Che uccello è? Kodami risponde alle richieste dei lettori: ecco l’elusivo picchio nero

Una nostra lettrice ci ha chiesto una mano per identificare un uccello filmato tra i boschi in Piemonte. Un'occasione da non perdere per scoprire insieme l'elusivo picchio nero, una vera e propria icona dei nostri boschi montani.

9 Maggio 2023
14:19
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Spesso ci scrivete per aiutarvi a dare un nome agli animali che avvistate durante le vostre passeggiate in natura o semplicemente dalla finestra di casa. Del resto, diffondere la conoscenza sul regno animale è la mission di Kodami e quale occasione migliore che farlo direttamente insieme a voi lettori?

L'ultima richiesta arrivata in redazione è un bel video di una nostra lettrice che, durante un'escursione tra i boschi della riserva naturale della Vauda in Piemonte, si è imbattuta in un uccello a lei sconosciuto.

Si tratta di un "incontro" decisamente fortunato perché è riuscita a filmare un bellissimo picchio nero, il più grande tra tutti i picchi d'Europa, ed è una opportunità che non capita di certo tutti i giorni. Silenzio e solitario per la maggior parte dell'anno, il picchio nero (Dryocopus martius) è infatti una delle specie più iconiche e carismatiche dei boschi d'alta quota, poiché predilige esclusivamente foreste con alberi secolari e spesso marcescenti, gli unici che può scavare facilmente grazie al suo possente becco.

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Questo grosso picchio possiede un piumaggio completamente nero, a cui fa da contrasto una vistosa macchia rossa, che nel maschio copre quasi tutto il capo mentre nella femmina colora solamente la nuca. Questa specie può superare i 50 cm di lunghezza e ha un'apertura alare anche di oltre 80 cm: è anche uno dei picchi più grossi al mondo.

Il picchio nero possiede un areale vastissimo che parte dalla Spagna, attraversa quasi tutta l'Europa continentale ed arriva fino all'Estremo Oriente. In Italia, però, è presente esclusivamente sulle Alpi, dove è più numeroso e facile da avvistare, e in un'area più localizzata e frammentata dell'Appennino centro-meridionale.

Questa sua particolare distribuzione disgiunta rappresenta uno dei più classici esempi di quello che gli esperti definiscono relitto glaciale vivente. Durante l'ultima glaciazione, infatti, molte specie di piante e animali vennero spinte sempre più a Sud dall'avanzare dei ghiacci che coprivano buona parte del Vecchio Continente. Quando però i ghiacci si ritirarono e molto specie tornarono a Nord per rioccupare i territori perduti, alcune piccole popolazioni continuarono a sopravvivere e a prosperare nei loro rifugi meridionali, proprio come ha fatto il picchio nero.

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Fino a qualche anno fa, inoltre, avvistare un picchio nero era considerato quasi un evento, vista la rarità e l'elusività di questa specie. Negli ultimi tempi, però, la specie sta rapidamente espandendo il proprio areale diventando sempre più comune anche in aree da cui era ormai scomparsa da tempo. Il merito di questo graditissimo ritorno è da ricondurre alla riduzione delle attività umane nei boschi d'alta quota, come il taglio degli alberi, e soprattutto nel rapido e continuo avanzamento della copertura forestale, da cui il picchio dipende per poter sopravvivere.

Come gli altri picchi, infatti, anche quello nero si nutre scavando gli alberi grazie al suo possente becco. A differenza delle altre specie, però, si nutre quasi esclusivamente di formiche carpentiere appartenenti al genere Camponotus che riesce a catturare in gran quantità anche grazie alla sua lunghissima lingua, altra caratteristica peculiare di tutte le specie di picchi. In questo periodo, poi, gli adulti dipendono dagli alberi marcescenti e vetusti anche per un'altra ragione ancora più nobile: mettere su famiglia.

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Per costruire il suo nido, il picchio nero scava nei tronchi grosse e profonde cavità dall'apertura ovale (altra caratteristica che lo differenzia da altre specie, che invece realizzano aperture perfettamente tonde), dove alleva mediamente dai 4 ai 6 piccoli che entrambi i genitori covano e accudiscono alternandosi fino a quando non diventano indipendenti. Una volta abbandonate, queste cavità possono inoltre fornire rifugio a tantissimi altri animali, dai più piccoli insetti ai più grossi roditori e altri uccelli. Anche per questo, il picchio nero è una vera e propria specie chiave, sintomo di un ecosistema maturo, in salute e duraturo.

La nostra fortunata lettrice si è quindi imbattuta in un'autentica icona dei boschi montani italiani, uno dei più carismatici rappresentanti dell'universo di biodiversità che che vive intorno a noi, spesso anche sotto ai nostri occhi, e che aspetta solamente di essere scoperto.

E se anche a voi serve un aiuto per riuscire a identificare chi avete osservato dal vostro balcone, in giardino o in montagna fatecelo sapere: insieme ai nostri esperti proveremo a raccontarvi, come sempre, qualcosa in più sulla meravigliosa vita animale che ci circonda. Potete inviarci le vostre richieste o segnalazioni a redazione@kodami.it oppure attraverso i nostri account social, Facebook, Instagram, TikTok.

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Salvatore Ferraro
Redattore
Naturalista e ornitologo di formazione, sin da bambino, prima ancora di imparare a leggere e scrivere, il mio più grande sogno è sempre stato quello di conoscere tutto sugli animali e il loro comportamento. Col tempo mi sono specializzato nello studio degli uccelli sul campo e, parallelamente, nell'educazione ambientale. Alla base del mio interesse per le scienze naturali, oltre a una profonda e sincera vocazione, c'è la voglia di mettere a disposizione quello che ho imparato, provando a comunicare e a trasmettere i valori in cui credo e per i quali combatto ogni giorno: la conservazione della natura e la salvaguardia del nostro Pianeta e di chiunque vi abiti.
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