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Kodami Call
rubrica
21 Febbraio 2023
14:58

E se le orche avessero iniziato a rapire i piccoli di globicefalo?

Per la prima volta è stata osservata e documentata una femmina di orca che accudisce e nuota fianco a fianco a un piccolo globicefalo. Secondo i ricercatori, la femmina, potrebbe averlo rapito.

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Le orche sono tra gli animali più straordinari del Pianeta e sono famose soprattutto per lo loro eccezionali abilità cognitive e per le complesse strutture sociali matriarcali in cui sono organizzate. Vivono in ogni mare e oceano del mondo e le diverse popolazioni mostrano persino abitudini di caccia, comportamenti e preferenze alimentari che cambiano da regione a regione e che vengono tramandate culturalmente. Anche per questo, sono tra gli animali più studiati al mondo, ma nonostante ciò continuano a stupire i ricercatori quasi quotidianamente.

Un articolo recentemente pubblicato sul Canadian Journal of Zoology, descrive infatti un nuovo comportamento mai osservato fino ad ora: il primo caso di apparenti cure parentali da parte di un'orca femmina nei confronti di piccolo di un'altra specie, un globicefalo. Lo studio descrive in maniera molto dettagliata un avvistamento effettuato in Islanda dai ricercatori dell'Orca Guardians Iceland nell'agosto 2021, quando è stato osservato un gruppo di orche che nuotavano assieme a un piccolo globicefalo appena nato. Non è chiaro come sia finito lì, ma secondo i ricercatori potrebbe esserci dietro una spiegazione abbastanza inquietante: le orche potrebbero averlo rapito dalla sua famiglia.

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Sædís e il piccolo globicefalo che nuotano insieme. Foto di Marie–Thérèse Mrusczok

L'avvistamento è avvenuto nelle acque della penisola del Snæfellsnes, situata nella parte occidentale dell'isola, e aveva come protagonisti un gruppo di tre orche (Orcinus orca). Una delle femmine, già nota ai ricercatori come SN0540 o Sædís, nuotava con accanto un piccolo di globicefalo (Globicephala melas), conosciuto anche come balene pilota, che si spostava assieme a lei in posizione madre-figlio. Il piccolo globicefalo era però visibilmente ferito e in pessime condizioni di salute ed era già evidente che non sarebbe riuscito a sopravvivere senza le cure e il latte della sua vera madre. E infatti, quando le orche sono state avvistate nuovamente sette mesi dopo, del globicefalo non c'erano più tracce.

L'incontro ha però sollevato parecchie domande: come ha fatto Sædís a prendere il piccolo? E, soprattutto, perché lo ha fatto?

Curiosamente, circa un anno dopo il primo avvistamento, lo stesso gruppo di orche è stato visto interagire in maniera piuttosto insolita proprio con un gruppo di globicefali. Questi ultimi stavano infatti inseguendo e tentando di allontanare le orche, tuttavia, appena provavano a voltarsi anche le orche si voltavano cominciando a inseguirli. Questa insolita interazione è stata osservata numerose volte dai ricercatori, che si sono quindi chiesti: e se SN0540 stesse provando a rapire un altro piccolo?

L'ipotesi del rapimento spiegherebbe sia l'insolito avvistamento del globicefalo che nuotava accanto a SN0540, sia l'interazione e l'inseguimento aggressivo osservato nel gruppo di globicefali, che stavano quindi provando solo a difendere i loro piccoli dalle orche. E se fosse davvero così, tutto ciò aggiungerebbe preziose informazioni e una chiave di lettura completamente inedita alle numerose interazioni orche-globicefali che vengono osservate molto spesso a largo dell'Islanda e in altre regione dell'Atlantico del Nord.

Orche e globicefali vivono in strutture sociali e gruppi familiari organizzati in maniera molto simile. Formano legami familiari molto forti e che possono durare per tutta la vita, soprattutto quelli che si instaurano tra una madre e le sue figlie femmine. L'organizzazione sociale è per entrambe le specie di tipo matriarcale e le femmine restano solitamente per tutta la vita nel gruppo in cui sono nate. Sædís, però, non è stata mai vista con un piccolo tutto suo. Per qualche motivo ancora da chiarire potrebbe non essere mai riuscita a diventare madre o aver subito un aborto, spostando le sue attenzioni verso i piccoli di globicefali, rapiti e adottati come sostituti dei propri figli.

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Orche e globicefali vivono in gruppi sociali strutturati in maniera simile e di tipo matriarcale, dove madri e figlie possono restare insieme per tutta la vita

L'ipotesi, per quanto assurda possa sembrare, non sarebbe affatto così inverosimile. Tra i cetacei sono state più volte osservate interazioni e dinamiche, anche di tipo parentale e sociale, tra specie diverse. Casi di adozioni e ibridazioni non sono affatto rari si tra le balene che tra altre specie come narvali, beluga e globicefali. Tuttavia, ta le orche non erano mai stati documentati comportamenti simili e il mistero perciò resta. I ricercatori proveranno a perciò risolverlo continuando a seguire e monitorare le interazioni tra orche e globicefeli nelle acque al largo Islanda.

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Salvatore Ferraro
Redattore
Naturalista e ornitologo di formazione, sin da bambino, prima ancora di imparare a leggere e scrivere, il mio più grande sogno è sempre stato quello di conoscere tutto sugli animali e il loro comportamento. Col tempo mi sono specializzato nello studio degli uccelli sul campo e, parallelamente, nell'educazione ambientale. Alla base del mio interesse per le scienze naturali, oltre a una profonda e sincera vocazione, c'è la voglia di mettere a disposizione quello che ho imparato, provando a comunicare e a trasmettere i valori in cui credo e per i quali combatto ogni giorno: la conservazione della natura e la salvaguardia del nostro Pianeta e di chiunque vi abiti.
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