Dopo novantacinque anni dalla sua nascita, Winnie the Pooh è finalmente libero da copyright. I diritti sulle storie del famoso orsetto erano detenuti dalla Disney a partire dal 1961, anno in cui furono venduti al colosso dell'intrattenimento per bambini dopo la morte del loro creatore, Alan Alexander Milne. Ora sarà possibile leggere liberamente le storie sulle piattaforme digitali e anche dar vita a nuove vicende con protagonisti Pooh ed i suoi amici del Bosco dei Cento Acri.

Era il lontano inverno del 1925 quando lo scrittore britannico pubblicò per la prima volta sul numero di Natale del London Evening News il racconto intitolato The Wrong Sort of Bees, con protagonista proprio Winnie the Pooh. L'anno seguente questo breve racconto sarà il primo capitolo del romanzo "Winnie-the-Pooh" e il successo sarà travolgente.

Ma come è riuscito a catturare l'animo di così tanti bambini? Nei decenni, numerosi filologi, sociologi e psicologi dell'infanzia hanno esaminato gli elementi ed i personaggi di questa serie di romanzi per comprenderne il successo. Una prima generale spiegazione potrebbe essere legata all'atmosfera sognante dell'ambientazione: sebbene il romanzo sia stato pubblicato poco dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, le vicende si svolgono in un mondo rurale e innocente, isolato e libero da grandi problemi in pieno contrasto con la dura realtà di quei tempi.

In un saggio del 1990 la scrittrice Alison Lurie sostiene che i vari personaggi hanno un fascino diffuso perché attingono dalla vita di Milne e contengono sentimenti e personalità comuni ben espressi durante l'infanzia, come la tristezza dell'asinello Ih-Oh e la timidezza del maialino Pimpi. Pensate che un un articolo della Canadian Medical Association ha addirittura ipotizzato che ogni personaggio riflettesse determinati disturbi mentali.

Ma il fascino del protagonista ed i suoi amici potrebbe avere radici ben più profonde, emblema dell'atavica tendenza dell'uomo all'antropomorfismo animale. Fin dalla notte dei tempi gli animali vengono infatti utilizzati come personificazioni di idee, venendo raffigurati in caverne, geroglifici, stemmi araldici, loghi aziendali anche di squadre di calcio e scelti come protagonisti di favole, cartoni animati e pubblicità. Ogni specie ha delle caratteristiche proverbiali: la volpe simboleggia l'astuzia, l'aquila il coraggio, il toro la prestanza fisica. Ecco che in quest'ottica i protagonisti delle storie di Milne possono darci informazioni riguardo il nostro rapporto infantile con il regno animale.

Winnie the Pooh e gli altri amici di Bosco dei Cento Acri

Winnie è un orsetto di peluche che vive in una vecchia quercia e passa le sue giornate principalmente mangiando miele di cui è ghiotto e componendo poesie. Il nome del personaggio fu scelto in seguito ad una visita di Milne e suo figlio Christopher Robin allo zoo di Londra, dove si trovava in quel periodo "Winnipeg", una cucciola d'orso nero (Ursus americanus) che un ufficiale veterinario canadese di nome  Harry Colebourn aveva acquistato durante la prima guerra mondiale e poi donato allo zoo.

L'animale era diventato rapidamente il beniamino dei bambini londinesi che lo avevano ribattezzato "Winnie". Christopher si entusiasmò a tal punto che volle tornare numerose volte allo zoo per vederlo ed alla fine ribattezzò Winnie il proprio orsacchiotto. Milne iniziò allora a raccontare al figlio fiabe della buonanotte che vedevano Winnie protagonista. Da queste fiabe ebbe origine il nucleo di narrazioni su cui poi Milne basò la propria fortunata opera.

Gli orsi sono da sempre tra gli animali più amati dai bambini.  Nel famosissimo saggio antropologico "La scimmia nuda" (ricordate per caso una citazione di Sanremo?), Desmond Morris racconta di uno studio sociale sugli animali più amati e odiati dell'infanzia. Ad 80mila bambini inglesi di età compresa tra i 4 ed i 14 anni venne domandato quali fossero i loro animali preferiti: il 97,15% dei bambini citò come favorito un mammifero. Gli uccelli riguardavano soltanto l'1,6%, i rettili l'1,0%, i pesci lo 0,1%, gli invertebrati lo 0,1% e gli anfibi lo 0,05%.

Nella lista dei dieci animali preferiti in assoluto apparivano animali come scimmie, orsi, cavalli, elefanti, leoni, cani e giraffe. In particolare al secondo posto ecco proprio gli orsi (tutte le specie di orso, considerando anche i panda) con il 15% dei voti, subito sotto le scimmie. Secondo gli studiosi le preferenze dei bambini sarebbero collegate alla possibilità, assolutamente inconscia, di "immedesimarsi" nell'animale: sia i primati che gli orsi e i panda assumono una posizione verticale, hanno una forte espressività e, almeno nel caso di scimmie e panda (ma anche di orsi che interagiscono con arnie piene di miele) mostrano una relativa capacità di manipolazione.

Ma queste preferenze variano molto per generi e per età. È interessante ad esempio osservare come al diminuire dell'età degli intervistati, la stazza degli animali preferiti aumenta: nei bambini tra i quattro e gli otto anni animali grandi come gli elefanti saltano nelle prime tre posizioni, ed infatti "l'efelante" Effy, una cucciola di elefante indiano (Elephas maximus) è uno dei personaggi preferiti dai più piccoli tra gli amici di Winnie the pooh.

Un altro amatissimo personaggio è Tigro, chiaramente un esemplare di tigre (Panthera tigris) iperattiva, che non smette di saltellare grazie alla sua coda molto lunga che utilizza come molla. Nonostante la sua eccessiva esuberanza stufi certe volte anche i suoi amici, da buona tigre viene anche descritto come coraggioso e leale.

Il rapporto madre-figlio è evidentissimo in Kanga ed il suo figlioletto Ro, due canguri, animali marsupiali della famiglia dei marcopodidi, probabilmente canguri rossi (Osphranter rufus). Come gli altri mammiferi marsupiali, i canguri completano il proprio sviluppo infantile all'interno del "marsupio", una sacca sull'addome delle femmine destinato al trasporto, alla protezione e all'alimentazione dei piccoli. Come tutti i bambini, l'essere considerato piccolo fa arrabbiare o intristire Ro più di ogni altra cosa.

Cosa vi viene in mente pensando ad un asinello? Gli asini (Equus africanus asinus) sono considerati animali sfaticati, ottusi e purtroppo oppressi per il loro antico sfruttamento nei lavori più duri. Non stupisce quindi, in quest'ottica, il tenero pessimismo di Ih-Oh, malinconico seppur amatissimo amico di Winnie. Ma guardando da un'altro punto di vista ostinazione e testardaggine, questa cattiva fama si deve ad una cattiva interpretazione degli istinti di conservazione di tale animale: è difficile forzare un asino a fare qualcosa che sia o gli sembri contrario ai propri interessi.

E il saccente Uffa, o Gufo nei romanzi? Milne descrive Uffa come la creatura più saggia e sapiente della foresta, a cui i suoi amici si rivolgono spesso per avere consigli su come comportarsi in determinate situazioni, ma così sapiente da esprimersi in modo talmente forbito che spesso non si capisce quasi nulla di ciò che dice, e oltretutto non sa scrivere molto bene. È probabilmente l'espressività e lo sguardo attento dei gufi reali (Bubo bubo) a far associare a questi animali saggezza e pedanteria: grandi occhi dal colore acceso, sormontati da ciuffi di penne che ricordano due folte sopracciglia.

Ma questi sono solo alcuni dei protagonisti delle innumerevoli storie della fortunata serie di romanzi, arricchite ancora di più dalle numerose trasposizioni Disney. Da oggi, magari, grazie alla liberalizzazione dei diritti d'autore potremo assistere alla nascita di nuovi interessanti amici: chissà quali idee simboleggeranno i prossimi animali nei bambini di oggi, un secolo dopo l'inizio di tutto.