9 Dicembre 2021
18:55

Apre a Napoli il nuovo Museo Darwin-Dohrn

Napoli capitale europea del mare: è l'ambizioso progetto che istituzioni e la Stazione Zoologica Anton Dohrn hanno rafforzato con l’inaugurazione del nuovo Museo Darwin-Dohrn (DaDoM)

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Inaugurazione Museo Darwin-Dohrn

Napoli capitale europea del mare: un progetto ambizioso che oggi ha compiuto un significativo passo in avanti con l’inaugurazione del nuovo Museo Darwin-Dohrn (DaDoM). Questa mattina ha preso ufficialmente il via il nuovo progetto della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli: un museo nel quale sono esposti oltre 10mila reperti accumulati nei 150 anni di attività condotta dai ricercatori della stazione fondata dallo zoologo tedesco Anton Dohrn nel 1872.

«È bello quando si riesce a mantenere la parola nei confronti dei cittadini e delle istituzioni. In quasi 150 anni di attività della Stazione abbiamo accumulato reperti che dovevano essere trasmessi al pubblico per restituire alla collettività un patrimonio che le appartiene», ha spiegato a Kodami Roberto Danovaro, presidente della Stazione Zoologica Anton Dohrn.

Museo DaDom: viaggio nella vita marina tra arte e scienza

All’interno delle sale del DaDoM i visitatori intraprenderanno un vero e proprio viaggio negli oceani attraverso il tempo, sulle orme di Anton Dohrn e della sua idea visionaria ispirata proprio al lavoro del naturalista inglese Charles Darwin che in questi anni pubblicava "L'origine della specie". Dohrn, affascinato dalle teorie di Darwin aprì centro di ricerca allo scopo di esplorare la vita da un punto di vista nuovo rispetto a quanto fatto sino a quel momento dalle navi oceanografiche che si muovevano da un luogo all'altro. Punto di partenza di questo nuovo viaggio intellettuale non poteva essere che la straordinaria biodiversità del Golfo di Napoli dove la stazione prospera ancora oggi e si arricchisce di un nuovo tassello, cruciale dal punto di vista divulgativo.

Nelle sale del Museo intitolato a Darwin e Dohrn i visitatori potranno scoprire come gli organismi marini si sono adattati a tutti gli ambienti, grazie alle tante ricostruzioni plastiche a grandezza naturale e ai percorsi multimediali. A rendere questa passeggiata nel tempo e nella ricerca ancora più coinvolgente, sono stati chiamati a dare il loro contributo anche numerosi artisti di fama internazionale. Il prato sul retro ospita un'istallazione con un polpo, e un cinema all’aperto per proiettare documentari sul mare. In questo spazio si terrà anche un concorso internazionale sul cinema scientifico e sui documentari marini.

Inaugurazione DaDoM

Ma non è tutto, il DaDoM sorge infatti all'interno della Casina del Boschetto, una struttura all'interno della Villa Comunale con una travagliata storia di abbandono e riqualificazione che si è conclusa nel 2019 con l'accordo sottoscritto tra la Stazione Zoologica e il Comune.

Sono stati necessari 2 anni di lavoro, che non si è fermato neanche durante la pandemia, e oltre 3 milioni di euro per riqualificare l'intera struttura e allestirla. Un investimento che sarà valorizzato dalla nuova amministrazione guidata dal sindaco Gaetano Manfredi, come spiega a margine dell'evento l'assessore all'Ambiente con delega al Mare Filippo Mancuso: «Riteniamo che il mare bagni troppo poco Napoli. I cittadini non usufruiscono abbastanza di questa enorme risorse, soprattutto coloro che vivono in periferia. Noi invece vogliamo che il mare sia una ricchezza e una risorsa per tutti, anche attraverso la divulgazione della cultura e ricerca scientifica. Sono questi gli elementi di base per poter diffondere veramente un sapere che è un valore di tutti».

Un'occasione per rilanciare Napoli nel panorama internazionale, come sottolinea l'assessore all’Innovazione e Internazionalizzazione della Regione Campania Valeria Fascione che ha commentato: «Questo è un nuovo tassello che guarda a una dimensione internazionale, un progetto unico che rilancia Napoli dal punto di vista del suo posizionamento nella ricerca scientifica, nella didattica, nella divulgazione e nel turismo».

Quando nacque in Dohrn il proposito di creare una stazione zoologica permanente per studiare la vita marina, Napoli era già una grande capitale europea. «Oggi quel ruolo si rafforza – conferma Fascione – Noi abbiamo fatto un lavoro importante per inserire la blue economy nella nostra strategia regionale di ricerca e innovazione per la programmazione 21-17. È un settore emergente in grande crescita e continueremo a lavorare in questa direzione. La Campania si lega così alle strategie nazionali attraverso le sue eccellenze». Il Centro Darwin-Dohrn, infatti, oltre a ospitare il Museo, sarà anche sede del cluster nazionale Blue Italian Growth.

Una strategia di rilancio internazionale confermata anche dalla presenza dell'ambasciatore tedesco in Italia, Viktor Elbling, che nel corso dell'evento ha ribadito il supporto della Germania alla città di Napoli, anche per la conservazione delle specie marine: «La perdita di biodiversità ci mostra che dobbiamo investire in modo nuovo sul nostro pianeta. È fondamentale fare capire ai cittadini l’importanza del mare in questo contesto. Il turismo è importante, i tedeschi amano venire in Campania, ma è nella ricerca il futuro del mondo».

Nelle sale del DaDoM, fin dalle primissime fasi della sua realizzazione si parlano infatti molte lingue: italiano  inglese, tedesco e napoletano, in un «esperanto della ricerca», come lo ha definito Danovaro. E che oggi è un punto di forza dei tanti spazi espositivi.

Quando la scienza prende vita

Fulcro del DaDoM è la sala polifunzionale che ospita il grande scheletro del capodoglio che si è spiaggiato a Ischia a Natale del 2018. In quell'occasione l'esemplare fu recuperato proprio dai ricercatori della Stazione Zoologica Anton Dohrn e oggi è esposto circondato da modelli di organismi che si nutrono delle carcasse di questi giganti sul fondo del mare. Un modo per ridare vita e corpo alla scienza, un escamotage di grande impatto visivo che darà la possibilità a visitatori di tutte le età di comprendere la maestosità della vita marina.

Nella medesima sala c'è poi l'imponente glass cage, un vetrata di oltre 6 metri di altezza che raccoglie i 10.000 reperti storici della Stazione Zoologica. La sala polifunzionale, oltre ad essere dedicata a mostre tematiche, sarà anche location per ospitare convegni e seminari scientifici. Il percorso museale include anche un viaggio attraverso gli studi e le carte antiche del Golfo di Napoli, le scoperte degli oltre 20 premi Nobel passati per la SZN, fino ad arrivare alle ricerche attuali aggiornate ed esposte mese per mese.

Il centro comprende una sala denominata Museo didattico per gli studenti, progettato per svolgere attività pratiche di osservazione e studio alla scoperta dei segreti della vita marina, allo scopo di avvicinare i più giovani allo studio della biodiversità marina. «Questo luogo non è polveroso, ma l'occasione straordinaria per creare e diffondere nuove conoscenze», auspica Danovaro.

L'importanza di coinvolgere i giovani è sottolineata anche da Claudia Gili, direttrice del Dipartimento CAPE (Conservazione Animali Marini e Public Engagement): «Il nostro obiettivo è fare appassionare quante più persone possibile non solo alla superficie del mare ma a tutto ciò che c’è sotto. L'amore che nasce dalla conoscenza porta anche a salvaguardare ciò che ci circonda. La stazione zoologica è uno dei primi 10 centri di studio e ricerca in ambito marino con un valore importantissimo a livello internazionale, non solo locale. Serviva quindi un centro capace di trasferire questa straordinaria conoscenza alle future generazioni».

Nel segno del consueto lavoro di ricerca condotto all'interno della Stazione Zoologica Anton Dohrn, il piano superiore del DaDoM accoglierà i laboratori per la manutenzione dei preparati storici e le organizzazioni ospitate dal Centro. Il DaDoM e il relativo centro di ricerca sono solo il primo passo verso un'apertura di Napoli a 360gradi nel panorama della ricerca internazionale marina. «Nel Pnrr ci sono fondi dedicati a biologia e biodiversità marina – ricorda il neorettore della Federico II Matteo Lorito – la nostra università, insieme all'Anton Dohrn si propone di svolgere un lavoro importante in questo senso. Napoli non è solo sul mare è lei stessa il mare, e per questo deve essere riconosciuta per il suo ruolo di capitale delle scienze del mare». L'ateneo federiciano ha già in programma nuove iniziative per rafforzare questa posizione: «Abbiamo tante idee e tanti progetti, basta sfruttare questa straordinaria realtà universitaria e la Stazione Zoologica che è polo imprescindibile per le attività di ricerca, dove convergono le attività universitarie dedicate al mare».

Il futuro del mare nel cuore della città

Inaugurazione DaDoM

A illustrare i nuovi spazi espositivi subito dopo il taglio del nastro inaugurale è stato il presidente Danovero il quale ha condotto la prima visita guidata, alla quale ha partecipato anche Kodami. «Con questi reperti mostriamo quanto è stato fatto sino ad oggi dalla Stazione Zoologica», sottolinea il presidente.

Il percorso si conclude nel giardino che ospita i batiscafi messi a disposizione dall’associazione culturale MareAmico e che sono stati anche utilizzati per l’esplorazione degli ambienti profondi del Mediterraneo, in un percorso che permette giochi e didattica all’aria aperta. Un vero "polmone azzurro" nella Villa Comunale. «Crediamo in Napoli e nella valorizzazione di un bene come la Villa Comunale – ha sottolineato il direttore generale della Stazione Zoologica Frabrizio Vecchi – Con questo progetto abbiamo restituito un bene due volte alla comunità, e di questo siamo orgogliosi».

«Napoli è una città che appartiene al mare e i cittadini non devono dimenticarlo», conclude Gili. Da oggi dimenticare la lunga storia d'amore che lega la città di Partenope ai suoi fondali è ora ancora più difficile essendo stata scritta, si spera per sempre, nelle sale del DaDoM.

Giornalista per formazione e attivista per indole. Lavoro da sempre nella comunicazione digitale con incursioni nel mondo della carta stampata, dove mi sono occupata regolarmente di salute ambientale e innovazione. Leggo molto, possibilmente all’aria aperta, e appena posso mi cimento in percorsi di trekking nella natura. Nella filosofia di Kodami ho ritrovato i miei valori e un approccio consapevole ma agile ai problemi del mondo.
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