Intervista a Dott. Rosario Balestrieri
Ornitologo e presidente ARDEA

Lo zigolo delle nevi (Plectrophenax nivalis) è un piccolo uccello migratore dalla testa tonda, il becco minuto e l'aspetto paffuto color bianco candido, perfettamente mimetizzato negli habitat freddi e innevati che è abituato a frequentare intorno al circolo polare artico. Di solito è molto difficile riuscire ad avvistarlo in Italia, perché tende a fermarsi in Europa centrale, ma durante una delle ultime attività di monitoraggio ornitologico effettuate dall'associazione ARDEA in Campania, l'ornitologo Francesco Riccio è riuscito a individuare e a fotografare tre esemplari lungo le sponde del lago del Matese. Non succedeva da quasi 4o anni.

Questo piccolo passeriforme vive e nidifica, infatti, nella fredda tundra artica intorno al polo nord ma quando arriva l'inverno, come molti uccelli, migra verso luoghi più miti a sud. Questi tre individui, i primi mai osservati nel Parco Regionale del Matese, potrebbero venire da molto lontano, come conferma a Kodami l'ornitologo Rosario Balestrieri, presidente dell'associazione ARDEA (Associazione per la Ricerca, la Divulgazione e l'Educazione Ambientale.

Un'osservazione straordinaria

I tre zigoli delle nevi avvistati sulle sponde del lago Matese. Foto di Francesco Riccio
in foto: I tre zigoli delle nevi avvistati sulle sponde del lago Matese. Foto di Francesco Riccio

«Si tratta di un avvenimento eccezionale, probabilmente causato dalle forti perturbazioni che hanno spinto più a sud del solito questi uccelli», commenta Balestrieri. «Di solito quelli a migrare più a sud sono anche quelli che vengono da più lontano. Potrebbero tranquillamente essere arrivati dalla Russia o dalla Groenlandia». E' la quinta osservazione in assoluto della storia dell'ornitologia in Campania. «L'ultimo avvistamento noto per la Regione era stato un maschio abbattuto nell'ottobre del 1982 presso la foce del fiume Sele», continua Balestrieri.

Sono uccelli molto vivaci e confidenti, spesso irrequieti, che si spostano in gruppo saltellando sulla neve alla ricerca di semi o piccoli invertebrati di cui nutrirsi. Prima di tornare al circolo polare artico probabilmente passeranno l'inverno nell'area naturale protetta del Matese, che ogni anno arricchisce di nuove specie e nuove interessanti osservazioni le conoscenze scientifiche nazionali.

«I monitoraggi che vengono effettuati costantemente qui e nel resto del Paese sono importantissimi se si vogliono conoscere lo stato di salute e gli spostamenti della fauna selvatica. Fortunatamente, anche grazie al sempre più crescente numero di appassionati che si dedicano al birdwatching, i database si stanno arricchendo sempre più di preziose e interessanti osservazioni come questa», commenta l'ornitologo che poi conclude: «Purtroppo questi censimenti sono spesso affidati totalmente o parzialmente a volontari coordinati da enti che si avvalgono di un’importante contributo dato su base volontaria, che quest'anno stanno avendo sempre più difficoltà a muoversi a causa della pandemia. Potrà sembrare eccessivo ma queste attività di censimento e monitoraggio sono fondamentali se si vuole preservare la biodiversità e mi sembra assurdo che alcune Regioni abbiano tutelato i cacciatori, permettendogli di praticare l'attività venatoria, e non i volontari che monitorano la fauna selvatica».

Uno dei tre zigoli delle nevi avvistati sulle sponde del lago Matese. Foto di Francesco Riccio
in foto: Uno dei tre zigoli delle nevi avvistati sulle sponde del lago Matese. Foto di Francesco Riccio