L'influenza aviaria continua a creare problemi in Europa e non solo. Le preoccupazioni mosse a Settembre dall‘EFSA, l'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare in seguito al report di monitoraggio sulla diffusione del virus in tutto il continente si stanno purtroppo rivelando fondate: sono numerosi i focolai verificatisi negli ultimi mesi.

Pochi giorni fa in Israele oltre 5.200 gru selvatiche sono morte a causa del virus e mezzo milione di polli sono stati abbattuti. In Francia, in particolare, il ministero dell'Agricoltura ha reso noto che quest'anno sono scoppiati 26 focolai di influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) in allevamenti di polli, anatre ed altre specie ornitiche, utilizzati nella produzione di uova, carne o foie gras. Questi tipi di allevamenti sono circa 20mila in tutto il territorio francese. La prima segnalazione è avvenuta a novembre, in uno stabilimento nel nord del Paese, a Warhem.

Per contrastare la diffusione della malattia sono stati quindi abbattuti tra i 600mila e i 650mila animali. Si spera di non ripetere i numeri degli anni passati: soltanto lo scorso inverno nel sud-ovest della Francia il virus si diffuse a più di cinquecento allevamenti, portando all'abbattimento di 3 milioni e mezzo di animali, soprattutto anatre.

La situazione in Italia

Anche nel nostro Paese l'epidemia aviaria prosegue. Secondo i dati aggiornati allo scorso 24 dicembre, in Lombardia sono stati individuati finora 42 focolai, di cui due in provincia di Cremona, 17 nella Bassa bresciana e 23 nell’Alto mantovano di cui 22 ancora attivi, ma l’epidemia sembra sotto controllo.

Intanto il ministero della Salute ha emanato delle disposizioni con ulteriori misure di controllo e sorveglianza. Per le regioni ad alto rischio come la Lombardia, viene disposto di proteggere gli animali normalmente allevati all'aperto, ospitandoli all’interno di apposite strutture controllate. Se questo non è possibile, per aspetti strutturali o perché il benessere animale potrebbe risultare compromesso, i volatili devono essere confinati in zone dell'azienda che non consentano contatti con polli e altri volatili in cattività di differenti aziende, adottando inoltre ogni misura possibile per ridurre al minimo i contatti tra animali domestici e selvatici. Il provvedimento è già in vigore e resterà valido, salvo rinnovi, fino al 31 gennaio 2022

Occorre ricordare tuttavia che il rischio di trasmissione del virus agli esseri umani è considerato basso, anche se non nullo:  i rari casi di infezioni segnalate sono state asintomatiche o hanno provocato delle congiuntiviti guarite spontaneamente. È importante ricordare che nei Paesi in cui si sono verificati casi umani gravi, la trasmissione della malattia è avvenuta per uno stretto contatto con volatili domestici attraverso secrezioni e feci di animali.