Quantificare la sensazione di benessere che può dare una passeggiata in natura è difficile, ma non impossibile. Sono diversi gli studi che hanno constatato come l'essere umano in natura migliori la propria condizione psicologica e oggi un nuovo studio aggiunge un ulteriore conferma della sua importanza curativa e lo fa tramite un'app per smartphone. Secondo lo studio vedere e sentire gli uccelli aiuta a combattere la depressione con effetti che possono durare fino a otto ore.

È una situazione piuttosto comune: ci svegliamo tardi e siamo in ritardo per il lavoro. Ricerchiamo infruttuosamente parcheggio, lasciamo la macchina in un ambiguo divieto di sosta senza cartello, ci affrettiamo fra la calca della gente che si ferma per guardare le vetrine impedendoci il passaggio. Nella nostra mente un turbinio di imprecazioni, preoccupazioni e la speranza di terminare il prima possibile una giornata iniziata male. Siamo pronti per imboccare la solita strada che porta all'ufficio quando distrattamente veniamo rapiti da un immagine che squarcia la frenesia della mattina con la sua tranquillità: un parco urbano.

Sappiamo che passare in quel rigoglioso fazzoletto verde ci farebbe allungare la strada di qualche minuto, ma un "ipnotismo naturale" ci attrae come cervi assetati a una fonte. In questo caso, però, non è il suono dell'acqua che scorre ad averci attirato, ma il canto melodioso degli uccelli e l'atmosfera di pace. In quel momento non esiste ritardo, divieto di sosta o folla cittadina, c'è solo natura.

Alcuni ricercatori, però, hanno scoperto che quella che può sembrare solo una sensazione di pace interiore, in realtà, è un miglioramento del proprio stato psicologico reale e quantificabile. Così i ricercatori del King’s College London, gli architetti del paesaggio del J&L Gibbons e i responsabili della fondazione Nomad Projects hanno creato un'app per smartphone che invogliava le persone ad ascoltare o osservare gli uccelli. Così accostando questa pratica con dei questionari sul proprio stato di salute mentale hanno constatato che il contatto con questi animali può aiutarci a combattere anche la depressione, pubblicando i risultati sulla rivista Scientific Reports.

Come la natura ci ha permesso di superare il lockdown

Una particolare attenzione alla salute mentale dell'essere umano è nata soprattutto durante il lungo periodo di lockdown che ha visto uomini, donne e i loro compagni animali chiusi in casa per mesi. È proprio vero che sentiamo la mancanza di qualcosa proprio nel momento in cui non abbiamo più la possibilità di vederla. Così l'uomo ha desiderato per molto tempo di ritornare ad ascoltare lo scricchiolare delle foglie secche sotto le proprie scarpe e sentire l'odore pungente della resina di pino.

Durante quel periodo sono nati numerosi studi su come la natura abbia avuto un ruolo fondamentale per la nostra salute mentale. In una ricerca del 2021 alcuni studiosi hanno esplorato il ruolo della natura nelle diverse fasi della pandemia. Attraverso la somministrazione di diversi questionari hanno riscontrato che, non appena ne hanno avuto la possibilità, le persone  hanno trascorso più tempo in natura e hanno visitato più spesso parchi o aree verdi. Nello studio il 95% delle persone che hanno visitato un nuovo ambiente naturale ha riferito di aver percepito una riduzione dello stress e dell’ansia.

Come questo sono stati pubblicati molti altri studi a riguardo negli ultimi anni, ricerche che si inseriscono in quella che una review del 2020 ha proposto come nuova cornice di approccio al benessere, definito “sustainable wellbeing”. Secondo gli autori di questo nuovo punto di vista sulla salute mentale umana il nuovo approccio deve integrare aspetti del benessere individuale e del benessere ambientale. Ciò significa che il miglioramento del benessere individuale passa attraverso il miglioramento degli ambienti naturali e delle condizioni di vita della flora e della fauna del luogo. Un esempio pratico di questo nuovo tipo di approccio è proprio lo studio del team internazionale con a capo i ricercatori del King’s College London.

Urban Mind: un'app che invoglia a osservare e ascoltare gli uccelli per la nostra salute mentale

Lo studio ha avuto luogo tra aprile 2018 e ottobre 2021 e ha raccolto dati da circa 1.300 partecipanti in tutto il mondo che hanno completato più di 26.000 valutazioni e questionari. Lo strumento principale con il quale è stato possibile interfacciarsi con i volontari che hanno partecipato all'esperimento è stata un'app chiamata "Urban Mind", sviluppata dagli stessi ricercatori londinesi.

Una volta scaricata l'app, i partecipanti avevano la possibilità si seguire le istruzioni e i promemoria che il programma suggeriva. In particolar modo l'app chiedeva tre volte al giorno, se possibile, di recarsi in un qualsiasi spazio per osservare gli uccelli o semplicemente ascoltarne il canto. Fatto ciò, i partecipanti potevano rispondere a delle domande sul loro benessere mentale per consentire ai ricercatori di stabilire un'associazione tra il contatto con gli uccelli e la salute psicologica.

Grazie alle domande proposte dall'app, i ricercatori sono stati anche in grado di raccogliere informazioni riguardo a quante persone presentassero particolari condizioni di salute mentale, prima fra tutte la depressione, e come queste condizioni fossero migliorate nel tempo. Non solo i risultati hanno notato una forte correlazione fra miglioramento dello stato psicologico e presenza degli uccelli, ma gli scienziati hanno verificato come alcune condizioni depressive avessero tratto giovamento da quei tre semplici ma essenziali momenti giornalieri di contatto con gli animali, miglioramenti che potevano protrarsi anche per 8 ore durante l'arco della giornata.

Dunque, ancora una volta si riconferma il ruolo fondamentale dell'avifauna e della natura tutta nell'aiutare le persone nella loro vita quotidiana. Questo particolare traguardo della scienza pone sotto una nuova luce cosa significhi realmente "servizi ecosistemici". Con questi termini antropocentrici si intendono tutta una serie di benefici che la natura apporta all'essere umano e sono spesso quantificati in termini economici. Gli studi sulla connessione fra salute mentale dell'uomo e natura, però, mostrano quanto definirli "servizi" sia riduttivo e come la vita di Homo sapiens sia legata a doppio filo con l'esistenza di tutti gli animali con cui condividiamo il Pianeta su livelli che non immagineremmo mai.