È stato individuato dalla Guardia Costiera l’autore della distruzione dello scoglio per estrarre i datteri di mare a Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli. L'uomo è stato ripreso da alcuni bagnanti mentre armato di martello distrugge uno scoglio per estrarre i datteri di mare che si mette poi nella tasca del costume.

L'uomo, un 47enne residente a Castellammare, è stato deferito all'Autorità giudiziaria per i reati di danneggiamento aggravato e pesca illegale di datteri di mare. La caccia a questi molluschi è vietata ai sensi di legge, in quanto l'estrazione dell'animale dalle pareti rocciose prevede la distruzione delle scogliere con metodi estremamente invasivi e la conseguente alterazione delle comunità marine.

La Polizia Giudiziaria della Guardia Costiera di Castellammare di Stabia è risalita al bagnante a seguito della denuncia partita dal consigliere regionale campano di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli che nei giorni scorsi aveva ricevuto il video da un cittadino indignato per ciò a cui aveva assistito. Le immagini erano state poi condivise dal Consigliere oscurando però il volto dell'uomo.

«Gli uomini della Capitaneria di Porto mi hanno contattato chiedendomi i dettagli del video, chi me l'avesse inviato e la versione non oscurata – ha spiegato Borrelli – Ho fornito loro subito il materiale che mi avevano chiesto compreso altre foto che il segnalante mi aveva inviato. Mi complimento con la Guardia Costiera che ha agito con rapidità dimostrando che i reati e le devastazioni ambientali non vanno tollerati e anzi vanno perseguiti senza alcuna esitazione. Serve tolleranza zero anche con chi devasta e inquina il nostro mare».

Non sono solo i bagnanti a ricercare i datteri di mare, dietro l’estrazione e il commercio di questi molluschi esistono organizzazioni criminali, che consapevoli del valore di questi animali li cacciano indiscriminatamente senza alcuna remora a danneggiare, in modo anche molto grave, gli ecosistemi marini. È quello che è successo, sempre in Campania, dove un gruppo di 20 persone aveva messo in piedi un sistema per la pesca di questi animali che ha provocato un vero e proprio disastro ambientale nell'area protetta di Punta Campanella.