C’è qualcosa di più dolce e tenero di un cane come regalo sotto l'Albero di Natale? Sì. Due cani. Ma, aspettate un attimo ancora, non iniziate subito a cercare un cane da infiocchettare! C'è qualcosa che dovremmo chiederci prima di adottare un individuo che vivrà con noi per il resto dei suoi giorni che, se ci dice bene, possono essere parecchi! Ecco allora qualche dritta o, meglio, delle domande da farsi…

1. Me la sento di asciugare pipì e raccogliere popò per casa, più volte al giorno, per mesi?

Quello che non ci dicono quando ci mostrano le tenere immagini dei video dei cuccioli sui social network, è che probabilmente prima e dopo quelle riprese il cane ha sparso i suoi bisogni ovunque per casa. Ebbene sì: i cuccioli di cane sono estremamente simpatici, teneri e interessanti, ma… c'è sempre un ma nella vita: e in questo caso possono anche renderci la vita difficile.

Fare pipì e cacca per un cane significa raccontarsi al mondo e, prima dell'adolescenza che inizia intorno ai 7 mesi, i cuccioli non sempre si sentono pronti a presentarsi agli altri tra le vie di una città: accade dunque che potreste trovarvi a stare in giro un'ora senza che il cane faccia i suoi bisogni per poi liberarsi appena rientrato a casa dove si sente sicuro. È normale, con il tempo imparerà a fare tutto fuori casa, ma prima di allora: beh…. Acqua, sapone di Marsiglia e tanta pazienza.

Sgridarli non serve a nulla se non a renderli più insicuri di loro stessi e diffidenti verso di noi: le strutture anatomiche interne non sono pronte per trattenerla tanto! Di solito è la madre che pensa a queste "pulizie" in continuazione per cui, adesso, sappi che dovrai pensarci tu e raccogliere il testimone con la stessa pazienza di una madre.

No, non dite quella parola con la “T”.. lo sappiamo, state pensando: «posso usare la traversina!». No. La traversina è una scorciatoia tutta nostra, un'ennesima trovata per farci spendere soldi e di fatto non fa altro che dire al cane: «Ma sì, tranquillo, non farla in giro, qui a casa ci sono zone consentite, vicino a me», rallentando di fatto quel processo di crescita personale che porta il cane a fare i suoi bisogni in giro e a introdursi socialmente agli altri cani.

2. Me la sento di vedere cose a cui tengo trasformate in coriandoli?

Quante volte abbiamo sentito la frase: «il mio cane si è mangiato le scarpe, tra l’altro le mie preferite».  Anche qui rientriamo in un grande classico per tutte le stagioni.

I cani, soprattutto da cuccioli, giocano con ciò che trovano in giro e prediligono tutto ciò che ha un buon puzzo e un odore interessante, perché gli parla anche di noi.

Masticare una nostra scarpa o un altro oggetto di uso quotidiano, gli permette di alleviare eventuali dolori ai denti quando li stanno cambiando o di rilassarsi: la masticazione infatti porta alla produzione di ormoni che agevolano il relax. Possiamo provare a dargli la ciabatta vecchia che volevamo buttare ma non ci scommettiamo la casa che questo possa convincerlo a non "rubare" le altre scarpe o assaggiare le gambe di un divano: infatti in realtà è come se gli stessimo dicendo: «Sì bravo, prendi le mie cose e mangiatele». Per evitare tutto ciò offriamo al cane una scelta, scambiamo la scarpa con un gioco che sia suo al quale possa affezionarsi nel tempo. Non aprite le fauci del vostro cane ogni volta che mastica qualcosa: con la bocca, i cani imparano ad esplorare il mondo e le sue consistenze. Scambiate equamente e nessuno si farà male!

3. Mi sono informato davvero su che razza di cane sto adottando?

Non sempre sappiamo quali sono le attitudini e le necessità dei cani che stiamo adottando: ci piacciono come sono fatti o semplicemente abbiamo sempre conosciuto persone che ci “consigliano” quel cane come adatto a noi. Ne siete proprio sicuri? A volte soprattutto da cuccioli sono così teneri e carini ma… poi crescono e magari credevamo di saper gestire alcune attitudini. Possiamo anche adottare un meticcio ma non è detto che sapremo davvero quello che ci aspetta.

Un cane da caccia avrà esigenza di uscire e fare delle attività molto differenti da un cane di tipo pastore; un molosso avrà bisogno che voi siate una guida di un certo tipo per crescere serenamente che è molto diversa da quella che occorrerebbe a un cane di tipo guardiano. Non fatevi fregare dagli annunci: chiedete un'opinione! Un bravo educatore può saper leggere fra le righe di una intera cucciolata se quel cane è adatto a voi e consigliarvi la tipologia giusta di cane anche per lo stile di vita che fate. Non fatevi infinocchiare da una razza che va di moda o da quanto è bello: un amico si conosce prima e poi si porta a vivere con noi. Non è un pacco! Tantomeno a Natale!

4. Siete pronti all'incubo peli?

Possiamo acquistare qualsiasi aspirapolvere del mondo, qualsiasi scopa super innovativa, ma nulla impedirà ai peli del nostro cane di finire ovunque. Ma veramente ovunque! Possiamo spazzolarlo, se gli fa piacere, ma i peli continueranno a cadere, per ogni singolo istante della vita che condivideremo con il nostro cane. Il pelo corto è il più gettonato ma sappiate che si infila come lame di coltello in ogni fibra di tessuto e non risolverà il problema quando avrete pulito ma vedrete rotolare per casa dei nugoli di peli usciti come fantasmi da chissà dove. Non vi salverà dal sorbirvi i vostri figli che diranno che i peli sono sulla felpa nera, sullo zaino e persino sui sedili dell’auto. Qui c'è poco altro da dire se non: armatevi di pazienza.

5. Posso e voglio destinare parte dei miei guadagni alla cura del mio cane?

L'antipulci, i farmaci in caso di problemi di salute, il veterinario, eventuali cure di emergenza e chi più ne ha più ne metta: quando si decide di prendere un cane bisogna considerare che esistono costi fissi e imprevisti (perché la sfiga esiste anche nella vita dei cani). E non curare il proprio cane è un reato, oltre che una scelta orribile da prendere nei confronti di un individuo che è parte della nostra famiglia.

Non bisogna essere ricchi, ma bisogna essere consapevoli. Il cane è un piacere, ma anche, e soprattutto, una nostra responsabilità: emotiva, educativa, sociale, economica e legale.

6. Me la sento di chiudermi il naso con un tappo?

Quella che noi chiamiamo puzza per un cane è parte della sua carta d'identità che gli permette di essere riconosciuto dai suoi simili, dagli altri animali e da se stesso.

C'è chi puzza di più, chi meno, chi niente, ma una cosa è certa: a tutti i cani fa schifo profumare. «L'ho portato a lavare e la prima cosa che ha fatto dopo è stata rotolarsi in una cacca», mai sentita questa affermazione? Ecco, quello è un cane che ha cercato elegantemente di dirci che quella puzza, per noi profumo, per lui è un problema.

Non fare il bagno al cane non significa avere un cane sporco: basta un panno con un po' di acqua da passargli sopra ogni tanto. Può capitare addirittura che i cani puzzino ancora di più dopo che li abbiamo portati a lavare: questo perché si è andati a disturbare il normale equilibrio del PH della pelle che cerca così di ristabilirsi. I cani non devono fare le selezioni per Miss Italia e amano puzze particolarmente puzzolenti (calzini, popò, pozze di fango, resti di animali e cose orribili al nostro olfatto). I cani e le puzze sono come Marilyn Monroe e Chanel n. 5: una cosa sola. Fatevene una ragione!

7. Me la sento di vivere con un cane e posso fare la vita che avevo immaginato?

Ogni cane ha la sua personalità e proprio come tra noi umani c'è quello più socievole, quello più positivo e quello più energico. Ma anche quello più timido, quello più timoroso e quello più cauto sulle novità. «La vita è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita», ricordate? Ecco, accade anche con i cani.

Fatevi aiutare da un professionista cinofilo, non adottate a scatola chiusa! Moltissimi cani nei rifugi sono cani eccezionali e ben educati come moltissimi cani (anche di razza) non sono adatti al vostro stile di vita. Un amico è per sempre: sono queste le parole magiche che ci permettono, grazie all'aiuto dei volontari nei canili e degli educatori cinofili, di adottare il cane più adatto alle nostre esigenze e alle sue. E ricordatevi che non scade come il cibo in scatola ma invecchia e, in quegli anni, avrà bisogno del vostro tempo e della vostra attenzione forse più di quando era un batuffolo peloso: ne siete consapevoli? E come al punto precedente, ricordate: i veterinari costano.

8. Sai che dovrai uscire in passeggiata tutti i giorni, più volte al giorno?

È inverno, fuori piove, ci sono 0 gradi, sono le 7 di mattina e lui è già lì che ci guarda, con quella coda che si muove: è l’ora della prima passeggiata. Poi si torna in pausa pranzo per un'altra passeggiata. Poi si torna dal lavoro e no, niente divano, via per una terza passeggiata. E poi prima di andare a dormire non vuoi fartela un'altra passeggiata?

Vivere con un cane non significa solo coccole sul divano ma, principalmente, passeggiate all'aria aperta e non uno stitico giretto dell'isolato giusto per fare i bisogni.

Vivere con un cane significa essere fisicamente, mentalmente e pronti a uscire qualsiasi sia il meteo del giorno, pure se avete la febbre o il mal di pancia (e quindi equipaggiati di indumenti giusti a seconda della stagione): alcuni vivono con cani che sotto al diluvio si accontentano di una pipì veloce, ma non a tutti è concessa questa fortuna. Se l'idea di indossare degli scarponcini e sporcarci con il fango ci fa rabbrividire, forse il cane non è il compagno di vita che fa per noi.

I cani hanno bisogno del nostro pollice opponibile per aprire la porta e andare a fare i loro bisogni fuori, per esplorare il mondo, per socializzare, per annusare, per, semplicemente, vivere.

La pigrizia non è concessa. E se di solito usciamo alle 10 di mattina, in estate non si potrà fare, quindi ci vorrà grande flessibilità per molti anni da parte vostra.

Le case distrutte da cani non portati a passaggio ne sono la testimonianza.

Nel peggiore dei casi, il nostro cane potrebbe decidere di sfogare la frustrazione di una vita in casa su se stesso: masticandosi zampe e coda.

9. Ho il tempo per occuparmi dell'educazione del mio cane?

Proprio come noi, i cani hanno bisogno di essere educati, non traviati, ma indirizzati.

Essere educati significa comprendere i propri limiti e le proprie possibilità, imparare a stare nel mondo degli uomini e anche in quello dei cani, saper gestire la libertà dal guinzaglio e creare così una relazione fatta di condivisione.

Un percorso educativo è faticoso, ci mette di fronte ai nostri limiti personali, richiede impegno, ma ci regala l'opportunità di vivere una vita vera con il nostro cane e si…l'educatore cinofilo è un mestiere e costa denaro. Prendere un cane e seguire i consigli su Google, di vostro cugino o del fruttivendolo, può fare più danni della grandine! Evitate il “fai da te”.

10. Me la sento di rivoluzionare la mia vita?

Questa è la vera domanda. Perché come abbiamo capito adottare un cane significa predisporsi al cambiamento, un cambiamento che può rendere la nostra vita millemilioni di volte migliore, perché questo fanno i cani: aggiungono esperienze nel pezzo di strada che ci facciamo insieme.

Il nostro guardaroba cambia: arrivano vestiti per andare in natura. La nostra routine si modifica e facciamo amicizia con altri pet mate che mai avremmo conosciuto. La nostra prospettiva di vita si sposta e impariamo a vivere emozioni difficilmente possibili con altri essere umani. Il nostro tempo libero si rivoluziona: organizziamo vacanze in modi e luoghi che mai avremmo immaginato.

La vita con un cane è quel viaggio impegnativo che ogni giorno ci permette di sentirci vivi, di ridere di cose folli, di piangere per motivi futili, di sorprenderci persino di noi stessi.

Se davvero siamo disposti ad offrire una vita degna di essere vissuta al nostro cane, allora siamo pronti per adottare un cane, diversamente tutte le ore che dovremmo destinare al nostro compagno a 4 zampe faremmo meglio ad impiegarle facendo altro, evitando di rendere un incubo la nostra e la sua vita. E in ultimo, non per importanza, se avete già altri animali in casa, chiedetevi se anche loro sono propensi ad adottare un cane perché la famiglia è una e anche loro, hanno diritto di dire la loro! Nel dubbio, fatevi aiutare da un professionista prima di fare il grande passo!

Natale è alle porte, sta a noi rispondere a queste domande e se le risposte ci portano ad adottare consapevolmente un cane, beh, allora Buon Natale! Se invece ci hanno fatto capire che un cane non fa per noi, beh allora.. Grazie da parte di quel cane che non avremmo destinato ad una vita veramente infelice. Se non puoi adottare, puoi comunque dare il tuo piccolo aiuto ai cani nei rifugi con le possibilità che hai: donare cibo, coperte, medicinali, denaro per le cure e magari iniziare a capire, semplicemente portando fuori qualche ospite, che  responsabilità significa un cane che attende te per fare delle esperienze. Forse ti farà cambiare risposta a queste domande e un domani, con tutta la pazienza del caso, vi conoscerete meglio e  magari diventerà un membro della tua famiglia a tutti gli effetti. Pensaci: un cane è per sempre!

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