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10 Febbraio 2023
10:08

Il concerto di Springsteen a Ferrara finisce davanti al TAR. Gli ambientalisti: «Dannoso per ecosistema e animali»

Il comitato cittadino di Ferrara “Save the park” ha lanciato una petizione su Change.org per chiedere al Comune di rinunciare all’utilizzo del parco dove Bruce Springsteen dovrebbe esibirsi, per preservarlo da possibili danni alla sua biodiversità.

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Il prossimo 18 maggio, circa 50mila persone sono attese al Parco urbano Bassani di Ferrara per un appuntamento storico: il concerto live che segna il ritorno del “Boss” Bruce Springsteen sulle scene dopo sei anni di silenzio.

Ma se i biglietti sono esauriti da mesi, così come da mesi lo sono tutti i posti letto in città, a quel concerto di certo non andranno gli ambientalisti che, in totale disaccordo sulla scelta della location, hanno riacceso il dibattito sul difficile equilibrio tra grandi eventi e sostenibilità ambientale.

Sono ormai lontane le discussioni della scorsa estate, ma tornano subito in mente, riguardo alla serie di concerti sui litorali italiani del Jova Beach, finiti nel mirino degli ambientalisti per i danni alla biodiversità che avrebbero causato. Polemiche che sono rimaste tali, perché tutti i concerti si sono regolarmente fatti nonostante le denunce.

Il comitato cittadino “Save the park”, che raggruppa diverse associazioni ambientaliste della cittadina estense, ha lanciato una petizione pubblicata su Change.org per chiedere al Comune di rinunciare all’utilizzo del parco per preservarlo da possibili danni alla sua biodiversità e alla fauna di uccelli migratori.

«Il parco urbano Giorgio Bassani di Ferrara è un ecosistema fragile – scrive il Comitato nella petizione – Non può essere sede di concerti rock da 50.000 persone. Per questi eventi, molto belli e desiderabili per la nostra città, chiediamo sia trovata fin da ora un'altra cornice».

Anche perché, continua la petizione «il parco Bassani in più di venti anni si è creato un equilibrio biologico unico e prezioso, un ecosistema complesso che ora, nel pieno della sua maturità, costituisce un unico grande organismo vivente. Nel Parco, tra alberi, laghetti e canali, trovano rifugio e protezione uccelli migratori e stanziali, animali selvatici e pesci di acqua dolce. Nelle immediate vicinanze insistono le sedi locali e i rifugi della LIPU, della Lega del Cane, il Gattile comunale e il Canile Comunale. Dire quale possa essere l’impatto negativo che un maxi evento di questo genere potrebbe avere sul Parco è quasi superfluo».

E così, prima di veder salire sul palco il Boss per uno dei tre live che terrà in Italia, tre giorni dopo canterà al Circo Massimo, mentre il 25 luglio sarà all’Autodromo Nazionale di Monza, il concerto di maggio a Ferrara finirà davanti al TAR.

Ma sarà il Comune stesso, tra i promotori dell’evento, a portarcelo per dimostrare che tutto è in regola. L’amministrazione, infatti, ha deciso di giocare in contropiede, chiedendo che sia il Tribunale amministrativo regionale a giudicare il contenzioso.

Ma gli ambientalisti non ci stanno: «Eventi simili si sono tenuti sul litorale e, nonostante le promesse di “impatto ambientale zero” , hanno avuto effetti deleteri  – scrivono ancora nella petizione – Faremo arrivare il nostro grido di allarme anche al diretto interessato Sig. Bruce Springsteeen, da sempre persona sensibile alle tematiche ambientali e sociali».

Non sono solo gli ambientalisti di Ferrara a scendere in campo: anche la data di Monza del tour di Springsteen è oggetto di proteste da parte dei comitati cittadini per via dei danni che potrebbe causare al polmone verde del parco della Gerascia.

La soluzione trovata è stata limitare l’affluenza, stoppando le vendite a quota 70mila biglietti anziché 100mila. Anche se,  contestano le associazioni, l'ambiente non c'entra nulla nella decisione che è stata presa solo per garantire al pubblico una migliore visibilità del concerto.

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Simona Sirianni
Giornalista
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