video suggerito
video suggerito
12 Maggio 2023
16:39

Gli squali martello trattengono il respiro quando vanno in profondità. Ecco perché

Gli squali martello possono raggiungere oltre i 1.000 metri di profondità e trattengono il respiro per conservare il calore corporeo.

Immagine

Anche gli squali martello possono trattenere il respiro quando scelgono di immergersi a notevoli profondità, oltre i 1.000 metri, in maniera simile a come fanno i cetacei che però, essendo dotati di polmoni, sono costretti a farlo ogni qual volta si allontanano dalla superficie. Perché gli squali lo facciano è rimasto a lungo un mistero, considerando che grazie alle branchie possono tranquillamente respirare, finché un recente articolo appena pubblicato su Science ha spiegato perché: si tratta di un sistema molto efficiente per risparmiare energia.

Questo studio è stato effettuato da Mark Meekan e Arian Gleiss, del Centro di Sostenibilità degli Ecosistemi acquatici della Murdoch University in Australia, e si è concentrato maggiormente sui meccanismi biologici che permettono a questi pesci di scendere a profondità che in teoria non potrebbero raggiungere, per via dell‘eccessiva escursione termica a cui vanno incontro.

Gli squali martello della specie Sphyrna lewini riescono però ad arginare il problema e a consumare pochissime energie trattenendo il calore corporeo tramite la soppressione dell'uso delle loro branchie. Permettere infatti l'accesso di grandi quantità di acqua gelida. con temperature di appena 4°, all'interno del corpo per estrarre ossigeno tramite le branchie, comporterebbe un progressivo raffreddamento interno, che alla lunga risulterebbe fatale per qualsiasi pesce abituato a temperature superiori.

«Le branchie sono come giganteschi radiatori legati alla tua testa e inducono una progressiva perdita di calore», afferma Mark Royer, ricercatore in fisiologia e comportamento degli squali all'Università delle Hawaii a Honolulu, che ha collaborato con Meekan e Gleiss al progetto. Per questa ragione, la quasi maggioranza degli squali ai tropici tende a nuotare solo nei primi 100 metri sotto la superficie dell'oceano, dove le temperature si aggirano intorno ai 26° centigradi.

Immagine

Chiudendo le branchie e trattenendo in tal modo il respiro, dopo aver accumulato l'ossigeno nel sangue, gli squali martello riescono così a resistere anche più di un ora in profondità, per andare alla ricerca di calamari e di altre prede. E l'energie che così vengono risparmiate, possono essere sfruttate per mantenere accelerato il battito cardiaco e di conseguenza anche la temperatura media del sangue, utile per non morire di freddo.

Per riuscire a effettuare questa scoperta, gli scienziati hanno monitorato alcuni squali hawaiani tramite alcuni strumenti appositamente progettati per rimanere adesi al dorso degli animali. Questi particoalri squali martello, si radunano ogni anno in una baia poco profonda al largo di Oahu, nei pressi delle Hawaii, per accoppiarsi e hanno quindi fornito ai ricercatori l'occasione perfetta per studiare il loro comportamento negli abissi. «È stato un po' come collegare un Fitbit a uno squalo – afferma Royer. – I sensori hanno permesso così di ottenere dettagli precisi su ciò che facevano sott'acqua».

Quando gli squali martello infatti decidevano di immergersi, gli scienziati hanno notato tramite i sensori che stranamente la loro temperatura corporea mutava a malapena, abbassandosi di solito di appena un grado per la maggior parte dell'immersione. Solo quando raggiungevano un determinato punto limite, situato a circa 290 metri, dove l'acqua subisce una prima vera inversione termica divenendo molto più fredda, gli squali subivano una vera e consistente perdita di temperatura, che in media però scendeva di soli 2,8° centigradi.

Il sistema quindi ideato da questi pesci per sopravvivere alle rigidità delle profondità abissali, è quindi molto efficiente, sottolineano gli scienziati. Innanzitutto perché a differenza dei cetacei questo stratagemma non spinge gli squali a dover accumulare ingenti quantità di grasso isolante, che può alterare parte della loro stabilità idrodinamica nel nuoto. Non compromette neppure la capacità di raggiungere le profondità molto velocemente, un altro punto a favore di questa tecnica che non può essere sfruttata dai mammiferi marini, poiché questi necessitano di accumulare ossigeno nel sangue per molto più tempo rispetto a quanto osservato negli squali.

Ma gli squali come fanno a capire che è giunto il momento di risalire?

I ricercatori non ne sono ancora sicuri, ma molto probabilmente capiscono di star finendo le loro risorse d'ossigeno quando iniziano a non essere più particolarmente bravi ad isolarsi termicamente. Quando questo succede, probabilmente subiscono il corrispettivo "brivido" che provano gli animali terrestri quando vengono sottoposti a una corrente d'aria molto fredda e giunti a questo punto rompono gli indugi, dirigendosi direttamente verso la superficie.

Sono laureato in Scienze Naturali e in Biologia e Biodiversità Ambientale, con due tesi su argomenti ornitologici. Sono un grande appassionato di escursionismo e di scienze e per questo ho deciso di frequentare un master in comunicazione scientifica. La scrittura è la mia più grande passione.
Sfondo autopromo
Segui Kodami sui canali social
api url views