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6 Maggio 2024
12:27

Due bombi che spingono insieme un mattoncino Lego svelano la cooperazione negli insetti

Un nuovo studio dimostra che la cooperazione tra bombi non è semplicemente il risultato della somma degli sforzi individuali. Questi piccoli insetti impollinatori possono imparare a coordinarsi e a unire le forze per raggiungere un obiettivo comune, nonostante abbiano cervelli molto piccoli.

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Foto di Olli Loukola

Anche i bombi possono unire le forze e lavorare insieme per un obiettivo comune, come spostare un "pesantissimo" mattoncino Lego. Un nuovo studio, coordinato dall'Università di Oulu in Finlandia e pubblicato su Proceedings of the Royal Society B, ha infatti dimostrato che questi piccoli insetti possono collaborare per risolvere sfide difficili che richiedono di coordinarsi con un compagno, nonostante non siano né animali strettamente eusociali come api domestiche e formiche, né mammiferi con cervelli grandi e complessi.

In passato si pensava infatti che coordinarsi con un partner in modo cooperativo per risolvere un compito fosse una capacità quasi esclusiva degli animali dotati di un cervello molto grande, come noi esseri umani e altri primati, oppure degli insetti eusociali obbligati, come le formiche e le api domestiche. Tuttavia, negli ultimi decenni sempre più studi ed evidenze stanno dimostrando che anche animali considerati più "semplici" e meno "intelligenti", come appunto i bombi, possono imparare a lavorare insieme e a coordinare i loro movimenti.

In questo innovativo esperimento, i ricercatori hanno addestrato alcune coppie di bombi a svolgere due diversi compiti che richiedevano l'aiuto di un compagno. Nel primo, gli insetti dovevano coordinarsi per spingere un mattoncino Lego posizionato al centro di un'arena, mentre nel secondo dovevano "bussare" contemporaneamente su una porta porta alla fine di un tunnel doppio trasparente per aprirla. In entrambi i casi l'obiettivo comune era ottenere del gustoso nettare zuccherino. E come hanno fatto i ricercatori a capire che gli insetti si coordinavano per portare a termine il compito?

Osservando attentamente il comportamento dei singoli bombi, i ricercatori hanno notato che i loro sforzi nel risolvere i compiti erano influenzati dalla presenza e dai movimenti del proprio partner. Gli insetti sembravano proprio aspettare il loro compagno quando per esempio era in ritardo e ogni individuo si impegnava molto di più a spingere soprattutto quando lo faceva anche il suo partner. La cooperazione non era quindi solo la somma degli sforzi singoli dei due animali, ma sembrava essere proprio il risultato di una vera e propria cooperazione coordinata.

«Le scoperte del nostro studio sfidano le nozioni convenzionali sugli insetti e la convinzione che la capacità di lavorare insieme verso un obiettivo comune non può essere presente in animali con cervelli molto piccoli come i bombi – ha detto l'autore principale dello studio Olli Loukola – I nostri risultati mostrano per la prima volta che i bombi possono imparare a risolvere nuovi compiti cooperativi anche al di fuori del loro nido. Ma la parte più interessante di questo lavoro è che dimostra chiaramente che la cooperazione è influenzata socialmente e non solo guidata dagli sforzi individuali sommati tra loro».

Nel compito del tunnel, infatti, quando uno dei due insetti era in ritardo e si trovava lontano dalla porta, l'altro si fermava, si girava verso di lui e tornava nuovamente a muoversi verso l'obiettivo solo quando vedeva il proprio partner dirigersi nella direzione giusta. Questo comportamento era invece completamente assente negli individui addestrati singolarmente e non in coppia e poi testati insieme per risolvere gli stessi compiti. Tutto ciò suggerisce quindi la possibilità concreta che gli animali si impegnassero intenzionalmente per facilitare la cooperazione e raggiungere l'obiettivo comune.

Tuttavia, Loukola ci ha tenuto a precisare che per capire se effettivamente i bombi comprendono davvero il ruolo e il lavoro del partner, occorreranno altri studi più dettagliati sul loro comportamento. Nonostante ciò, questi risultati potrebbe però aprire nuove frontiere sullo studio e la comprensione del comportamento cooperativo negli altri animali. Scoprire abilità tanto complesse in animali così piccoli e "semplici" (i bombi possono perfino giocare e divertirsi con una palla) servirà inoltre anche ad attirare un maggiore interesse verso la tutela ambientale e il benessere animale.

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Salvatore Ferraro
Redattore
Naturalista e ornitologo di formazione, sin da bambino, prima ancora di imparare a leggere e scrivere, il mio più grande sogno è sempre stato quello di conoscere tutto sugli animali e il loro comportamento. Col tempo mi sono specializzato nello studio degli uccelli sul campo e, parallelamente, nell'educazione ambientale. Alla base del mio interesse per le scienze naturali, oltre a una profonda e sincera vocazione, c'è la voglia di mettere a disposizione quello che ho imparato, provando a comunicare e a trasmettere i valori in cui credo e per i quali combatto ogni giorno: la conservazione della natura e la salvaguardia del nostro Pianeta e di chiunque vi abiti.
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