita di Belice, una struttura privata e finanziata con le sole donazioni dei sostenitori che ha come scopo fondamentale salvare tutti quei cani che si incontrano in situazioni di randagismo e di pericolo. Attualmente ospitiamo oltre 100 cani provenienti dalla strada, da abbandoni, da maltrattamenti e alcuni di loro sono superstiti della sanguinosa Strage di Sciacca, in cui furono avvelenati oltre 40 cani.

Immagino che in questi primi mesi dopo la sua elezione stia ricevendo centinaia di lettere da parte di associazioni e realtà che chiedono la sua attenzione, però anch'io cercherò di attirarla su un tema per me fondamentale e oggettivamente importante per la Regione Siciliana: il randagismo.

Quando parlo di randagismo parlo di un fenomeno che nella nostra Regione è totalmente fuori controllo e all'orizzonte non esiste alcun progetto o piano che possa farvi fronte nel breve o medio periodo. Anzi, con queste premesse anche nel lungo lasso la situazione appare nerissima.

Io, come altre volontarie e volontari, abbiamo tante idee da proporre ad un Presidente che per la prima volta volesse ascoltare direttamente chi ogni giorno mette da parte i propri affetti e il proprio lavoro per provare a salvare quanti più cani possibili. Non esistono solo le grandi realtà nazionali, esistiamo anche noi, piccoli rifugi che sopravvivono quotidianamente con enormi sacrifici.

Vorremmo raccontarle come una sterilizzazione massiva avrebbe ricadute a cascata su tutta la filiera del randagismo, su come i benefici supererebbero di gran lunga i costi, anche paragonandoli a quanto la pubblica amministrazione già spende per mantenere i randagi nei canili comunali o convenzionati.

Però non avrebbe senso scriverle tutto in una fredda lettera. Io voglio invitarla a visitarci. Questo è un invito ufficiale affinché possa venire a trovarci all'Oasi Ohana. Io e i nostri 100 bambini saremmo felici di ospitarla e sarebbe un grande segno per tutto il Sud Italia.

Un cordiale saluto,

Chiara Calasanzio

La speranza di Chiara è che il neopresidente possa accettare il suo invito e possa dimostrarsi e dichiararsi disponibile a trovare delle soluzioni al delicato tema del randagismo che in Sicilia è da tutte le località comunali molto sentito, affinchè si apra una strada ad una collaborazione che consenta di operare efficacemente tutelando gli animali e il loro benessere.