6 Dicembre 2023
17:16

Bracconieri uccidono cinghiali nel Parco dei Castelli Romani: indagano Carabinieri e Guardiaparco

I corpi senza vita degli animali sono stati prelevati dai veterinari della Asl Roma 6 e portati all’Istituto Zooprofilattico per gli esami autoptici con l’obiettivo di capire quale arma sia stata utilizzata per ucciderli.

Entra nel nuovo canale WhatsApp di Kodami
38 condivisioni
cinghiali

Operazione anti bracconaggio nel Parco regionale dei Castelli Romani, l’area protetta del Lazio che sorge nella zona dei Colli Albani. I Guardiaparco hanno partecipato, insieme ai Carabinieri Forestali di Palestrina, a una serie di controlli nei pressi dei Campi d’Annibale a Rocca di Papa, trovando alcuni cinghiali uccisi illegalmente.

A sparare sono stati, appunto, alcuni bracconieri che accorgendosi dell’arrivo delle forze dell’ordine sono rimontati a bordo delle auto con cui erano arrivati e sono riusciti a scappare. Sul posto sono rimasti solo i corpi senza vita dei cinghiali abbattuti, e alcune persone che non avevano con loro armi, ma che sono state identificate e poi sanzionate per avere circolato fuoristrada in un punto non consentito all’interno dell’area protetta.

I corpi senza vita dei cinghiali sono stati prelevati dai veterinari della Asl Roma 6 e portati all’Istituto Zooprofilattico per gli esami autoptici con l’obiettivo di capire quale arma sia stata utilizzata per ucciderli. I Forestali e i Guardiaparco, nel frattempo, stanno portando avanti le indagini finalizzate a chiarire l’accaduto e a identificare i responsabili del gesto.

Se rintracciati, rischiano l’accusa di uccisione di animali, oltre che quella di furto aggravato. La fauna selvatica è infatti patrimonio indisponibile dello Stato (oltre che protetta) e la recente giurisprudenza stabilisce che chi è privo di regolare licenza di caccia possa essere perseguito anche per questo reato. A oggi solo chi esercita la caccia con regolare licenza, nel rispetto della Legge 11 febbraio 1992 n. 157 in materia di "Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio", può prelevare, mediante l'abbattimento (con i mezzi, nei luoghi e nei tempi indicati dalla legge), esemplari di fauna selvatica cacciabile, sempre nel numero consentito. Qualsiasi altra forma di abbattimento o cattura di fauna selvatica è considerata bracconaggio, e pertanto perseguita penalmente.

Alla luce di un fenomeno ancora purtroppo molto diffuso, in tutte le regioni italiane, oltre alle forze dell’ordine, sono attive numerosi associazioni che, attraverso volontari o guardie giurate venatorie volontarie, si impegnano ogni giorno per contrastare il bracconaggio. Una piaga che non ha conseguenze pesantissime soltanto sugli ecosistemi, ma è anche pericolosa per l’uomo, perché cacciare e poi consumare carne di animali uccisi illegalmente, senza controlli sanitari né igienici, può aumentare notevolmente il rischio di malattie trasmesse da animali, le cosiddette “zoonosi”.

Avatar utente
Andrea Barsanti
Giornalista
Sono nata in Liguria nel 1984, da qualche anno vivo a Roma. Giornalista dal 2012, grazie a Kodami l'amore per gli animali è diventato un lavoro attraverso cui provo a fare la differenza. A ricordarmelo anche Supplì, il gatto con cui condivido la vita. Nel tempo libero tanti libri, qualche viaggio e una continua scoperta di ciò che mi circonda.
Sfondo autopromo
Segui Kodami sui canali social