Mi capita fra le mani un piccolo libro, “Come sopravvivere a diagnosi, sintomi, terapie e rimanere saldi” . Incuriosita dalla copertina decido di leggerlo e non posso fare a meno di sorridere ogni due pagine e decidere di conoscere chi lo ha scritto. L’autore è Fir Droirich, alias David Clemenzi, un veterinario che attualmente vive e lavora anche come osteopata e fisioterapista in Scozia: un’altra bella testa pensante che purtroppo ci siamo lasciati sfuggire da questo paese! Mi racconta subito che il suo ricordo di quando era bambino relativamente al portare il cane dal veterinario è sempre uno: una sensazione di grande ansia, un sentirsi fuori posto e confuso. Sin da bambino, così, promise a se stesso che da grande, volendo fare proprio il veterinario, non avrebbe mai avuto lo stesso effetto sugli umani in visita per il loro animale. Mi dice subito che «un sorriso, anche uno solo, può fare la differenza» e che il suo libro nasce dalla raccolta di alcuni consigli veterinari che gli venivano richiesti sui social all’interno di un gruppo di amanti dei cani. «Spesso mi facevano domande su diagnosi, terapie, sintomi e io ho sempre cercato di rispondere con professionalità ma utilizzando l’ironia e una scrittura poco formale perché credo che questo sia un modo di comunicare con cui i proprietari si sentono più a loro agio e si possono anche passare dei messaggi importanti, soprattutto quando una persona è in apprensione per il proprio beniamino».

Mi racconta poi che prima di essere un veterinario è una persona come tante altre che vive con i cani e sa come ci si sente. Non posso esimermi dal chiedergli cosa sia per lui l’empatia: «Hai presente quando ti devi mettere nei panni di un’altra persona? Beh, devi entrare nella sua testa, nel suo cuore ma anche nel suo stomaco! È difficile certo ma ci sono tante emozioni in ballo e bisogna cercare di essere pazienti e comprensivi. L’unico problema è quando alcune volte fai da cassa di risonanza alle loro emozioni: quello è un gran casino, perché rischi di non poterli davvero aiutare».

I cani che hanno mille sfumature e gli umani che lo sanno e li rispettano

David mi confida che i cani hanno mille sfumature e tante sfaccettature e che gli è possibile ritrovare in loro tante piccole parti di se stesso quando li osserva. «Sulla copertina del libro c’è il mio cane disegnato: è talmente carino come è stato ritratto che comprerei il libro solo per quello!». Anche al telefono riesce a strapparmi un sorriso questo veterinario così sensibile, come successo durante la lettura del libro. Nelle sue pagine si trovano la maggior parte degli argomenti su cui prima o poi chi vive con un cane cane dovrà imbattersi: dall’ABC sui primi vaccini ai pericoli che il proprio compagno potrà incontrare lungo la strada che percorrerà con noi fino alla vecchiaia. Ogni argomento è trattato in maniera professionale, precisa, a volte anche un po' scomoda perché lascia spazio a riflessioni personali su come affrontare col proprio cane determinate scelte. Il tutto è condito sempre da una scrittura fresca, a volte “caciarona” sugli argomenti più leggeri, altre volte con riferimenti tecnici alla portata però di tutti e mai con un fare perentorio.

A volte un veterinario mette la parola “io” davanti a decisioni che riguardano però noi e i nostri amici a quattro zampe. Tutti siamo certi, affidandoci a un veterinario, di fare la scelta giusta ma abbiamo bisogno che ci si tratti con una certa sensibilità, soprattutto in momenti difficili per il nostro compagno di vita, situazioni in cui siamo più vulnerabili ed emotivi. In questo libro l’ “io” è spesso sostituito da “Il mio consiglio”: cambiare le parole serve a comprendere l’altro e, appunto, entrare in empatia. Ho chiesto a David quale fosse l’argomento che non ha voluto trattare esplicitamente in questo libro e lui non ha avuto dubbi: «La mia scrittura è ironica e leggera e non potevo certo trattare con questi toni le malattie di tipo oncologico. Non solo sarebbe stata una grande mancanza di rispetto ma spesso alcune persone a cui diamo la notizia di un tumore che affligge i loro animali hanno o hanno avuto persone vicine con malattie simili. Non avrei mai potuto trattare un argomento così delicato sul libro o su un social».

Un veterinario fuori dagli schemi: a lezione di pazienza

Quello che spesso mi sono ritrovata a vivere coi miei cani, ma soprattutto come istruttrice cinofila, è stata la difficoltà di incontrare veterinari che fossero professionalmente preparati e capaci in ambito socio-relazionale. Ci ho messo anni a trovare un veterinario che avesse queste caratteristiche e non lo cambierei per nulla al mondo. A nessun cane piace andare dal veterinario o considera la visita veterinaria una bella esperienza da ripetere! Così ho chiesto a David come esegue le visite veterinarie: «Devo a mia sorella Laura tutte le conoscenze che possiedo come educatore perché ho letteralmente divorato i testi su cui lei ha studiato. Nel mio lavoro non puoi permetterti di avere fretta e non puoi ignorare i segnali comunicativi di disagio che un cane vive: mica dobbiamo timbrare un cartellino! Ci vuole molta pazienza e non si possono operare delle forzature a meno che non si lavora in emergenza e dobbiamo salvare la vita a quel cane. Ai cani non piace essere sollevati, messi sui tavoli e manipolati per cui occorre pazienza, tempo, serenità e fiducia affinché si possa fare tutto quello che è necessario per lui col maggiore consenso da parte sua. Lo so che non è un bel vedere un veterinario giù a terra, seduto o semisdraiato  ma credo sia importante pensare meno alla forma e più allo stato emozionale dell’animale. Alla fine anche i proprietari più scettici si ricredono e tutto sommato i cani si lasciano visitare e manipolare. A volte alcuni cani si puntano e non riescono neanche a varcare la soglia perché sanno “a naso” quello che li attende e io devo avere la calma e le conoscenze giuste per aiutarlo ad entrare facendo anche leva su come mi muovo, cosa il mio corpo comunica e le posture che assumo».

Chi dovrebbe leggere questo libro?

«Io avevo deciso di scrivere questo libro per farne un regalo a persone vicine, ai miei amici e oggi mi ritrovo a parlare con te di questo su Kodami che leggo sempre con interesse… non ci sono abituato, sarò sincero ma ricevere degli apprezzamenti mi fa capire che sto facendo bene il mio lavoro e mi inorgoglisce». La verità è che la lettura del libro di David Clemenzi ha concesso anche a me di riuscire a sdrammatizzare un po’ su alcuni temi grazie a una scrittura scorrevole e mai ridondante. Quell’ironia al punto giusto ma piena di spunti ha coinvolto anche una come me, pessimista cronica, ad avere una visione diversa dei problemi di salute che possono essere affrontati con meno ansia. David conferma la mia visione, ride al telefono e mi dice che sicuramente è un ottimo libro proprio per quelli come me che tendono a vedere sempre il bicchiere mezzo vuoto, a vivere con una certa apprensione la salute dei propri amici cani e a prendere con eccessiva serietà le cose della vita. Per esempio, nel capitolo dedicato a uno dei nemici storici di cani e proprietari, che è il forasacco (quella spiga maledetta capace di infilarsi ovunque e camminare), David riesce a trattare l’argomento con una semplicità unica. Lui la considera una vera e propria “prova iniziatica” per un veterinario quella di avere a che fare con quella spiga, perché spesso si sa dove è entrata ma non dove sia finita con i proprietari, intanto, in preda ad una crisi isterica, che arrivano a chiamare ogni volta che il loro cane fa uno starnuto. Una volta in visita, scrive David, la scena madre sarà la seguente: «Ti ritroverai genuflesso davanti alle frogie minuscole di un naso minuscolo di un altrettanto minuscolo cane, nel tentativo di cavar dall’antro oscuro un micropezzettino di spighetta dall’aspetto così insignificante da chiederti ancora una volta perché non hai dato retta al tuo professore di filosofia del liceo che consigliava i tuoi genitori di indirizzarti altrove. Ordunque amici miei, state bravi in questo periodo ed evitate corse pazze in campi appena sfalciati, là dove il forasacco impera!».

Appigli veterinari: come sopravvivere a diagnosi, sintomi e terapie e rimanere saldi. Lo trovate qui.

Buona lettura!

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