Venerdì 19 agosto a Lodi i vigili del fuoco hanno recuperato un pitone moluro albino lungo più di un metro e mezzo che, dopo essere scappato dalla teca in cui era custodito da un cittadino, ha fatto visita ai vicini strisciando nel loro giardino.

Quando si sono resi conto dell’insolito ospite, la famiglia ha prontamente chiamato i soccorsi che hanno recuperato l’animale e lo hanno restituito alla persona, senza grosse complicazioni.

I pitoni moluri, detti anche "serpenti delle rocce indiani", sono tra i serpenti più grandi del pianeta, possono arrivare a sette metri di lunghezza e a pesare tra i 40 e i 182 chili, nonostante le loro dimensioni sono tra i serpenti più allevati in cattività.

L'allevamento di questi animali è una pratica che su Kodami non incoraggiamo e non condividiamo. Si tratta di serpenti che richiedono condizioni particolari e che devono essere lasciati vivere in pace nel loro ambiente naturale. E' per questo motivo che su questo sito non troverete mai suggerimenti su come allevarli e come detenerli in cattività, come abbiamo già spiegato chiaramente non esistono serpenti “domestici”.

Nella stessa settimana, poi, il 14 agosto, nella vicina provincia di Pavia è stata segnalata anche la fuga di un altro pitone. Il rettile è stato avvistato sul tetto della sua abitazione a Vigevano, dove è stato catturato dai Vigili del Fuoco, mordendo uno dei pompieri.

Cosa fare se troviamo un serpente nel nostro giardino

Nel caso in cui si ci dovesse imbattere in un serpente nel nostro giardino di casa, la prima cosa da fare è cercare di non andare nel panico, mantenendo il più possibile la calma. Muovetevi piano, cercando di fare piccoli passi silenziosi, evitando movimenti troppo bruschi, poichè l’animale per paura potrebbe reagire attaccandovi. Se possibile, cercate di non perderlo di vista, ma allo stesso tempo cercate di chiamare gli enti competenti,ovvero i Centri di Recupero di Animali Selvatici (CRAS).

Tuttavia, per le specie esotiche la questione è un pò più complicata rispetto agli animali selvatici autoctoni, perché non vi sono certezze e sono pochissimi i centri in grado di accogliere, anche solo temporaneamente, questi animali. Alcuni sostengono che la competenza sia dei Carabinieri Forestali, ma solo per le specie in CITES (strumento normativo che regola il commercio internazionale di circa 35mila specie), altri sostengono che se ne dovrebbero occupare i Comuni attraverso i servizi di Polizia Locale, altri ancora rimandano alle associazioni, dove e quando siano effettivamente dotate di strutture e mezzi per soccorso e accoglienza.

Unica vera certezza, per gli animali esotici che si trovano in difficoltà, sono i Vigili del Fuoco, che sempre disponibili a intervenire con i loro mezzi, rischiano, talvolta, di essere attaccati o morsi da animali molto pericolosi. In ogni occasione che necessiti di salvare un animale in difficoltà, intervengono non soltanto con autoscale e autopompe, ma anche con i loro nuclei specializzati come i sommozzatori o il SAF (Soccorso speleologico, alpino e fluviale), dimostrando grande professionalità.