cane lupo cecoslovacco

Due cani lupo cecoslovacchi sono statati uccisi a fucilate da un uomo, il quale dopo un confronto con la giustizia durato 4 anni dovrà risarcire la loro famiglia. Così la Cassazione ha messo un punto alla vicenda iniziata 4 anni, e chiarito le responsabilità di chi ha premuto il grilletto ponendo fine alla vita di Moon e Shadow.

I cani si erano allontanati dalla loro abitazione di Case Massi, frazione del Comune di Fontevivo, in provincia di Parma. I due cani lupo cecoslovacchi, di un anno e un anno e quattro mesi, erano fuggiti dal giardino saltando la recinzione nel febbraio del 2019.

Il loro pet mate, Alessandro Piccinini, allarmato dopo non averli visti nel giardino di casa, ha iniziato immediatamente le ricerche, che sperò i sono concluse nel peggiore dei modi solo poche ore dopo: i suo cani erano stati uccisi a colpi di fucile e gettati nel torrente Recchio.

Dopo la denuncia alle Forze dell'ordine sono immediatamente iniziate le ricerche per individuare il responsabile del gesto violento. Il lavoro degli inquirenti in breve tempo ha portato all'identificazione di un 60enne, veterinario in pensione.

L'uomo più volte davanti agli inquirenti e all'autorità giudiziaria aveva spiegato di aver scambiato Moon e Shadow per lupi, e intimorito per la propria sicurezza, dato che i cani si trovavano nei pressi della sua proprietà, aveva deciso di imbracciare il fucile, sparare, e poi gettare i corpi degli animali nel fiume Recchio.

Da quel momento è iniziata una battaglia legale, durata 4 anni, in relazione al risarcimento per la morte degli animali. A settembre 2022 la Cassazione ha posto definitivamente un punto alla vicenda riconoscendo la responsabilità del 60enne per l'uccisione e sconfessando l'ipotesi della legittima difesa avanzata dal 60enne.

I giudici hanno sottolineato come l'uomo si trovasse nella sua abitazione quando aveva fatto fuoco contro i due giovani cani lupo cecoslovacchi, e che in presenza di un fondato timore per la propria incolumità avrebbe potuto mettere in pratica soluzione diverse e meno cruente: come, ad esempio, una chiamata ai Carabinieri Forestali.

Il 60enne aveva invece scelto di sparare senza curarsi dei due animali. Un'azione violenta che gli è costata un risarcimento da migliaia di euro.