A cura di Eva Fonti
Membro del Comitato Scientifico di kodami
Medico Veterinario

I gattofili più esperti lo sanno: i gatti bianchi sono sordi, specie se hanno gli occhi azzurri. Ma non tutti i pet mate sanno che il gene della sordità si può avere anche in altre razze e fenotipi, cioè mantelli di colori diversi che presentano solo piccole aree bianche.

La sordità che colpisce questi gatti è su base genetica legata ad un gene W presente nel DNA il cui ruolo è quello di esprimere il colore bianco ma a cui è legato anche il fattore che causa la sordità.

Il gene W

La sordità è l’incapacità di percepire le vibrazioni sonore nei gatti bianchi, può interessare una o entrambe le orecchie ed è completa ed irreversibile. Questa condizione sembra essere correlata alla dominanza del gene W che dà il colore bianco: se questo gene è dominante su tutti gli altri, anche gatti con solo piccole aree bianche potrebbero essere sordi.

Questo gene W è responsabile di  un processo degenerativo a carico della coclea, che è localizzata nell’orecchio interno e ha una forma simile alla conchiglia di una chiocciola. È l’organo al cui interno sono situati i recettori acustici da cui poi dipartono i recettori che confluiscono all’ VIII° nervo cranico. Il processo degenerativo che si instaura in alcuni cuccioli predisposti non è però presente sin dalla nascita, ma inizia nei primissimi giorni di vita per completarsi intorno al primo mese.

I gatti bianchi con occhi azzurri sono sordi?

Per quanto riguarda gli occhi blu, non sempre sono correlati a sordità: c’è sicuramente una maggior probabilità che gatti bianchi con occhi azzurri siano sordi, ma il fenotipo blu ha una dominanza incompleta, quindi non tutti gli animali sordi hanno gli occhi azzurri. Si è però vista poi una correlazione maggiore di sordità e occhi blu con i soggetti a pelo lungo rispetto a quelli con pelo corto.

L’eziopatogenesi della sordità congenita neurosensoriale nel gatto non è ancora molto chiara, ma sembra che l’espressione del gene W sia in grado di sopprimere i melanociti non solo nella cute e nel pelo per dare il manto bianco, ma anche nell’iride, da cui gli occhi blu e nella stria vascularis cocleare, che è l’organo situato nell’orecchio interno: ne consegue la presenza di iridi azzurre, parzialmente pigmentate o eterocromiche e sordità.

Si deve sottolineare, tuttavia, che non tutti gli animali con gli occhi azzurri sono sordi, e non tutti gli animali sordi hanno gli occhi azzurri, sebbene esista una forte correlazione statistica tra i due caratteri.

Sordità legata al gene albino C

Abbiamo già citato alcune razze, anch’esse soggette alla sordità neurosensoriale, che presentano mantelli con delle aree circoscritte bianche e non tutto il corpo bianco. In questi casi il responsabile è il gene pielbald S, conosciuto anche come white spotting: produce un mantello con circa il 50% di bianco sul corpo dell’animale con casuali macchie di colore. Altri soggetti presentano una predisposizione alla sordità legata all’espressione del gene albino C. Questo allele, in forma dominante C, è responsabile dell’espressione di tutti i colori, mentre nelle forme recessive può esprimere mantelli albini diluiti per la presenza di fenomeni di dominanza incompleta con altri caratteri.

Tutti i gatti bianchi sono sordi?

In linea di massima, tutti i gatti bianchi sono sordi, soprattutto se hanno gli occhi azzurri, ma è importante sapere che il gene della sordità è legato anche ad altre razze e ad altri mantelli, che presentano il bianco in forma minore. Tra le razze maggiormente interessate troviamo ad esempio l’American e il British Shortair, il Devon Rex, il Persiano, il Ragdoll, il Siberiano, il Norvegese, il Main Coon e lo Scottish Fold.

Questa informazione è molto utile per chi acquista dei gatti di razza. Nello specifico, è molto importante che gli allevatori prevedano che tutti gli animali diagnosticati sordi mediante BAER test e appartenenti a razze a elevato rischio di sordità non siano messi in riproduzione, considerando che i gatti con sordità monolaterale sono geneticamente identici a quelli con sordità bilaterale, ma potrebbero essere sottodiagnosticati e dunque messi in riproduzione.

Per i nostri mici la diagnosi di sordità può essere difficoltosa, poiché la mancanza di collaborazione da parte del paziente rende la valutazione soggettiva equivoca, soprattutto in presenza di una perdita parziale o monolaterale dell’udito. Ci si deve dunque affidare ad esami complementari specifici come quello dei “Potenziali Evocati Uditivi” noto anche con l’acronimo inglese BAER test, che rappresenta l’unico metodo oggettivo in grado di studiare le risposte uditive negli animali e permette di differenziare il tipo di sordità (conduttiva o neurosensoriale), il suo grado (parziale o completa) e la sua simmetria (unilaterale o bilaterale).

E’ anche consigliabile non accoppiare gatti albini con gli occhi azzurri, né gatti la cui anamnesi segnali nascite di molti soggetti sordi. Queste norme, se pur restrittive, sono indispensabili per limitare la diffusione della malattia e si sono già dimostrate efficaci nel ridurre l’incidenza di sordità negli allevamenti in cui sono state rigorosamente rispettate.

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