gallo garibaldi

La storia del gallo Garibaldi è ormai celebre. Il gallo è diventato un’icona di Copparo, provincia di Ferrara, dopo che è riuscito a scappare da chi l’aveva comprato al consueto mercato del venerdì mattina.

Da quel momento l'animale si è stabilito nel giardino di Alberto Vezzani. Dopo più di un anno di permanenza, ora Garibaldi sembra sia in compagnia di un'altra gallina, prontamente battezzata Biancaneve.

La vicenda di Garibaldi però non termina con una love story. Il gallo, infatti, cantando alle quattro di ogni mattina si è inimicato il vicinato, e ora che per il caldo le finestre restano aperte, il suo canto acuto si sente forte e chiaro, facendo ricominciare le proteste più aspre che mai. Così gli abitanti del quartiere hanno deciso di indire una petizione contro il povero gallo e un incontro tra i residenti è stato fissato per venerdì 24 giugno 2022 per cercare una soluzione al problema.

Come comincia la celebrità di Garibaldi

I problemi iniziano nel 2021 quando proprio a seguito delle lamentele dei vicini è stata addirittura presentata una raccolta firme di protesta alla Polizia locale. In risposta, si è scatenata una contro-protesta a favore del gallo, capeggiata da Giovanni Mazzorana, animalista e politico copparese, che ha portato la storia in televisione, con un servizio girato nella cittadina.

Adesso la situazione è più accesa che mai, tant’è che Vezzani ha riferito di essere stato vittima di pesanti insulti da parte del vicinato, poiché considerato la causa del disturbo che il gallo arreca al quartiere e anche colui che dovrebbe provvedere a risolvere il problema.

Cosa c'è che non quadra in questa vicenda

Questi eventi hanno contribuito ad accrescere la notorietà del gallo Garibaldi tanto che sul gruppo Facebook “Sei di Copparo se…” la sua immagine è stata la più votata, diventando così il simbolo della pagina social e, per esteso, della piccola comunità ferrarese.

Guardando però ai fatti con gli occhi del gallo, è possibile vedere come l'animale sia stato trattato alla stregua di un oggetto, acquistato per 15 euro al mercato, un antropocentrismo di cui ancora facciamo fatica a liberarci. Il gallo non solo è stato trattato come fosse una merce al pari di frutta e verdura, ma la sua proprietà dopo la fuga è stata attribuita a Vezzani, anche se Garibaldi ha scelto autonomamente di stabilirsi nel giardino dell'uomo. Tutto queto poiché sembra impossibile concepire che un gallo possa essere libero.

Un gallo deve sempre appartenere a qualcuno?

Nella nostra cultura un animale deve essere proprietà di qualcuno, eppure Garibaldi non appartiene ad Alberto Vezzani, né a nessun altro, è un gallo libero. Questo rimanda ad un'altra questione: non riusciamo a concepire che un animale possa appartenere solo a sé stesso e non avere per forza padroni o allevatori. Siamo reduci da quella mentalità per cui il gallo è di qualcuno e quel qualcuno ne è responsabile, tanto da venire denigrato perché l’animale canta, come è per sua natura, all’alba tutte le mattine disturbando così il vicinato.